Sale operatorie Ciriè e Lanzo, infermieri e OSS chiedono il trasferimento in massa
Quasi tutto il personale vuole lasciare le sale operatorie. NurSind e FP Cgil denunciano un clima lavorativo insostenibile e chiamano in causa la Direzione dell'Asl To4. Assemblea il 20 ottobre.
di Giuseppe Provinzano
"Quando quasi un intero gruppo di professionisti sanitari chiede di essere trasferito, il problema non può essere liquidato come una semplice questione di mobilità interna. È un segnale di allarme che investe l'organizzazione del lavoro, il benessere degli operatori e, inevitabilmente, la continuità dei servizi. Quanto sta accadendo negli ospedali di Ciriè e Lanzo, nel territorio dell'Asl To4, racconta una frattura profonda tra il personale delle sale operatorie e un sistema organizzativo che, secondo le organizzazioni sindacali, non riesce più a garantire condizioni lavorative sostenibili".
L'esodo annunciato dalle sale operatorie: una crisi che scuote l'Asl To4
Torino, 17/10/2026 - Quasi tutti gli infermieri e gli operatori sociosanitari delle sale operatorie degli ospedali di Ciriè e Lanzo hanno chiesto di essere trasferiti. Una scelta collettiva che assume i contorni di una protesta senza precedenti e che rischia di mettere in seria difficoltà l'organizzazione delle attività chirurgiche nei due presidi.
A sollevare il caso sono NurSind e FP Cgil, attraverso una presa di posizione congiunta sottoscritta da Giuseppe Summa, per il NurSind, e Luciano Perno, per la FP Cgil.
Non si tratterebbe di una semplice richiesta di cambiamento professionale. Dietro le domande di mobilità interna emergerebbe un disagio ben più profondo, che coinvolge direttamente le condizioni psicofisiche del personale e il clima all'interno degli ambienti di lavoro.
La motivazione riportata nelle istanze dei dipendenti parla infatti del «perdurare di uno stato di disagio psicofisico legato all'attuale contesto lavorativo».
Parole che, secondo le due organizzazioni sindacali, rappresentano la fotografia di una situazione ormai arrivata al limite.
NurSind e FP Cgil: «I lavoratori non ce la fanno più»
La vicenda, sostengono i rappresentanti sindacali, non nasce improvvisamente. Le difficoltà organizzative e le condizioni di lavoro sarebbero state segnalate più volte nei mesi precedenti, senza che alle richieste del personale seguissero interventi ritenuti sufficienti.
NurSind e FP Cgil contestano inoltre l'atteggiamento della Direzione generale dell'Asl To4, accusata di avere sottovalutato la gravità del malessere denunciato dagli operatori.
«I lavoratori non ce la fanno più, non è polemica sindacale ma drammatica realtà».
NurSind e FP Cgil ribadiscono così la gravità di una situazione che, a loro giudizio, non può più essere affrontata attraverso rassicurazioni o interventi occasionali.
Le domande di trasferimento, nella lettura dei sindacati, rappresentano il passaggio dalle segnalazioni formali a una decisione concreta dei lavoratori: lasciare un contesto professionale percepito come non più sostenibile.
Un segnale particolarmente significativo in un settore delicato come quello operatorio, dove competenze specialistiche, esperienza e continuità delle équipe costituiscono elementi fondamentali per il funzionamento dei servizi.
Un malessere che potrebbe andare oltre le sale operatorie
Secondo quanto riferito dalle organizzazioni sindacali, la situazione di Ciriè e Lanzo potrebbe rappresentare soltanto una parte di un disagio più esteso all'interno dell'azienda sanitaria.
Le segreterie dichiarano infatti di ricevere con frequenza segnalazioni da parte di professionisti in difficoltà, evidenziando anche un crescente ricorso agli strumenti di tutela riconosciuti ai lavoratori.
Il timore è che il deterioramento del clima organizzativo possa alimentare ulteriori richieste di trasferimento, aggravando le difficoltà nella gestione dei servizi.
Un'eventualità che richiede particolare attenzione: l'eventuale perdita contemporanea di numerosi professionisti esperti potrebbe rendere complessa la programmazione delle attività chirurgiche, con possibili ripercussioni sull'organizzazione dell'assistenza.
Assemblea il 20 ottobre: sotto esame anche i nuovi orari
La vertenza entrerà in una fase decisiva martedì 20 ottobre 2026, quando NurSind e FP Cgil incontreranno i lavoratori in un'assemblea convocata presso l'ospedale di Ciriè, dalle ore 11 alle ore 15.
Tra gli argomenti al centro del confronto figura anche la nuova articolazione dell'orario di lavoro, la cui introduzione è prevista a partire dal 1° novembre.
Un passaggio organizzativo che si inserisce in un quadro già caratterizzato da forti tensioni e sul quale i rappresentanti sindacali intendono raccogliere le valutazioni del personale.
La Direzione aziendale chiamata a dare risposte
La richiesta avanzata da NurSind e FP Cgil è quella di un intervento tempestivo da parte dei vertici dell'Asl To4, capace di affrontare le criticità organizzative e ripristinare condizioni lavorative adeguate.
La questione non riguarda soltanto il benessere dei dipendenti, ma anche la capacità dell'azienda di conservare competenze professionali essenziali per l'attività operatoria.
Le istanze di mobilità, da sole, non equivalgono a trasferimenti già autorizzati. Tuttavia, la dimensione del fenomeno denunciato dai sindacati impone una riflessione sulle cause che hanno portato un numero così elevato di professionisti a chiedere di lasciare il proprio posto di lavoro.
Perché quando quasi un'intera équipe manifesta la volontà di andarsene, la vera domanda non è soltanto quanti operatori potrebbero essere trasferiti, ma cosa sia accaduto per spingerli a prendere questa decisione.
Ed è proprio su questo punto che l'Asl To4 è chiamata a fornire risposte.
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