Papardo, è allarme OSS. NurSind: ''Organici insufficienti, intervenga la Regione''
Al Papardo sono in servizio 120 OSS sui 173 previsti. Alonge e Barbaro (NurSind): ''Servono assunzioni stabili e un aumento immediato del tetto di spesa''.
di Giuseppe Provinzano
"Un ospedale con più posti letto ma con una dotazione di operatori sociosanitari largamente inferiore a quella prevista. È questa la contraddizione che il NurSind porta nuovamente all'attenzione della sanità siciliana. Al Papardo di Messina la carenza degli OSS non rappresenterebbe più soltanto un problema organizzativo: secondo il sindacato, sta producendo conseguenze sull'assistenza quotidiana e sul lavoro degli infermieri. E mentre l'Azienda valuta anche soluzioni temporanee, il NurSind indica nella Regione il livello al quale intervenire per rendere possibili assunzioni strutturali".
NurSind: "Al Papardo mancano 53 OSS, così l’assistenza è in affanno"
MESSINA, 18/09/2026 – Un operatore sociosanitario su tre previsto nella dotazione organica dell'ospedale Papardo manca all'appello. È il quadro denunciato dal NurSind, che ha portato la questione direttamente al tavolo della Direzione generale chiedendo interventi capaci di affrontare una carenza ormai pesante per l'organizzazione dell'assistenza.
I numeri fotografano la dimensione del problema: a fronte di 173 OSS previsti, quelli effettivamente in servizio sarebbero 120. Una differenza di 53 unità che, secondo il sindacato, si traduce quotidianamente in difficoltà soprattutto nelle fasce orarie in cui la presenza del personale si riduce ulteriormente.
Il confronto con la Direzione generale ha fatto emergere la ricerca di possibili risposte anche nell'immediato. Tra le ipotesi prese in considerazione vi sarebbe il ricorso all'esternalizzazione di alcune attività. Una strada sulla quale il NurSind non chiude la porta, purché rimanga una misura temporanea e non diventi il modello ordinario con cui affrontare una carenza strutturale.
Il segretario aziendale NurSind Filippo Barbaro spiega che le maggiori difficoltà emergono nei turni pomeridiani e notturni, quando la ridotta presenza degli operatori sociosanitari finisce per incidere sull'assistenza alberghiera garantita ai pazienti ricoverati. Una condizione che, sottolinea Barbaro, può avere ripercussioni sulla dignità della persona assistita e sulla sicurezza delle cure.
Ma c'è un'altra conseguenza che il sindacato considera particolarmente critica: il ricorso agli infermieri per compensare l'assenza del personale di supporto.
"Il perdurare della carenza alimenta il fenomeno del demansionamento infermieristico",
afferma Barbaro, evidenziando come gli infermieri siano chiamati a farsi carico anche di attività proprie degli operatori sociosanitari, sottraendo tempo alle competenze e alle responsabilità specificamente infermieristiche.
Sul possibile ricorso all'esternalizzazione, il NurSind riconosce la necessità di individuare rapidamente soluzioni in grado di alleggerire l'attuale pressione, ma pone un limite preciso.
"Può rappresentare una soluzione tampone", continua Barbaro, "ma l'assistenza diretta alla persona ricoverata costituisce una funzione essenziale dell'ospedale pubblico e non può trasformarsi stabilmente in materia di appalto".
Alla base delle difficoltà nel procedere con un rafforzamento consistente dell'organico ci sarebbe soprattutto il nodo economico. Secondo quanto emerso, il tetto di spesa destinato al personale sarebbe ormai saturo, attestandosi intorno ai 74 milioni di euro, rispetto ai circa 79 milioni disponibili in passato.
Un limite che assume ancora maggiore rilievo considerando l'incremento della capacità ricettiva del Papardo: i posti letto sarebbero passati da 324 a 365, mentre le possibilità di aumentare parallelamente il personale resterebbero condizionate dalle risorse disponibili. Attualmente le procedure in corso riguarderebbero soltanto una decina di nuove assunzioni di operatori sociosanitari.
Per il NurSind, quindi, il problema non può essere risolto esclusivamente all'interno dell'ospedale. Il sindacato chiama direttamente in causa l'Assessorato regionale della Salute, chiedendo un intervento sul tetto di spesa che consenta all'Azienda di procedere con un reclutamento più consistente.
"Registriamo con favore le aperture emerse durante il confronto con l'Azienda",
afferma il segretario territoriale NurSind Ivan Alonge, "ma la risposta strutturale deve essere il reclutamento stabile di operatori sociosanitari a tempo indeterminato".
Il sindacato quantifica anche la dimensione dell'intervento economico ritenuto necessario.
"L'Assessorato deve dare risposte immediate sull'aumento del tetto di spesa", conclude Alonge. "Abbiamo quantificato la necessità di un incremento minimo di due milioni di euro".
La richiesta del NurSind è dunque quella di superare la logica dell'emergenza permanente: tamponare nell'immediato la carenza può essere necessario, ma senza nuove risorse e assunzioni stabili il rischio è che il peso della scopertura continui a ricadere sull'organizzazione dei reparti, sugli infermieri e, soprattutto, sulle persone ricoverate.
di