Iscriviti alla newsletter

Medicina Nucleare, gara da 32,9 milioni con un solo concorrente. NurSind chiede chiarezza

Giuseppe Provinzanodi
Giuseppe Provinzano
Pubblicato il: 25/10/2026

CampaniaNurSind dal territorio

Battipaglia, il sindacato torna sul partenariato pubblico-privato: ribasso dello 0,10%, prestazioni ridimensionate e interrogativi sui costi. Tomasco (NurSind): «Servono trasparenza e tutela dei lavoratori»


di Giuseppe Provinzano

Una concessione decennale da quasi 33 milioni di euro, un solo concorrente e un ribasso dello 0,10%. Sono i numeri che riportano sotto i riflettori la riattivazione della Medicina Nucleare dell'ospedale Santa Maria della Speranza di Battipaglia, sulla quale il NurSind Salerno torna a chiedere chiarimenti all'azienda sanitaria.

Dopo le prime iniziative sindacali e la segnalazione ad Anac e Corte dei Conti, la vicenda si arricchisce di nuovi elementi. A sollevare interrogativi non sono soltanto le condizioni economiche del partenariato pubblico-privato, ma anche la significativa differenza tra le previsioni delle prestazioni sanitarie e le garanzie per il personale. I chiarimenti forniti dall'Asl Salerno il 22 ottobre, secondo il sindacato, non avrebbero risolto le questioni sollevate.


Un solo concorrente e un ribasso dello 0,10%: il NurSind chiede spiegazioni

BATTIPAGLIA, 24/10/2026 – La riattivazione della Medicina Nucleare continua ad alimentare il confronto tra il NurSind Salerno e l'Asl sulle modalità individuate per restituire al territorio un servizio diagnostico fondamentale, soprattutto per i pazienti oncologici.

Al centro dell'attenzione c'è un'operazione dal valore complessivo stimato di 32,94 milioni di euro, con un investimento iniziale del concessionario di circa 6,38 milioni e una durata contrattuale di dieci anni.

Secondo quanto evidenziato dal sindacato, alla gara avrebbe partecipato un unico concorrente, il raggruppamento Medipass–Morviducci, risultato aggiudicatario con il punteggio massimo di 100 punti su 100 e un ribasso economico dello 0,10%.

Numeri sui quali il segretario generale del NurSind Salerno, Biagio Tomasco, ritiene indispensabile ottenere spiegazioni documentate, soprattutto per comprendere come sia stata valutata la convenienza economica dell'offerta.

«Non sosteniamo che vi siano irregolarità, ma riteniamo doveroso capire come sia stata verificata la convenienza economica dell'offerta, considerato che alla gara ha partecipato un solo concorrente, il raggruppamento Medipass–Morviducci, aggiudicatario con 100 punti su 100 e un ribasso dello 0,10%», dichiara Tomasco.

La partecipazione di un solo operatore e l'entità del ribasso non costituiscono, di per sé, elementi di irregolarità. Per il sindacato, tuttavia, rendono ancora più importante conoscere le valutazioni tecniche ed economiche che hanno accompagnato l'aggiudicazione.

Dalla prima segnalazione ai nuovi interrogativi: una vicenda già raccontata

La questione era già stata affrontata da Infermieristicamente.it il 27 settembre 2026, nell'articolo «Medicina Nucleare a Battipaglia, il NurSind: trasparenza sull'operazione da 30 milioni».

In quell'occasione avevamo raccontato la decisione del NurSind Salerno di portare all'attenzione di Anac e Corte dei Conti il partenariato pubblico-privato, chiedendo verifiche sulla sostenibilità economica dell'operazione, sugli investimenti effettivamente sostenuti dal concessionario e sull'utilizzo delle apparecchiature già acquistate con risorse pubbliche.

Il sindacato aveva inoltre sollevato la questione dell'autonomia futura dell'Asl, evidenziando la necessità che la riapertura del servizio lasciasse all'azienda sanitaria competenze professionali e capacità organizzative.

Leggi il precedente approfondimento: Medicina Nucleare a Battipaglia, il NurSind: «Trasparenza sull'operazione da 30 milioni»

A distanza di alcune settimane, il confronto si concentra su ulteriori aspetti della procedura, mentre il NurSind ribadisce la necessità di rendere verificabili i presupposti economici della scelta.

Prestazioni sanitarie, il fabbisogno passa da 15.616 a 6.769: perché?

Tra gli elementi sui quali il sindacato chiede maggiore chiarezza emerge una differenza significativa nei dati utilizzati per programmare l'attività della Medicina Nucleare.

Secondo quanto riportato dal NurSind, negli atti del 2024 il fabbisogno sanitario era quantificato in 15.616 prestazioni annue, mentre nei provvedimenti successivi del 2025 e del 2026 il numero sarebbe sceso a 6.769.

Una differenza di 8.847 prestazioni, pari a circa il 56,7% in meno, che apre interrogativi sui criteri utilizzati per dimensionare il servizio.

Il punto non riguarda soltanto la programmazione sanitaria, ma anche le possibili conseguenze sulle valutazioni economiche alla base della concessione.

Se le previsioni delle attività cambiano in maniera così rilevante, diventa importante comprendere quali elementi abbiano determinato la revisione e se questa sia stata adeguatamente considerata nel Piano economico-finanziario.

Il NurSind Salerno chiede inoltre di conoscere l'analisi che avrebbe giustificato la scelta del partenariato pubblico-privato rispetto all'alternativa di una gestione diretta da parte dell'Asl.

Non soltanto investimenti: il nodo delle tutele per il personale

Accanto agli aspetti economici, il sindacato richiama l'attenzione sulle ricadute organizzative della concessione.

La riattivazione della Medicina Nucleare, infatti, non può essere valutata esclusivamente attraverso l'acquisizione di tecnologie e la disponibilità di locali. Occorre considerare anche le professionalità necessarie, l'organizzazione del lavoro e le condizioni nelle quali il personale sarà chiamato a operare.

Per il NurSind, il modello gestionale individuato deve garantire non soltanto la continuità delle prestazioni, ma anche adeguate tutele per i lavoratori e un'organizzazione capace di rispondere alle esigenze assistenziali.

«Non parliamo soltanto di apparecchiature e locali, ma di un servizio sanitario essenziale, con ricadute dirette sull'assistenza e sul personale. Vogliamo capire quali vantaggi concreti garantisca questa formula e quali tutele siano previste per i lavoratori», sottolinea Tomasco.

Resta inoltre aperta la questione delle competenze che, al termine della concessione decennale, rimarranno patrimonio dell'azienda sanitaria.

Un aspetto già evidenziato nelle precedenti iniziative sindacali e che assume particolare importanza nella prospettiva di una gestione pubblica autonoma del servizio.

Risposte dell'Asl insufficienti, il NurSind chiede gli atti e un confronto

Un ulteriore sviluppo riguarda il riscontro fornito dall'Asl Salerno il 22 ottobre 2026, che il sindacato giudica insufficiente rispetto alle richieste di chiarimento avanzate.

Il NurSind ha quindi sollecitato l'accesso alla documentazione economica e contrattuale, chiedendo di conoscere nel dettaglio le valutazioni che hanno sostenuto l'operazione e i criteri utilizzati per attribuire i punteggi di gara.

Parallelamente, è stata richiesta l'apertura di un confronto sindacale sulle conseguenze organizzative e sulle garanzie previste per il personale.

L'obiettivo dichiarato non è contestare preventivamente la legittimità dell'affidamento, ma ottenere elementi concreti per valutare la convenienza della scelta e la sua sostenibilità nel tempo.

Tomasco: «La sanità pubblica va potenziata, non affidata ai privati senza confronto»

La posizione del NurSind Salerno resta favorevole alla riattivazione della Medicina Nucleare, considerata un servizio importante per il territorio e per la diagnosi delle patologie oncologiche.

Il sindacato distingue però la necessità di ripristinare le prestazioni dalla valutazione del modello gestionale individuato.

«Siamo favorevoli alla riattivazione della Medicina Nucleare di Battipaglia, fondamentale per i cittadini e per la diagnosi delle patologie oncologiche. Ma occorre dimostrare che la soluzione scelta assicuri il miglior utilizzo delle risorse pubbliche, la qualità dell'assistenza e la tutela dei lavoratori. La sanità pubblica va potenziata, non affidata ai privati senza un confronto trasparente sulle alternative», conclude Biagio Tomasco.

La questione torna così a concentrarsi su tre aspetti fondamentali: la trasparenza nell'impiego delle risorse pubbliche, la qualità dell'assistenza e la tutela delle professionalità sanitarie.

Per il NurSind, la riapertura della Medicina Nucleare deve rappresentare un rafforzamento duraturo della sanità pubblica, non soltanto la riattivazione di un servizio attraverso una concessione pluriennale.

Resta ora da comprendere se l'Asl Salerno fornirà gli ulteriori chiarimenti richiesti e se verrà avviato il confronto sindacale sollecitato.