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118 Cosenza, NurSind diffida l'ASP: ''Ricollocare subito il personale rimasto in Azienda''

Giuseppe Provinzanodi
Giuseppe Provinzano
Pubblicato il: 25/10/2026

CalabriaNurSind dal territorio

 

Infermieri, autisti e operatori tecnici ancora senza una destinazione definitiva dopo la riorganizzazione del servizio. Il sindacato chiede assegnazioni tempestive, tutela delle preferenze individuali e risposte entro sette giorni: «I lavoratori non possono pagare i ritardi organizzativi».


di Giuseppe Provinzano

"La riorganizzazione di un servizio sanitario non può trasformarsi in un'attesa indefinita per chi vi lavora. Quando cambiano gli assetti aziendali, le responsabilità organizzative devono essere accompagnate da decisioni tempestive, soprattutto quando riguardano la sede di servizio, le prospettive professionali e la vita familiare dei dipendenti. È su questo terreno che si apre una nuova vertenza sindacale in Calabria, dove il NurSind Cosenza chiede di superare una situazione di incertezza che coinvolge il personale del 118 rimasto alle dipendenze dell'ASP provinciale".


NurSind Cosenza: «Ricollocare subito il personale del 118, senza attendere Azienda Zero»

COSENZA, 25 OTTOBRE 2026 – Una ricollocazione immediata, senza subordinare il futuro professionale dei lavoratori ai tempi della riorganizzazione regionale dell'emergenza-urgenza. È questa la richiesta avanzata dal NurSind Cosenza, che ha trasmesso una formale diffida alla Direzione Generale dell'ASP di Cosenza, interessando per conoscenza anche Azienda Zero Calabria.

Al centro della vertenza ci sono infermieri, autisti di ambulanza e operatori tecnici del 118 che, a seguito del trasferimento di parte del personale ad Azienda Zero, hanno scelto di mantenere il proprio rapporto di lavoro con l'ASP di appartenenza.

Una scelta legittima che, secondo il sindacato, non può tradursi in una condizione di precarietà organizzativa, né tantomeno diventare motivo di penalizzazione professionale o economica.

La nota sindacale, sottoscritta da Nicodemo Capalbo, Segretario Aziendale NurSind, Cariati Co-Ro-SGF e dirigente del NurSind di Cosenza, richiama l'Azienda alle proprie responsabilità, chiedendo un percorso concreto e verificabile per la definitiva assegnazione del personale.

Il nodo della ricollocazione: i posti disponibili non possono andare perduti

Il punto centrale della posizione del NurSind riguarda soprattutto le tempistiche.

Secondo il sindacato, l'ASP di Cosenza deve procedere tempestivamente alla ricollocazione del personale nelle strutture aziendali che presentano disponibilità, senza attendere necessariamente il completamento delle procedure di sostituzione da parte di Azienda Zero.

Un'impostazione che punta a evitare che le esigenze organizzative tra le due amministrazioni finiscano per condizionare le opportunità professionali dei dipendenti.

«La ricollocazione dei lavoratori non può rimanere subordinata ai tempi di Azienda Zero. Se oggi esistono posti disponibili nelle strutture dell'ASP, occorre procedere tempestivamente, valorizzando le professionalità e tenendo conto, per quanto possibile, delle preferenze espresse dai dipendenti».

È questa, in sintesi, la posizione sostenuta dal NurSind Cosenza.

Il sindacato ritiene che la necessità di garantire la continuità operativa del 118 debba essere affrontata attraverso un coordinamento tra le amministrazioni, senza trasformarsi in un ostacolo permanente alla ricollocazione.

In questa prospettiva, l'ASP dovrebbe procedere alle assegnazioni concretamente possibili e, parallelamente, sollecitare Azienda Zero affinché provveda alla sostituzione del personale interessato, assicurando la continuità dei servizi.

Il rischio concreto: perdere oggi un'opportunità che domani potrebbe non esserci

La questione non riguarda soltanto l'organizzazione degli uffici o la distribuzione delle risorse umane.

Per i lavoratori coinvolti, il trascorrere del tempo potrebbe determinare conseguenze difficilmente recuperabili.

Un infermiere che oggi potrebbe essere ricollocato in una struttura vicina alla propria residenza, oppure in un servizio coerente con le proprie aspirazioni professionali, rischia di perdere questa possibilità qualora l'assegnazione venga rinviata per mesi o anni.

Nel frattempo, infatti, i posti disponibili potrebbero essere occupati attraverso altre procedure organizzative.

«Non è accettabile che un lavoratore debba attendere anni per ottenere una ricollocazione quando oggi potrebbero esserci concrete possibilità di assegnazione. Il rischio è che, al termine dell'attesa, quelle opportunità non siano più disponibili, con conseguenze che ricadrebbero esclusivamente sui dipendenti».

La posizione del NurSind richiama anche un aspetto spesso trascurato nei processi di riorganizzazione sanitaria: dietro ogni assegnazione ci sono famiglie, esigenze personali, distanze da percorrere e condizioni di vita che non possono essere ignorate.

Un trasferimento in una sede lontana, determinato dalla perdita di opportunità precedentemente disponibili, potrebbe incidere significativamente sull'equilibrio tra lavoro e vita privata.

Per questo il sindacato chiede che le preferenze individuali siano prese in considerazione nell'individuazione delle nuove destinazioni, compatibilmente con le necessità assistenziali e organizzative dell'Azienda.

Sedi certe, tutela economica e rispetto delle professionalità

Nella diffida indirizzata alla Direzione Generale, il NurSind evidenzia come il personale rimasto alle dipendenze dell'ASP necessiti di una collocazione organizzativa chiara e formalizzata.

Non basta, dunque, mantenere il rapporto di lavoro con l'Azienda. Occorre individuare concretamente la struttura di assegnazione, la sede ordinaria di servizio, le attività da svolgere e la decorrenza dei relativi provvedimenti.

Il sindacato chiede un cronoprogramma ufficiale delle ricollocazioni, accompagnato da indicazioni precise sulle destinazioni e sulle modalità operative.

Particolare attenzione viene riservata anche al trattamento economico.

Per le eventuali assegnazioni fuori dalla sede di riferimento, il NurSind sollecita verifiche individuali sulla possibile spettanza di indennità, rimborsi e altri istituti contrattuali, con il riconoscimento delle somme eventualmente maturate.

Un altro punto riguarda il rispetto dell'inquadramento professionale.

Nessuna ricollocazione, secondo il sindacato, dovrà comportare demansionamenti o penalizzazioni economiche ingiustificate.

Le nuove assegnazioni dovranno essere coerenti con i profili professionali e le competenze degli operatori coinvolti.

NurSind: sette giorni per una risposta, poi possibili iniziative

La vertenza assume anche un carattere formale.

Il NurSind Cosenza ha infatti diffidato l'ASP a fornire un riscontro scritto, puntuale e motivato entro sette giorni dal ricevimento della nota, indicando le iniziative già adottate e quelle programmate per risolvere la situazione.

Il sindacato chiede inoltre la convocazione urgente di un confronto con la Direzione aziendale, prima dell'adozione di ulteriori provvedimenti che possano incidere sulle condizioni di lavoro.

La richiesta richiama anche il quadro normativo e contrattuale applicabile, con riferimento alla legge regionale calabrese istitutiva di Azienda Zero, al decreto legislativo 165/2001 e al CCNL del Comparto Sanità.

In assenza di risposte adeguate, l'organizzazione sindacale si riserva di intraprendere ulteriori iniziative nelle sedi sindacali e legali competenti.

«L'obiettivo non è ostacolare la riorganizzazione del servizio, ma impedire che siano i lavoratori a subirne le conseguenze. Servono tempi certi, assegnazioni trasparenti e soluzioni che rispettino le professionalità e, per quanto possibile, le esigenze personali e familiari».

La continuità del 118 non può diventare un vincolo senza scadenza

La vicenda pone una questione più ampia, destinata ad accompagnare il processo di riorganizzazione dell'emergenza-urgenza calabrese.

Da un lato, la necessità di assicurare la continuità operativa di un servizio essenziale come il 118. Dall'altro, il diritto dei dipendenti rimasti nell'ASP a conoscere il proprio futuro professionale e a non essere penalizzati da procedure amministrative che si protraggono nel tempo.

Due esigenze che, secondo l'impostazione sostenuta dal NurSind, devono trovare una soluzione attraverso una programmazione tempestiva e un coordinamento efficace tra ASP e Azienda Zero.

Il principio è semplice: le esigenze di sostituzione del personale devono essere gestite dalle amministrazioni, senza scaricare sui singoli lavoratori il peso dei ritardi.

Per il NurSind Cosenza, la ricollocazione non può più essere considerata una prospettiva indefinita.

Occorrono decisioni concrete, soprattutto laddove esistano già possibilità di assegnazione.

Perché rinviare oggi una scelta organizzativa potrebbe significare, domani, negare a un lavoratore un'opportunità professionale e personale che non sarà più disponibile.