Iscriviti alla newsletter

Anticorruzione in sanità, nuove regole ANAC: cosa cambia nel lavoro di infermieri

Andrea Tirottodi
Andrea Tirotto
Pubblicato il: 29/09/2026

Leggi e sentenzeProfessione e lavoro

Con la delibera n. 318 del 29 luglio 2026, depositata il 4 agosto, l'Autorità Nazionale Anticorruzione ha approvato in via definitiva il Catalogo dei rischi corruttivi e delle misure di prevenzione nel settore sanitario. Il Consiglio aveva deciso il 1° aprile 2026 di predisporre un atto generale sul tema e il 18 maggio aveva approvato lo schema. La consultazione pubblica si è svolta dal 3 giugno al 3 luglio, e il testo definitivo tiene conto dei contributi ricevuti.

 

La premessa spiega la scelta. La sanità è un sistema complesso, fatto di relazioni fitte tra organizzazioni sanitarie, industria e professionisti, e le sue decisioni incidono su un bene particolare come la salute, oltre che su ricerca, innovazione, formazione e qualità delle cure. Per questo ANAC ritiene che servano trasparenza, indipendenza e imparzialità più rigorose che altrove. Il Catalogo è rivolto alle aziende e agli enti del Servizio sanitario nazionale, che possono usarlo come riferimento per la sottosezione "Rischi corruttivi e trasparenza" del Piano integrato di attività e organizzazione, il PIAO.

È bene chiarire la natura dell'atto. Il Catalogo non è un regolamento che impone obblighi diretti ai singoli professionisti. Indica rischi e misure che le aziende possono programmare, e i suoi effetti sul lavoro quotidiano passano dalle scelte di ciascuna azienda. Restano invece vincolanti le norme che il testo richiama, come il Sunshine Act, il decreto sul whistleblowing, il codice di comportamento dei dipendenti pubblici e le incompatibilità dei professionisti sanitari.

 

Dal punto di vista normativo, il documento parte dalla Tassonomia GIMBE su frodi e abusi in sanità, contenuta nell'8° Rapporto sul SSN presentato l'8 ottobre 2025. Riprende e integra le indicazioni sulla sanità del Piano nazionale anticorruzione 2015 e 2016, che vengono sostituite e superate per quanto riguarda rischi e misure. Per i contratti pubblici tiene conto dell'Aggiornamento 2023, del PNA 2025 e delle delibere ANAC sul nuovo Codice dei contratti. Contiene anche rischi e misure nuovi, non considerati prima. Restano valide, come complemento, le parti dei vecchi Piani sul ruolo del Responsabile della prevenzione della corruzione e sulla rotazione del personale, così come le indicazioni per gli ambiti che il Catalogo non tratta. ANAC annuncia infine che dedicherà alla sanità il prossimo Aggiornamento del PNA, in cui confluiranno anche queste indicazioni.

 

Il Catalogo tratta otto ambiti.

Il primo è la regolamentazione del sistema, dove i rischi riguardano l'abuso dell'autonomia professionale per favorire certi prodotti o prestazioni, l'inserimento indebito di prodotti in prontuari e listini e l'accreditamento improprio di professionisti. Le misure sono l'interoperabilità dei sistemi informativi, la reportistica sulle prescrizioni per individuare anomalie e regole chiare sui rapporti con informatori scientifici e aziende.

 

Il secondo ambito è la ricerca biomedica, esposta per l'alto valore economico in gioco, per i legami tra pubblico e privato e per la discrezionalità delle valutazioni. Il testo affronta la ripartizione dei proventi delle sperimentazioni, il conflitto di interessi nei comitati etici e tra ricercatori e industria, l'uso dei fondi, la pubblicazione dei risultati e la gestione dei pazienti nei trial. Tra le misure ci sono regolamenti sulla distribuzione dei ricavi, dichiarazioni annuali di assenza di conflitto, condivisione dei dati grezzi, registrazione preventiva degli studi, audit sui siti di sperimentazione, tracciabilità dei pagamenti e canali di segnalazione protetti. Viene richiamato anche il Sunshine Act, la legge 62/2022, che obbliga le imprese a comunicare i trasferimenti di valore al registro pubblico "Sanità trasparente".

 

Il terzo ambito è il marketing e la promozione di farmaci e dispositivi. I rischi sono regali, consulenze fittizie, sponsorizzazioni, condizionamento delle scelte, manipolazione delle specifiche tecniche e informazione poco trasparente. Tra le misure ci sono codici etici con sanzioni, tracciamento degli incontri con gli informatori, ispezioni a campione su convegni e congressi e uso dell'Health Technology Assessment per decisioni fondate su efficacia, sicurezza e costi.

 

Il quarto ambito, gli appalti, è il più esteso. ANAC ricorda che il rischio può manifestarsi in ogni fase, dalla programmazione al controllo dell'esecuzione, e chiede di mapparle tutte usando indicatori di rischio. Il testo passa in rassegna acquisti non necessari, frazionamento artificioso, comodati d'uso, valutazioni in prova e donazioni, dichiarazioni improprie di infungibilità, capitolati costruiti su misura, selezione preferenziale, collusione tra imprese e violazione della rotazione. Considera poi revoche, varianti, proroghe e rinnovi, il rapporto con le centrali di committenza e la gestione dei conflitti di interesse. In quest'ultimo punto rientrano anche le partecipazioni societarie in imprese interessate, lo sviamento dei pazienti verso strutture private, le sponsorizzazioni della formazione e le autorizzazioni a incarichi extra-impiego.

 

Il quinto ambito riguarda distribuzione e stoccaggio. I rischi sono la sottrazione di prodotti anche di modico valore, l'uso di prodotti contraffatti o inadeguati e il riconfezionamento di materiale usato o scaduto. Le misure puntano su inventari aggiornati, gestione informatizzata dei magazzini e del ciclo di terapia, controlli periodici e formazione.

 

Il sesto ambito sono le risorse finanziarie. Il Catalogo considera la gestione del patrimonio immobiliare, le fatture e i rimborsi falsificati, la mancata cancellazione dagli elenchi degli assistiti di persone decedute o trasferite e la gestione dei decessi in ospedale, con il rischio di segnalazioni a imprese funerarie in cambio di utilità.

 

Il settimo ambito, le risorse umane, comprende la selezione arbitraria del personale e degli incarichi dirigenziali, gli incarichi libero-professionali continuativi, la rimozione e la sostituzione arbitraria, le indebite influenze sul lavoro dei colleghi, l'assenteismo e l'abusivismo nelle professioni sanitarie. Le misure vanno da criteri di valutazione predeterminati e commissioni trasparenti a controlli informatizzati delle presenze e verifica dei titoli abilitativi.

 

L'ottavo e ultimo ambito è l'erogazione dei servizi sanitari, che comprende tre parti. La prima riguarda i rapporti con gli erogatori privati, dall'autorizzazione all'accreditamento fino ai contratti, con controlli di primo e secondo livello, team ispettivi a rotazione e verifiche incrociate tra prestazioni fatturate e pazienti trattati. La seconda riguarda vigilanza, ispezione e sanzioni, con procedure standardizzate e tracciabilità. La terza riguarda l'attività libero-professionale e le liste di attesa, con regolamenti, sistemi informatici unici, tracciamento delle modifiche e indicatori che confrontino i tempi dell'attività istituzionale con quelli dell'intramoenia.

 

Veniamo ora a ciò che il Catalogo può significare per il personale del comparto e per il lavoro di reparto, ambulatorio e servizi. Il documento non usa mai la parola comparto e nomina gli infermieri solo due volte, in entrambi i casi nella parte sulla ricerca clinica. Altrove parla di personale, operatori e professionisti sanitari. Il collegamento con il comparto è dunque una lettura del contenuto, non un'indicazione esplicita, ed è tanto più forte quanto più le attività descritte coincidono con quelle svolte ogni giorno.

In reparto l'impatto maggiore riguarda farmaci e dispositivi. Il Catalogo prevede la gestione informatizzata del ciclo di terapia fino alla somministrazione, l'integrazione dei sistemi di magazzino con quelli clinico-assistenziali, inventari aggiornati, controlli con reportistica sulle anomalie e verifiche anche in fase di smaltimento. In pratica significa più registrazioni tracciate su scorte, consumi e terapie, accompagnate da formazione sul riconoscimento di prodotti falsi, non sterili o scaduti. Per le tecnologie in comodato d'uso, in prova o donate, l'azienda può pubblicare un set minimo di dati che comprende il richiedente o utilizzatore e i costi dei materiali di consumo, con anonimizzazione dei dati personali. Sulla formazione sponsorizzata, le richieste delle imprese devono passare dall'azienda e non essere nominative, e ciò incide su chi partecipa a corsi e congressi finanziati dall'industria. Nelle strutture con camera mortuaria il testo prevede regole di condotta specifiche, rotazione del personale addetto e il divieto di orientare i familiari verso determinate imprese funerarie o di accettare compensi o regali.

 

In ambulatorio contano soprattutto le parti su liste di attesa e libera professione. Si chiedono sistemi informatizzati unici di prenotazione, il tracciamento di ogni modifica alle liste e il monitoraggio di prenotazione, pagamento ed erogazione delle prestazioni in intramoenia. Sono previsti anche codici di comportamento che vietano di orientare il paziente verso la libera professione senza un interesse terapeutico e formazione etica per chi partecipa alla gestione dell'intramoenia. Il testo cita in particolare i medici, ma le regole di tracciabilità toccano tutti gli operatori che intervengono nel percorso della prestazione. Riguardano ogni lavoratore anche i controlli sulle presenze, informatizzati o biometrici, e il contrasto alle attività private non autorizzate.

 

Nei servizi di ricerca e sperimentazione clinica l'impatto è il più esplicito. Il Catalogo osserva che medici, infermieri e tecnici svolgono spesso la sperimentazione fuori dall'orario di servizio e propone tempi standard, da aggiungere al debito orario. Chiede a tutto il gruppo di ricerca dichiarazioni di assenza di conflitto con lo sponsor, audit sul consenso informato, cartelle elettroniche non modificabili a posteriori e rotazione, ove possibile, di chi seleziona i pazienti o gestisce i farmaci sperimentali. Cita infermieri e data manager tra i possibili segnalanti attraverso canali sicuri.

 

Sulla gestione del personale il perimetro è più stretto. Le parti su selezione e sostituzioni riguardano dirigenti e incarichi esterni, non il comparto. Toccano tutti, invece, i rischi di rimozione arbitraria e mobbing, le indebite influenze gerarchiche, il contrasto all'abusivismo con la verifica dei titoli abilitativi e le regole su rotazione e conflitti di interesse.

 

Sotto la varietà dei temi, il Catalogo ripete alcuni strumenti: rotazione, segregazione delle funzioni, dichiarazioni sui conflitti di interesse, codici di comportamento, formazione, tracciabilità digitale e tutela di chi segnala. Gli ultimi due sono i più trasversali, perché ricorrono in quasi ogni capitolo e attraversano reparti, ambulatori e servizi. Il documento non propone un elenco di adempimenti formali e non fissa scadenze. Collega i rischi ai processi effettivamente svolti dalle aziende e lascia a ciascuna la scelta delle misure da programmare nel proprio PIAO. Gli effetti concreti sul lavoro quotidiano dipenderanno quindi da come ogni azienda le applicherà.