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Infermieri. Non riconoscimento sociale, colpa del Demansionamento?

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Pubblicato il: 02/08/2014

Articolo 49 e Demansionamento

Il tema del Demansionamento resta uno dei temi più sentiti, e al tempo stesso controversi, della nostra Professione; al di là delle considerazioni soggettive costituisce di fatto un punto cruciale nella valutazione della condizione infermieristica oltre che snodo imprescindibile nella progettazione della Sanità del terzo millennio.

Nelle settimane e nei mesi scorsi ci siamo a lungo dedicati su queste pagine al Demansionamento, grazie anche al contributo del Prof. Ivan Cavicchi (Clicca per leggere: Il DEMANSIONAMENTO: da dove nasce, perché si afferma, come superarlo) e continueremo a prodigarci affinchè l’attenzione sull’argomento si mantenga alta.

Al riguardo mi ha particolarmente colpita il commento di un collega al recente articolo “L’INFERMIERE E’ COLUI CHE… CHIAMA IL MEDICO” (clicca) che ho deciso quindi di "riprendere" sotto forma di articolo, per evidenziare ancora una volta l'aderenza alla realtà e, purtroppo, il senso di frustrazione professionale che traspare.

 

(di Chiara D'Angelo)

 

E’ vero che in questo Paese non vi è un riconoscimento sociale verso la nostra professione, nonostante siamo infermieri laureati, ma io chiedo a tutti i colleghi infermieri d'Italia, secondo voi, se l'infermiere ancora svolge lavori come il disfacimento e il rifacimento dei letti dei pazienti autosufficienti, la sanificazione di padelle e pappagalli, e tante altre cose del genere... come volete che ci vedano i pazienti, i familiari e i cittadini??? La loro percezione dell'infermiere è condizionata dal vederci svolgere questi lavori dequalificanti, ecco perchè non vi è un riconoscimento sociale della professione.

 

Ma nello stesso tempo l'infermiere va all'università, frequenta i master, il corso di laurea magistrale, può anche diventare un ricercatore... (tutto a proprie spese) e poi magari non viene valorizzato minimamente nei posti di lavoro e nemmeno dalle istituzioni che ci rappresentano. I pazienti e i familiari non ci riconoscono, si pensa che tutte le figure presenti nelle corsie siano infermieri, e in televisione poi la nostra figura viene spesso attribuita impropriamente e scambiata con qualsiasi altra figura di supporto.

 

Ricordiamoci che la visibilità della professione infermieristica è data appunto dagli infermieri dei contesti clinico-assistenziali, siamo noi che comunichiamo al pubblico quello che siamo, non è certo la "classe intellettuale attuale della professione" che è visibile, ma sono gli infermieri delle corsie ospedaliere e dei contesti clinico-assistenziali.

 

Ma qualcuno dice che il Demansionamento è solo un problema degli Infermieri che è di competenza dei sindacati e non dei Collegi. Però nel Codice Deontologico del 2009 gli articoli 49-50-51 affermano che l'infermiere è flessibile e compensa al bisogno le carenze organizzative nell'interesse dei pazienti... e deve segnalare al Collegio il verificarsi di abusi di situazioni di compensazioni prolungate... cioè noi al bisogno dobbiamo fare gli OSS, gli ausiliari??? E per quanto tempo lo dobbiamo fare???

 

In alcune realtà l'abuso è perenne, quindi l'infermiere deve essere costantemente e continuamente flessibile e funzionale all'organizzazione. Allora perchè il Demansionamento è un problema di competenza esclusiva dei sindacati come qualcuno afferma??? Noi infermieri invece crediamo che è un problema ANCHE dei Collegi, soprattutto dei Collegi.

 

Noi infermieri vogliamo questo da voi Collegi, essere tutelati di fronte a problemi di Demansionamento e altri problemi gravi che ci affliggono.

 

(di Gianluca Del Poeta)