Iscriviti alla newsletter

L'ultimo saluto a Cristina, "guerriera di Luce" in cura al Cro di Aviano

di

Pubblicato il: 25/04/2015

NurSind dal territorio

Non ce l'ha fatta Cristina, bellissima ragazza 27enne e nostra collega di Azzano Decimo, in cura per una grave malattia al CRO di Aviano (PN).

Cristina amava i selfie, ha conquistato il cuore e riempito di luce la vita di molte persone in corsia ma anche dal suo profilo Facebook, dove appariva "sorridente nonostante le flebo attaccate alle sue esili braccia, nonostante i capelli corti a causa delle cure. Una guerriera che non si è mai arresa, nemmeno quando la vita, dopo averle fatto assaporare la gioia di poter pensare al futuro, le ha presentato nuovamente il conto. Assurdamente crudele." (Leggi la notizia QUI).

Di lei, tra le altre cose, ci resta questa profonda riflessione e lezione di vita tratta da Facebook: 

“In questa lotta per la vita, mentre la gente comune si annoia nella sua povera vita ci siamo noi che vaghiamo in stanze colorate di ospedale ed incontriamo persone che condividono l’amore per quegli sprazzi di vita che gli sono rimasti, sorridono e gli occhi brillano con una luce unica di chi sa cosa vuol dire rischiare di perdere tutto per un destino beffardo e bastardo. L’importante è essere felice oggi, perciò riempi il cuore di gioia e fanne la scorta per quando le giornate saranno più grigie.

A te che ti svegli la mattina col broncio e senza un sorriso, a te che ti lamenti per gli impegni della giornata, per te donna che ti lamenti se non hai trovato il capo che cercavi, a voi lavoratori che la mattina sbuffate per andare a lavoro, per te che come hai due soldi devi assolutamente soddisfare ogni tuo desiderio spendendo ogni centesimo per poi lamentarti che non ci sono soldi…

A voi io auguro un buon giorno! Siete i ben accetti nel mio mondo dove la follia diviene quotidianità, dove la mattina ci si sveglia col sorriso si fanno i conti di ciò che ti fa male e si sorride al mondo, dove non si può lavorare perché il nostro lavoro ora è affrontare gli ostacoli, dove ogni mattina timbriamo il cartellino in ospedale per fare il mestiere più duro: il paziente. Dove vivere diviene la priorità, dove si fa amicizia con qualcuno che casualmente è inciampato nello stesso percorso e si comprende come la vita è fatta di cose povere e umili, dove si trova sempre un assoluto equilibrio, un senso di pace e di gratitudine verso una condizione che meno lo meriterebbe”.

 

RETTIFICA. 

Grazie alla segnalazione di FABIO MONTICO, ho appreso che il brano citato, la cui fonte ritenevo fosse Facebook (effettivamente io l'ho reperito da Facebook e non v'era accenno ad "altre fonti"), invece proviene dal Blog personale di cui lo stesso Fabio Montico è titolare (Clicca) Pertanto mi scuso pubblicamente per l'involontaria omissione nella citazione della fonte originale.

Chiara D'Angelo