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Cavicchi: 800 milioni per i nuovi Lea significa la fine della sanità pubblica.

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Pubblicato il: 13/07/2016

NurSind dal territorio

Finalmente, dopo 15 anni, i nuovi LEA (Livelli Essenziali di Assistenza) sono stati varati dal Ministero, approvati dalle Regioni ed ora attendono il via libera del MEF.

 

Presentati alcuni giorni fa dalla Ministra Beatrice Lorenzin, i nuovi parametri di riferimento per l'erogazione dei servizi sanitari in Italia son ostati completamente rivisti rispetto alla precedente versione, risalente ormai al lontano 2001.

Novità nell'impianto del provvedimento, che da conoscitivo diventa strumento di programmazione, con l'individuazione delle linee di demarcazione fra competenza territoriale, ospedaliera, ambulatoriale e la specifica dei nuovi Nomenclatori, con cui si individuano le prestazioni e l'appropriatezza della loro erogazione.

Costo dell'operazione di restyling: 800 milioni di euro (stanziati in Finanziaria 2016), anzi no, poco più di 770, cui si sommano algebricamente le richieste alle Regioni di razionalizzazioni, risparmi di spesa, efficientamento degli acquisti, ecc... cose ben note.

Di fronte a questa cifra solleva un grido di allarme Ivan Cavicchi sulle colonne de il manifesto: secondo il noto sociologo esperto di politiche e organizzazioni sanitarie, il costo che sarebbe necessario sostenere per finanziare i nuovi Lea è quasi quadruplo: 3 miliardi.

E la differenza, oltre 2 miliardi? La risposta di Cavicchi è semplice: è definanziamento. Tagli.

Tagli di fronte ai quali le Regioni “non hanno battuto ciglio, mentre in altri tempi avrebbero fatto il finimondo”. Tagli di fronte ai quali anche le rappresentanza professionali e sindacali della sanità hanno dimostrato di non aver granchè da dire, probabilmente non comprendendo la portata dell'intervento sulla sanità pubblica, che rischia grosso, secondo Cavicchi.

Si tratterebbe dell'avvio della sanità a tre gambe, pubblica per gli indigenti, mutualistica per chi lavora, privata per chi se lo può permettere, mentre i livelli di assistenza da “minimi” quali erano in passato ora sono “essenziali” e poi saranno, di fatto, soltanto “salvavita”.

E come spesso abbiamo scritto, nel frattempo assicurazioni e sanità privata osservano interessate gli eventi.

 

Fonte: il manifesto; Cavicchi: Tutti al funerale della sanità pubblica