Il decreto n.206 del 17 ottobre 2017, pubblicato in Gazzetta Ufficiale n.302 del 29 dicembre 2017 ed entrato in vigore, dal 13 gennaio 2018, il nuovo regolamento sulle visite fiscali ci aveva lasciato un dubbio interpretativo: il lavoratore assente per infortunio rientra tra le categorie sottoposte a visita fiscale e al rispetto delle fasce di reperibilità?

 

Il quesito è stato ampiamente chiarito dal Ministero per la Semplificazione e la Pubblica Amministrazione :

i dipendenti sotto infortunio non sono obbligati a rispettare le fasce di reperibilità.

Nei casi di infortunio sul lavoro, gli accertamenti medico-legali rimangono in capo all’INAIL, secondo le modalità già vigenti prima del D.M. n. 206 del 2017, e ribadito da ultimo dall’ Inail stesso nella nota 246/2018.

 

La comunicazione dell’infortunio o della malattia professionale avviene come di consueto solo che destinatario del certificato medico con la diagnosi e la prognosi è l’Inail : a trasmetterlo, a seconda dei casi, è il medico che ha prestato assistenza al lavoratore (può essere quello dell’azienda oppure quello di turno al pronto soccorso ma anche il medico curante).

 

Ma può l’Inail (dal momento in cui riceve il certificato telematico) effettuare visite fiscali? Il lavoratore quindi è in ogni caso tenuto a rispettare le fasce di reperibilità?

I controlli Inail non si svolgono al domicilio del lavoratore.

L’Inail può decidere di convocare presso la sede territorialmente competente il dipendente in malattia per effettuare i dovuti accertamenti sanitari ritenuti utili.

In questo caso il lavoratore è tenuto a rispondere alla convocazione e non può rifiutare di presentarsi senza giustificato motivo né di sottoporsi alle cure mediche e chirurgiche che il medico incaricato dall’Inail, prescrive come necessarie nell’ottica di guarigione.

 

da InvestireOggi

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