Il NurSind di Salerno guidato da Biagio Tomasco, si esprime in merito al Piano Ospedaliero recentemente emanato dalla Regione Campania.

Tomasco affronta in particolare una serie di considerazioni in merito alle disposizioni che riguardano la provincia di Salerno. 

In linea generale possiamo osservare – spiega  Biagio Tomasco – un continuo rincorrersi di modifiche che intervengono sugli assetti già predisposti e che li modificano in maniera sostanziale, ingenerando una confusione, tanto tra gli operatori quanto nella cittadinanza, che non permette di avere una visione d’insieme certa e qualificata e che possa dare il via alla programmazione sanitaria che ogni direttore generale o commissario possa e debba mettere in atto. Tanto, oltre a prestare il fianco a speculazioni politiche, che non interessano in questa sede, espone la Regione Campania, in primis, e la Provincia di Salerno ad ulteriori periodi bui sul fronte delle erogazioni dei Livelli Essenziali di Assistenza“.

Il Segretario analizza nel dettaglio le scelte del Piano che ricadono sull’Asl Salerno.

“La prima cosa che balza all’occhio  – afferma –  è che si sia inteso chiedere la deroga per i punti nascita di Vallo della Lucania, Polla e Sapri, oltre all’aver individuato questi ultimi due nosocomi quali DEA di I livello. Viene spontaneo chiedersi come mai tale deroga non fosse stata chiesta in precedenza, e soprattutto se detta deroga sia stata chiesta in ossequio a quanto contenuto nel documento predisposto dal Ministero della Salute avente ad oggetto il Protocollo Metodologico per la valutazione delle richieste di mantenere in attività punti nascita con volumi di attività inferiori ai 500 parti/annui e in condizioni orogeografiche difficili. C’erano tutti i presupposti per poter chiedere la deroga al Comitato Percorso Nazionale Nascite ma lo si è fatto solo ora e solo dopo aver aizzato in maniera decorosa le piazze che giustamente rivendicavano il loro diritto ad un punto nascita nei territori di appartenenza. A giungo 2019 il Comitato Nascite Nazionale dovrà esprimersi circa il mantenimento dei punti nascita in deroga, si potrà correre il rischio di ritrovarsi senza punti nascita pubblici nella zona sud della provincia di Salerno, senza che sia garantita, contestualmente, una rete specialistica di emergenza che garantisca allo stesso tempo la madre ed il nascituro“.

“Si può provvedere all’attivazione di un DEA di I Livello – continua Tomasco – in ogni bacino di utenza compreso tra 150.000 e 300.000 abitanti, considerato che la provincia di Salerno conti 1.106.506 abitanti si potevano quindi attivare fino ad un massimo di 4 DEA di I Livello. Considerando che la matematica non è un’opinione, tra i 6 DEA di I livello attivati, due risultano essere ridondanti, quindi vorremmo capire quale di questi 6 attivati rischi un domani di essere declassato?“.

In merito all’ospedale “San Luca” di Vallo della Lucania il segretario del NurSind afferma: ”Si reitera la previsione dell’istituzione della Neurologia e della Riabilitazione, oltre alla Gastroenterologia e alla Neonatologia, ma ci chiediamo quando verranno veramente attivate e messe in grado di essere funzionali ed integrate nelle varie reti, ma soprattutto ci chiediamo con quale personale vorranno essere attivate, considerata l’oramai atavica carenza di personale che colpisce la struttura vallese. Ancora una volta non si è prevista l’individuazione di una dialisi, cosa che costringe i pazienti bisognevoli a continui spostamenti verso altri presidi, e soprattutto non si è inteso individuare l’installazione di una camera iperbarica in un territorio a forte vocazione turistico marittima, che vede lievitare la popolazione residente, nei mesi estivi, ben oltre il milione. Da potenziare, senza discussioni, il servizio di emodinamica in h24 con l’impiego di risorse umane e tecnologiche, cosa a cui non si può più derogare“.

“Con il nuovo Piano Ospedaliero – prosegue Tomasco – si è inteso rinunciare alla costituzione dell’Agenzia Regionale dell’Emergenza. Tale impostazione non trova il nostro favore, relativamente al fatto che l’istituzione di un organismo sovraziendale ben avrebbe potuto contemperare le esigenze di riscontro immediato delle urgenze da parte della popolazione residente. Rimaniamo convinti che l’implementazione delle elisuperfici rimanga l’optimum per quello che è il soccorso avanzato nelle zone impervie della provincia salernitana. Basti pensare alle zone interne del Cilento e Vallo di Dianoche, soprattutto nei periodi freddi dell’anno, risultano a volte inaccessibili se non dall’alto“.

"Il Piano Ospedaliero presenta poche luci, ma molte ombre,  - conclude Biagio Tomasco - e per questo motivo rimaniamo critici dinanzi ad una programmazione che si presentava fantasmagorica, su cui si favoleggiava addirittura sul modello svedese, ma che invece altro non fa che rimandare i problemi a tempi migliori, il tutto, non senza un minimo di cinismo, sulle aspettative dei cittadini della Regione Campania e più in particolare della provincia di Salerno“.

Nota NurSind Salerno sul Piano Ospedaliero Regione Campania