Biagio Tomasco, segretario territoriale NurSind Salerno, invia nota al Commissario straordinario dell’Asl in merito alle problematiche del personale dell’azienda sanitaria e ai pensionamenti.

Diversi sono infatti gli inconvenienti affrontati dall’azienda di Via Nizza, tra cui difficoltà a reperire personale tramite mobilità volontaria, cessazioni dal servizio per pensionamenti e la neonata quota 100.

“Abbiamo ben chiaro – spiega Tomasco – lo sforzo organizzativo e manageriale che l’amministrazione sta profondendo per cercare di alleviare l’ormai atavica carenza di personale medico e di comparto e lo condividiamo appieno. Tutte le azioni poste in essere, tuttavia, hanno incontrato numerosi inconvenienti che si possono riassumere in: difficoltà a reperire personale tramite mobilità volontaria; cessazioni dal servizio per pensionamenti; la neonata Quota 100. E’ purtroppo un fatto che le realtà assistenziali dell’Asl Salerno, tanto ospedaliere quanto territoriali, non possano reggere l’urto della domanda sanitaria da parte dei cittadini, in quanto le risorse umane dedicate a tali incombenze si restrindono sempre di più”.

Tomasco spiega i particolari: “L’Asl Salerno, a ottobre 2018, aveva provveduto a determinare il fabbisogno triennale di personale, pari a 846 unità individuate a vario titolo. Il paramentro di riferimento adottato nell’occasione era il rispetto dei contenuti della legge 191/2009 e non il Dca 67/2016 della Regione Campania".

"Successivamente – continua – l’Asl Salerno, nel febbraio di quest’anno, ha prodotto le linee guida per l’assegnazione del budget per il Fondo Disagio 2019, da cui si evince una perdita secca di personale di comparto da 5.534 unità del 2016 a 5.146 unità del 2019, con un delta di 388 unità di personale, che dovranno garantire le stesse se non di più attitvità che si svolgevano tre anni fa".

"Da notare – scrive ancora Tomasco – che il totale delle tre aree di comparto individuate nel Piano triennale del fabbisogno (Area Sanitaria, Area Tecnica, Area Amministrativa) ammontava a 418 unità, con un delta di 30 unità rispetto a quanto estrapolato dal budget per il Fondo Disagio”.

 “Nonostante tutto – si legge nel comunicato – il computo continua a essere viziato da fattori quali nulla osta, pensionamenti e Quota 100. Dei nulla osta ormai non c’è più nulla da aggiungere, in quanto finché non sarà abolita la norma del doppio consenso, già in contrapposizione con gli intendimenti europei di libera circolazione del lavoratore, potremo attivare ogni sorta di mobilità che rimarrà sempre e comunque sub iudice a causa dell’assenso al trasferimento dell’azienda cedente. In definitiva, molti crediti e poche entrate. Per quanto concerne, invece, i pensionamenti e la neo introdotta Quota 100, il ragionamento si fa più complesso. Bisogna infatti partire dall’analisi delle fasce d’età dei lavoratori dell’Asl per inquadrare la situazione. E la popolazione lavorativa dell’Asl Salerno ha un’età media molto alta. I dipendenti che potranno accedere a Quota 100 potrebbero essere 1.648, pari al 21.10 percento del totale dei dipendenti in servizio all’Asl Salerno. A questi si aggiungono altre due forme di pensionamento: anzianità, con 64 dipendenti pari allo 0.82 percento suddivisi in 24 unità di comparto e 40 della dirigenza medica; e Opzione Donna, con 23 unità in possesso dei requisiti richiesti”. Altro aspetto della questione occupazionale è quello dei dipendenti impiegati in mansioni o funzioni diverse da quella per cui sono stati assunti. ” Il fenomeno riguarda ben 504 unita di personale a vario titolo. Considerato che si stia disquisendo di un vero esercito di personale che ben potrebbe garantire il fabbisogno di un ospedale medio / piccolo, e considerato che detto personale è servito per mandare avanti gli uffici, almeno in parte, e con il beneplacito dei direttori sanitari dei vari macrocentri, va sottolineato che in tal modo hanno sottratto, senza soluzione di continuità, forza lavoro nei reparti di degenza e sul territorio, contribuendo essi stessi, nella loro qualità di datori di lavoro, a minare l’integrità psico fisica dei dipendenti a loro sottoposti. Vogliamo infine ricordare che i medici competenti dei vari macrocentri, dovranno valutare i dipendenti in questione, non se abili al proficuo lavoro nel posto attualmente occupato, bensì in riferimento al ruolo per il quale sono stati assunti. Qualora si dovessero palesare evidenti impedimenti allo svolgimento del proficuo lavoro da parte di dipendenti con limitazioni, solo allora l’azienda potrà attivarsi ai sensi dell’art. 16 comma 1 del D. Lgs. 384/90, ovvero potrà esperire ogni utile tentativo, compatibilmente con le strutture organizzative dei vari settori, per recuperarlo al servizio attivo. Se tanto non risultasse possibile, solo allora, sempre ai sensi dell’art. 16 comma 3, “Nel solo caso in cui non si rinvengano nell’ambito della posizione e profilo di appartenenza e nell’ attivita’ di lavoro svolta mansioni alle quali il dipendente possa essere adibito pur essendo giudicato idoneo a proficuo lavoro, il dipendente stesso, a domanda, puo’ essere collocato in posizione funzionale inferiore anche di diverso profilo professionale e ruolo per il quale abbia i requisiti, a condizione che il relativo posto sia vacante”. Ora considerato che i posti vacanti siano di ridotta entità stante l’applicazione della deliberazione 303 del 29/03/2018, altro non rimarrebbe a coloro che non risultino affetti da patologie conclamate e/o limitazioni imposte dal medico competente, di ritornare a lavorare nel profilo di appartenenza. In conclusione, considerato che tutte le azioni positivamente messe in essere dall’Asl Salerno, seppur meritorie non hanno dato i frutti sperati, anche e soprattutto a causa di tutte le fattispecie sopra edotte, si chiede un rapido capovolgimento di fronte, che possa riequilibrare il rapporto tra domanda ed offerta di salute e che passa essenzialmente attraverso quanto già richiesto dalla scrivente con nota di mercoledì 17 ottobre 2018, ovvero verso l’indizione di un concorso unico per tutte le figure carenti dell’ASL Salerno”.