"L’AOUP di Bologna e le OO.SS firmatarie del contratto, sembra che vogliano escludere il NurSind dalle RLS, perché non firmatario, esclusione illegittima che deve essere subito sanata. Azienda e sindacati firmatari, sembrano avere un pensiero unico. Escludere chi mette in evidenza le criticità che emergono giornalmente con l'applicazione del nuovo contratto". 

 

Così tuona il NurSind, guidato a Bologna da Antonella Rodigliano, la quale riscontra positiva l’iniziativa di un gruppo consiliare dell’Assemblea legislativa regionale che ha posto il problema all’Assessore regionale alla Salute, Sergio Venturi, chiedendo lumi su l’anomala procedura seguita dell'Azienda Policlinico S.Orsola Malpighi di Bologna per la designazione degli RLS, Rappresentanti dei Lavoratori per la Sicurezza.

I fatti: il Management del Sant’Orsola avrebbe voluto modificare un regolamento secondo cui il Rappresentante dei Lavoratori della Sicurezza viene assegnato in base alla proporzionalità, ovvero in base ai voti che il sindacato ottiene. Inoltre, avrebbe inserito una modifica secondo cui possono partecipare alla designazione del RLS solo i sindacati firmatari del Contratto collettivo nazionale del Lavoro.

Rodigliano tiene a precisare che questo comportamento negativo contro il NurSind “nasce dalla mancata sottoscrizione del nuovo CCNL, che in fase di applicazione mostra tutti i suoi limiti, soprattutto con la privazione di diritti che ormai si ritenevano acquisiti, circostanza che spinge le sigle sindacale firmatarie e l’Azienda ad evitare il confronto con chi è critico, con chi porta avanti la tutela di quei lavoratori che si sentono non tutelate dalla nuove norme contrattuali”.

Riscontrato tutto ciò, Rodigliano mette dunque in evidenza che: “il comportamento dell’Azienda e delle altre sigle sindacali firmatarie del CCNL non sembra essere corretto e leale. Le organizzazioni sindacali rappresentative come il NurSind, seppure non hanno firmato il CCNL, hanno comunque il diritto a partecipare alla contrattazione integrativa ed a tutti i tavoli che riguardano temi su cui il sindacato ha competenza".

I sindacati - conclude la Rodigliano - non possono essere privilegiati o discriminati, come sta avvenendo all’AOUP di Bologna, sulla base non già del rapporto con i lavoratori, che rimanda al dato oggettivo e valoriale della loro rappresentatività e, quindi, giustifica la stessa partecipazione alla trattativa, bensì del rapporto con la rappresentanza datoriale, per il rilievo condizionante attribuito al dato contingente di aver prestato il proprio consenso alla conclusione di un contratto con la stessa".