Con 137 voti favorevoli, 103 contrari e 4 astenuti, l’Aula del Senato ha approvato il via definitiva il Decreto Calabria, ddl n.1315, senza modifiche al testo licenziato alla Camera lo scorso 31 maggio.

Ecco cosa prevede in sintesi.


Articolo 2 (Verifica straordinaria sui direttori generali degli enti del Servizio sanitario regionale)
Si disciplinano e rafforzano le procedure di verifica dei direttori generali degli enti del Servizio sanitario regionale (attualmente regolamentate dall’art. 2 del D. Lgs. 171/2016 e di pertinenza delle regioni), prevedendo procedure di verifica straordinaria sui direttori generali, effettuate direttamente dal Commissario ad acta per l’attuazione dei Piano di rientro nella Regione Calabria.

Qualora le verifiche sul Direttore Generale dessero esito negativo l’articolo 3 (Commissari straordinari degli enti del Servizio sanitario regionale) disciplina dell’operato del commissario straordinario (requisiti e modalità di nomina del commissario straordinario, la disciplina giuridica dell’incarico e la definizione del relativo compenso). Durante l'esame della Camera è stato cancellato il rimborso delle spese per i commissari straordinari residenti fuori dalla Calabria, inizialmente previsto entro il limite di 20.000 euro annui.
Il Commissario Straordinario deve adottare un nuovo atto aziendale entro sei mesi dalla nomina. Egli potrà restare in carica per soli 18 mesi dalla data di entrata in vigore del decreto. Il relativo incarico può essere utilmente valutato quale esperienza dirigenziale.
 
Articolo 4 (Direttori amministrativi e direttori sanitari degli enti del Servizio sanitario regionale)
Si prevede e disciplina la verifica periodica da parte dei commissari straordinari sull’attività dei direttori amministrativi e sanitari delle rispettive aziende, sulla base dei criteri stabiliti dalla normativa vigente, con conseguente eventuale pronuncia di decadenza dall’incarico dei soggetti verificati e nomina dei sostituti. In Aula è stato poi aggiunto che, qualora trascorsi quindici giorni dalla pubblicazione sul sito istituzionale dell'Ente dell'avviso finalizzato ad acquisire la disponibilità ad assumere l'incarico di direttore amministrativo e sanitario, non sia pervenuta alcuna manifestazione di interesse, questo incarico potrà essere conferito anche a soggetti non iscritti negli elenchi regionali di idonei che siano però in possesso dei requisiti previsti all'articolo 1, comma 4, lettere a), b) e c) del decreto legislativo n. 171 del 2016.
  
Articolo 5 (Dissesto finanziario degli enti del Servizio sanitario regionale)
Si estende alle aziende sanitarie della Regione Calabria la disciplina prevista per gli enti locali in tema di dissesto. Viene attribuito al commissario straordinario il compito di effettuare una verifica della gestione dell’ente a cui è preposto, alla quale consegue, qualora emergano irregolarità gestionali gravi e reiterate, la previsione della gestione straordinaria dell’ente verificato. A questa provvede un commissario straordinario di liquidazione del quale viene disciplinata la nomina, le condizioni giuridiche del rapporto ed il compenso.

   
Articolo 11 (Disposizioni in materia di personale e di nomine negli enti del Servizio sanitario nazionale)
Qui, come annunciato ormai da diverso tempo dal ministro Grillo, si interviene sul limite di spesa per il personale Ssn (riferito alla spesa 2004 diminuita dell’1,4 per cento) previsto a legislazione vigente. La nuova norma stabilisce ora che, a decorrere dal 2019, la spesa per il personale degli enti del Ssn di ciascuna Regione non potrà superare il valore della spesa sostenuta nell’anno 2018, o, se superiore, il corrispondente ammontare dell'anno 2004 diminuito dell'1,4 per cento. I predetti valori potranno essere incrementati annualmente, a livello regionale, di un importo pari al 5 per cento dell’incremento, rispetto all’esercizio precedente, del Fondo sanitario regionale. Dal 2021, l’incremento di spesa del 5 per cento è subordinato all’adozione di una metodologia per la determinazione del fabbisogno di personale degli enti del Ssn.
 
Durante l'esame dell'Aula si è però stabilito che le disposizioni sul nuovo tetto di spesa per il personale sanitario non si applicheranno alle Regioni ed alle province autonome che finanziano integralmente il fabbisogno del proprio servizio sanitario (si tratta di tutte le Regioni e Province autonome a statuto speciale, ad esclusione della Sicilia, il cui contributo al finanziamento del Ssn è limitato al 49,11%).
 
Il comma 4-bis, inserito nel corso dell’esame referente, rimuove il blocco del turn over del personale del servizio sanitario previsto, dalla finanziaria 2005, per le regioni in piano di rientro e commissariate, dando facoltà, a tutte le regioni che si trovano in quella situazione, di procedere all’assunzione di personale del comparto sanitario.  
Infine, si è previsto che nelle more della revisione dei criteri di selezione dei direttori generali degli enti del servizio sanitario nazionale, fermo restando, per le regioni non sottoposte a Piano di rientro, quanto previsto dalla normativa sugli albi nazionali, nelle regioni commissariate, per diciotto mesi dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, la rosa dei candidati è proposta secondo una graduatoria di merito, sulla base dei requisiti maggiormente coerenti con le caratteristiche dell'incarico da attribuire. Entro gli stessi limiti temporali, per le regioni sottoposte alla disciplina dei piani di rientro, il Presidente della regione effettua la scelta, nell'ambito della predetta graduatoria di merito, anche prescindendo, previa adeguata motivazione, dal relativo ordine. Previo accordo sancito in sede di Conferenza Stato Regioni la disciplina prevista dal presente comma per le regioni commissariate può essere estesa alle regioni sottoposte ai piani di rientro.

 

Da Quotidiano Sanità

 

Il testo del Decreto Calabria

 

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