Se in Italia fosse già stata applicata la direttiva Ue sulla geolocalizzazione automatica tramite chiamata a un numero di emergenza dagli smartphone, Simon Gautier forse si sarebbe potuto salvare.

La vicenda

Simon Gautier, lo studente 27enne francese, che stava facendo trekking solitario nel Cilento, venerdì 9 agosto verso le 9 del mattino, aveva chiamato dal suo telefono cellulare il 118; aveva riferito di essere ferito alle gambe per essere caduto in un dirupo. "Mi potete aiutare. Sono caduto, ho due gambe rotte".

Il giovane di non sapere dove si trova e chiede di essere localizzato. "Non vi possiamo localizzare, siete in casa, per strada, da solo?", gli domanda l'operatore del 118. "In realtà sono in campeggio, o meglio sto camminando da solo". "Lei è caduto in una scarpata o in pianura?". "No, in scarpata, mi potete aiutare?". Era stato questo il colloquio telefonico, che aveva subito rilevato la difficoltà dei soccorsi.

L’ambulanza è partita un’ora e 40 minuti dopo il primo contatto da Lagonegro. La localizzazione del giovane è stata attivata dal Soccorso Alpino non appena possibile, alle 10.30. Ma la zona della ricerca era ampia, e nessuna traccia dell’escursionista è stata trovata lungo il percorso.

E’ stato ritrovato morto 9 giorni dopo in fondo a un burrone: Simon è caduto da un sentiero ed è precipitato in un dirupo.

Domenica pomeriggio, alle 19.30, uno dei soccorritori del Soccorso alpino, guardando con il binocolo, ha riconosciuto uno zaino. Poi il resto della squadra è scesa in fondo al burrone e ha ritrovato il corpo.

 

La mancata applicazione dell’obbligo della Geolocalizzazione

La tragica morte del ragazzo ha reso evidente una delle falle del sistema di emergenza-urgenza territoriale 118, ovvero la mancata applicazione dell’obbligo di geolocalizzazione attraverso la Advanced mobile location (Aml), che permette di individuare con precisione, con una approssimazione inferiore ai 5 metri di distanza.

L’Aml fa partire un sms (anche in assenza di internet) in automatico dallo smartphone di chi chiede aiuto, con le coordinate del luogo.

Tredici Stati in Europa hanno già adottato questa funzione: Austria, Belgio, Danimarca, Estonia, Finlandia, Islanda, Irlanda, Lituania, Moldavia, Paesi Bassi, Norvegia, Slovenia, Regno Unito. Fuori dal Vecchio continente invece: Stati Uniti, Messico, Nuova Zelanda, Emirati Arabi Uniti.

L’Italia ne ha sancito l’obbligo, nero su bianco, sulla Gazzetta ufficiale del febbraio 2010, applicando la direttiva Europea del 2009, ma come evidente da quanto accaduto a Simon, siamo indietro di dieci anni.

Visto che al momento in Italia non è stato attivato questo sistema, le indagini dei soccorsi per ritrovare Simon Gautier sono state circoscritte entro un’area di 143 chilometri quadrati, molto approssimativa.

 

 L’App “112 Where Are You”

L’ unica alternativa che rimane al cittadino per assicurarsi di essere trovato, anche senza connessione dati, si chiama '112 Where Are You' (Dove sei ndr), l'app ufficiale del Nue 112 che però è valida solo per circa il 43% della popolazione italiana.

12 Where are You' è l'applicazione sviluppata dal Numero Unico Europeo 112 per incrementare la precisione della localizzazione delle emergenze. Grazie all'app, tra le prime a utilizzare già la tecnologia Aml, le centrali Nue possono ricevere dati più precisi sulla posizione del chiamante.

Con l'app Where Are U, si possono contattare i soccorsi (Forze di Pubblica Sicurezza, Vigili del Fuoco e Soccorso sanitario) in caso di emergenza ed essere messi in contatto con la Centrale Unica di Risposta 112 della zona.

Qualora non si possa o non si riesca a parlare basta selezionare la "chiamata silenziosa" ed indicare il tipo di intervento che di cui si ha bisogno. L'operatore saprà come gestire al meglio la chiamata.

Oltre a questo, le funzionalità sono tante: mette a disposizione degli operatori i numeri Ice (In Case of Emergency), ovvero i contatti da chiamare in caso di necessità, consente di effettuare 'chiamate mute', utili in casi di un'emergenza in cui il chiamante non può parlare e, infine, permette di selezionare manualmente il tipo di servizio di cui si ha bisogno (ambulanza, vigili del fuoco o forze dell'ordine). Se ci si trova in una zona dove non c’è copertura della rete dati, la localizzazione viene trasmessa alla centrale 112 tramite un sms.

L'unica pecca è che la sua diffusione è legata a quella del servizio, per cui Lombardia, provincia di Roma con prefisso 06, Liguria, Friuli Venezia Giulia, Provincia di Trento, Bolzano e in Sicilia in alcune aree (A questo link è possibile vedere dove si può usare l'app).

 

Se invece si ha la possibilità di accedere a Internet i metodi per essere localizzati sempre e ovunque - anche se non dal 112 o dagli altri numeri del soccorso, ma dai propri contatti (si può ovviamente scegliere chi) - sono tanti: da Google Maps, con cui si può condividere a tempo indeterminato la propria posizione, alle varie chat come WhatsApp e Facebook Messenger. Molti smartphone permettono anche di condividere la propria posizione senza scaricare alcuna app, direttamente dalle preferenze del sistema operativo. E c'è anche Sms Locator, un sistema che invia un sms con un link da cliccare e inoltra subito le coordinate ai soccorritori.

 

 

Da Repubblica