“Orgogliosi della vittoria ottenuta al termine di un procedimento lungo cinque anni”.

Così Roberta Sassu, segretario territoriale del sindacato degli infermieri NurSind, commenta la decisione del giudice del lavoro di Livorno, che ha accolto il ricorso degli infermieri dipendenti della ex Usl 6, patrocinati dal sindacato, riconoscendo il risarcimento economico del tempo necessario a indossare la divisa. Dieci minuti giornalieri il tempo stabilito dal giudice per le operazioni di vestizione e svestizione, da includere nell’orario di lavoro.  

“Il sindacato NurSind, insieme ai suoi iscritti ha intrapreso questa causa – commenta Sassu – che ha portato al riconoscimento del diritto di ogni lavoratore di vedersi incluso nell’orario di lavoro il tempo impiegato nella vestizione e svestizione degli indumenti di lavoro, ammettendo che il tempo necessario a tale attività il lavoratore si trova al servizio dell’azienda a disposizione del datore di lavoro”.

“Questa attività è necessaria - continua Roberta Sassu - per l’adempimento degli obblighi di legge in tema di igiene e sicurezza e ancor più fondamentale se pensiamo anche alle circostanze che stiamo vivendo in questo periodo in merito alle infezioni ospedaliere che purtroppo affliggono i presidi sanitari. Essendo riconosciuta come preparatoria e strumentale alla prestazione assistenziale, al fine di mantenere la sicurezza del lavoratore in ambienti potenzialmente infetti, considerato che comporta un tempo prestabilito imposto dal datore di lavoro, questo tempo deve essere retribuito”.

La sentenza stabilisce inoltre risarcimenti da 750 a 2.500 euro per gli infermieri ricorrenti, relativi ai cinque anni precedenti l’inizio della causa e impone all’Asl Nord Ovest il pagamento delle spese processuali.

“Come Nursind – conclude Roberta Sassu - stiamo già predisponendo ulteriori ricorsi per centinaia di infermieri della zona livornese”.