L’iniziativa disciplinare, ovvero la radiazione dall’Ordine dei Medici, dell’assessore alla Salute dell’Emilia Romagna Sergio Venturi, è stata “dimostrativa della volontà intenzionale di discriminare e vessare il soggetto passivo, per ragioni diverse da quelle rese palesi in sede di contestazione disciplinare".

A scriverlo il procuratore di Bologna Giuseppe Amato e il pm Flavio Lazzarini nella richiesta di giudizio per i nove componenti della commissione disciplinare dell'ordine dei medici che il 30 novembre 2018 decisero la radiazione dall'albo di Venturi.

 

La vicenda

La radiazione dell’assessore alla Sanità, arriva dopo l’emanazione del procedimento disciplinare a suo carico con la seguente motivazione:

“un medico, pur divenuto assessore, non può presentare in giunta una delibera accusata di affidare competenze esclusive dei medici agli infermieri”.

Reo di aver emanato una delibera, contenente dei protocolli che prevedessero la “sola” presenza dell’infermiere sulle ambulanze del servizio territoriale di emergenza-urgenza, in grado di agire in autonomia, sotto indicazione telefonica del medico:

 

  • sottoporre il paziente ad Ecg in presenza di dolore toracico

 

  • ottenere referti Ecg a distanza dal medico (con problemi sui criteri per definire "diretta" la constatazione del problema di salute)

 

  • somministrare precocemente farmaci salva-vita in caso di sindromi coronariche acute (o da abuso di oppiacei, o di ipoglicemia grave)

 

  • effettuare manovre salva-vita anche su pazienti in arresto cardiaco

 

  • somministrare antidolorifici a pazienti con dolore severo, misurato tramite scale "analogico-visuali".

 

Il prossimo 5 dicembre i nove componenti della commissione disciplinare dell'Ordine dei medici di Bologna che decretarono la radiazione dell'assessore regionale alla Sanità Sergio Venturi saranno chiamati a rispondere di concorso in abuso di ufficio.

Secondo i pm, i commissari agirono "violando i principi di imparzialità e buona amministrazione, imposti loro dai principi costituzionali e operando in palese carenza di potere (incompetenza) e in evidente eccesso di potere, trattandosi di censura non di un comportamento deontologicamente scorretto di un sanitario, bensì dell'adozione di un provvedimento di natura squisitamente politica". Così facendo, facendogli cioè subire la massima sanzione disciplinare, provocarono a Venturi "un ingiusto danno" per quanto fatto nell'esercizio della propria funzione pubblica di assessore alla Sanità.

 

Da Ansa