Cento articoli ed 11 disposizioni congiunte: si è siglata ieri l’intesa tra Aran e Sindacati per quanto riguarda il Contratto dei Dirigenti Statali; intesa che ha portato ad un aumento medio di stipendio di 273 euro lordi mensili.

Ai dirigenti di prima fascia sono andati 426 euro lordi mensili di aumento, mentre a quelli di seconda fascia una cifra che oscilla tra i 209 e i 275 euro lordi mensili.

Nell’elenco dei dirigenti pubblici, troviamo all’ultimo scalino i dirigenti medici con un aumento che va dai 221 ai 194 euro lordi.

Nell’intesa è stata fissata anche una tantum per gli arretrati riguardanti il periodo 2016/2018, fissata in 5 mila euro per ogni dirigente, che arriverà tra la fine di quest’anno e l’inizio del prossimo.

Quindi un buon contratto dal punto di vista economico, confermato anche da punto di vista dei contenuti, vista l’introduzione della salvaguardia degli incarichi.

Il nuovo contratto infatti stabilisce il diritto all’incarico del dirigente ed il diritto alla salvaguardia dell’incarico, dove, nell’ottica della riorganizzazione amministrativa, qualora il dirigente finisse in una casella di retribuzione inferiore, il vecchio stipendio sarebbe mantenuto fino alla scadenza dell’incarico, con un decalage graduale della retribuzione nei successivi due anni.

Il contratto adesso passerà al vaglio della Corte dei Conti e del Def.

Archiviato questo, adesso lo sguardo è puntato alla prossima tornata contrattuale del pubblico impiego, prevista per il 2020.

 

da il Sole24ore