"Per garantire la continuità dei servizi, gli Infermieri sono costretti ad effettuare turni massacranti in regime di straordinario".

La denuncia arriva dal NurSind, guidato a Cosenza dal segretario Cosimo Buonofiglio, attraverno una missiva inviata al Management dell'ASP di Cosenza.  

"Attesa l’imminente adozione del piano del fabbisogno del personale da parte dell’Azienda - scrive Cosimo Buonofiglio -  il NurSind segnala che gli Infermieri al netto delle assunzioni fatte e del personale a tempo determinato risulta insufficiente a garantire i servizi attualmente erogati. Tant’è vero che regolarmente gli stessi sono costretti ad effettuare turni in regime di straordinario per garantire la continuità dei servizi forzando la legge 161 in materia di orario di lavoro, aumentando lo stress lavoro correlato e il rischio di errore. Del resto l’istituto dello straordinario, contrattualmente previsto, non ha la finalità di permettere la normale programmazione ed erogazione dei servizi bensì è uno strumento a disposizione dell’organizzazione per affrontare situazioni “straordinarie” non previste e prevedibili".

Qui la denuncia del NurSind. "Il ricorso strutturale e continuo a tale istituto porta un nocumento ai lavoratori, di fatti la Direzione Strategica unilateralmente ed in disaccordo con la scrivente Organizzazione Sindacale, da diversi anni procede alla compensazione dei fondi, negando a tutti i dipendenti la possibilità di accedere alla progressione orizzontale prevista dal contratto per carenza di risorse.
Tutto ciò è gravato dalla gravissima carenza di Operatori Socio Sanitari (quasi totalmente assenti) che costringe gli Infermieri a farsi carico di ambiti assistenziali non propri ed espone l’Azienda a probabili azioni legali per demansionamento".
Dal sindacato segnalano inoltre: "all’interno dell’ASP c’è un cospicuo numero di Ausiliari che ha acquisito il titolo di Operatore Socio Sanitario e che aspetta da anni di essere inquadrato nel relativo ruolo, di questi un centinaio da circa 10 anni non riesce ad ottenere il tempo pieno. Del resto il tentativo di incrementare il numero degli OSS attraverso la riqualificazione degli Ausiliari giusta delibera 684/2019 ad oggi non ha prodotto risultati".
"Quanto abbiamo descritto - continua Buonofiglio - è complicato dalla parziale applicazione del CCNL e dall’organizzazione non sempre coincide con l’Atto Aziendale, basti pensare che resistono gli incarichi di Coordinamento e le Posizioni Organizzative attribuite dalle ex ASL accorpate nell’ASP dal 2007. Va da se che la situazione già critica potrebbe precipitare anche per effetto dei pensionamenti".

"Restiamo a disposizione - conclude il segretario Buonofiglio -  per ogni utile confronto e collaborazione, con la presente si chiede di prestare molta attenzione alla programmazione della dotazione organica del Comparto Sanitario ed in particolare degli Infermieri e degli Operatori Socio Sanitari, tenendo presente che per quest’ultima figura è auspicabile prevedere prioritariamente la riqualificare degli Ausiliari dipendenti che hanno acquisito il titolo di OSS".