“Quella che dovrebbe essere una buona notizia in realtà rischia di essere l’ennesima apertura di servizi innovativi senza la necessaria dotazione organica di personale infermieristico dedicato all’assistenza dei pazienti - lo afferma Assunta Chiocca, segretario territoriale NurSind La Spezia, che continua - la terapia innovativa proposta dalla medicina nucleare della ASL5 spezzino, la cura con radio farmaco che dovrebbe diventare un punto di riferimento regionale nella cura dei tumori neuroendocrini, verrà fatta in un reparto dove la dotazione di infermieri non è sufficiente a garantire la presenza costante della corretta quantità di personale”.

Già dal 24 luglio scorso, data in cui sarebbe dovuto partire il progetto che prevedeva l’utilizzo di questo nuovo farmaco, NurSind aveva avanzato la richiesta che fosse aumentato il personale infermieristico e ausiliario durante la degenza dei pazienti in cura. Richiesta caduta nel vuoto. Oggi, l’azienda oggi ha deciso di partire con l’apertura del servizio e andare avanti con la scarsa dotazione organica in essere in spregio alle condizioni di sicurezza per gli infermieri e al mancato riposo tra un turno e l’altro, senza la garanzia della sostituzione in caso di assenza.

“Quello che più preoccupa è che una scarsa dotazione di infermieri possa essere potenzialmente pericolosa nel momento in cui i pazienti ricoverati andassero incontro a problematiche che un solo infermiere non può essere in grado di affrontare.

La ASL infatti ha previsto che l’assistenza infermieristica sia garantita da un solo infermiere per turno nell’arco di tutta la giornata -racconta la Chiocca - NurSind ritiene che la presenza di un solo infermiere non sia adeguata alla tipologia ed al volume di questo tipo di prestazione perché la dotazione organica di personale infermieristico deve garantire, in primis la sicurezza dei pazienti e contestualmente che gli infermieri siano messi nelle condizioni di rispettare il proprio mandato professionale”.

Nella previsione organizzativa aziendale si ravvisa ad oggi una condotta a nostro parere “imprudente” con una dotazione e una organizzazione di personale infermieristico che non è messo nelle condizioni di garantire una adeguata assistenza.

“Si ritiene infatti che il personale infermieristico in presenza di pazienti ricoverati, non possa essere inferiore a due unità e che debba essere previsto il supporto di una unità di personale OSS per turno pomeridiano e notturno. Inoltre si ritiene necessario inserire una linea di pronta disponibilità, quale strumento integrativo del turno completo. Oggi la medicina nucleare presenta il suo fiore all’occhiello ma in un contesto organizzativo assolutamente inadeguato sia per il personale di assistenza che, soprattutto per gli utenti del servizio”, conclude Assunta Chiocca.