Roma, 29 novembre - "C'è poco da esultare di fronte ai conti della sanità nel Lazio come fa il governatore Nicola Zingaretti, in trepidante attesa del decreto del Consiglio dei ministri che metta la parola fine al commissariamento. E' troppo facile, infatti, pensare di risanare le casse, ignorando del tutto il problema dell'organico del personale infermieristico nei pronto soccorso e, ancora più grave, aggiungendo precariato al precariato". E' la denuncia che arriva dal Nursind infermieri che, attraverso il suo segretario provinciale di Roma Stefano Barone, accende i riflettori sul "Piano regionale per la gestione del sovraffollamento in Pronto soccorso" (previsto nel Dca-decreto del commissario ad acta del 30 ottobre scorso, ndr). Barone, membro della direzione nazionale del Nursind, in una lettera inviata al presidente della Regione e all'assessore alla Sanità Alessio D'Amato, rivolge a entrambi l'appello a "desistere da questo programma-spot che non risolve il problema del sovraffollamento nei pronto soccorso: la questione - insiste Barone - va risolta alla radice e solo una vera politica assunzionale può farlo". La possibilità di avvalersi di personale interinale nelle strutture sanitarie, contemplata nel Piano, spiega il NurSind, "suona, infatti, come una presa in giro nei confronti delle centinaia di infermieri precari, in particolare di coloro che sono stati assunti a tempo determinato in occasione del Giubileo del 2015, già formati e inseriti nel Servizio sanitario nazionale ma che attendono ancora di essere stabilizzati. Anche se la beffa più grande - conclude il sindacato - è ai danni della qualità del servizio e, quindi, dei cittadini, ancora una volta costretti a pagare il prezzo dell'ennesimo rattoppo".