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Umbria, infermieri tolti ai malati per portare le auto: sanità al collasso, denuncia NurSind

Giuseppe Provinzanodi
Giuseppe Provinzano
Pubblicato il: 24/04/2026

NurSind dal territorioUmbria

Il NurSind denuncia il demansionamento nella USL Umbria 1: Infermieri sottratti alle cure domiciliari per attività logistiche. Diffida ufficiale e possibile azione legale.


di Giuseppe Provinzano

"C’è una linea sottile tra organizzazione e deriva. Quando viene superata, la sanità smette di essere un sistema di cura e rischia di trasformarsi in un meccanismo che consuma risorse senza proteggere i più fragili. La vicenda che arriva dall’Umbria impone una riflessione netta: cosa accade quando gli infermieri vengono allontanati dai pazienti per svolgere compiti che nulla hanno a che vedere con l’assistenza"?


Il caso: infermieri sottratti all’assistenza

A denunciare quanto accade nella USL Umbria 1 è il NurSind Umbria, che ha inviato una formale diffida all’Azienda. Secondo quanto documentato, gli infermieri impiegati nei servizi domiciliari vengono utilizzati per attività logistiche legate alla gestione del parco auto, sottraendo tempo e risorse all’assistenza diretta.

Una prassi che, oltre a risultare anomala, si pone in contrasto con le disposizioni aziendali e con il profilo professionale infermieristico.


Demansionamento e dignità professionale

Il sindacato parla apertamente di demansionamento, denunciando una distorsione organizzativa che mortifica competenze e professionalità.

“Non è una questione di flessibilità organizzativa, ma di rispetto delle competenze, dignità professionale e sicurezza delle cure”

Nella diffida formale si evidenzia come le attività richieste – dalla gestione delle manutenzioni fino agli adempimenti logistici – siano estranee al ruolo infermieristico, configurando una violazione delle norme e del contratto di lavoro.


Il paradosso della carenza di personale

Il punto più critico resta il contesto. In una fase storica segnata da una grave carenza di infermieri, destinare risorse professionali a compiti non sanitari appare una scelta definita irrazionale e dannosa.

A sottolinearlo è con forza il Segretario Regionale NurSind Umbria, Marco Erozzardi, che interviene direttamente sulla vicenda:

“Situazioni come quella segnalata non solo compromettono la qualità dell’assistenza, ma rendono il sistema sanitario sempre meno attrattivo per i professionisti, con effetti diretti sulla tenuta futura dei servizi”

Parole che mettono in evidenza un rischio concreto: la progressiva perdita di attrattività della professione e il conseguente indebolimento del sistema sanitario.


Rischi legali e sicurezza

La questione non riguarda solo l’organizzazione del lavoro. Il NurSind richiama anche i possibili profili di responsabilità legale e assicurativa, evidenziando come gli infermieri possano essere esposti a rischi significativi nello svolgimento di mansioni non previste dal loro contratto.

Un aspetto che potrebbe avere ripercussioni sia sui lavoratori che sull’Azienda stessa.


L’ultimatum del NurSind

La posizione del sindacato è chiara e senza margini di ambiguità. È stata richiesta la cessazione immediata di queste pratiche e l’affidamento delle attività logistiche a personale competente o a servizi esterni dedicati.

“Difendere il ruolo dell’infermiere significa difendere la qualità del servizio sanitario pubblico e garantire ai cittadini un’assistenza sicura”

In assenza di risposte concrete, il NurSind è pronto a intraprendere azioni legali e a segnalare eventuali profili di danno erariale agli organi competenti.


Il caso della USL Umbria 1 rappresenta un segnale forte che non può essere ignorato. Quando gli infermieri vengono sottratti alla loro funzione primaria, non è solo una questione sindacale: è la qualità stessa della sanità pubblica a essere messa in discussione.