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Più autonomia e nuove competenze: il decreto che cambia la professione infermieristica in Gazzetta

Andrea Tirottodi
Andrea Tirotto
Pubblicato il: 13/05/2026

FormazioneProfessione e lavoro

La tanto attesa riforma dei percorsi formativi universitari in ambito sanitario ha ricevuto il via libera definitivo. I decreti ministeriali n. 159 del 6 febbraio 2026 e n. 177 del 25 febbraio 2026, emanati dal Ministero dell’Università e della Ricerca (MUR), sono stati pubblicati ieri in Gazzetta Ufficiale, segnando l'avvio ufficiale della ridisegnata laurea triennale e magistrale nelle professioni sanitarie.

La revisione, che introduce percorsi specialistici clinici innovativi, mira a potenziare le competenze avanzate degli operatori sanitari, allineandole alle esigenze del Servizio Sanitario Nazionale (SSN). Tra le novità confermate nel testo definitivo spiccano le competenze prescrittive limitate per infermieri e altre figure professionali: queste riguardano esclusivamente presidi e dispositivi assistenziali, senza estensioni a farmaci, per garantire un'integrazione controllata nei team multiprofessionali ospedalieri e territoriali.

Il decreto interviene sull'ordinamento didattico, ridefinendo figure come infermieri specialistici in area clinica (es. gestione percorsi terapeutici complessi, telemedicina e cure palliative avanzate) e introducendo moduli obligatori su competenze digitali, gestione del rischio clinico e politiche sanitarie. Obiettivo: rispondere alla carenza di personale qualificato nel SSN, con un focus su transizione al community nursing e assistenza primaria.

 

Passi per l'attuazione a regime

Per tradurre la riforma in percorsi formativi operativi entro l'anno accademico 2027/2028, il MUR ha delineato un cronoprogramma preciso:

 

Adattamento degli statuti universitari (giugno-dicembre 2026): Le università con corsi di laurea in professioni sanitarie (circa 50 atenei) devono aggiornare gli ordinamenti didattici entro 6 mesi dalla pubblicazione, integrando i nuovi curricula specialistici e i crediti formativi per competenze prescrittive.

Accreditamento dei corsi (gennaio-marzo 2027): ANVUR (Agenzia Nazionale di Valutazione del sistema Universitario e della Ricerca) effettuerà verifiche per l'accreditamento dei nuovi percorsi, con enfasi su tirocini clinici potenziati (almeno 1.800 ore per la triennale, 2.200 per la magistrale).

Avvio delle immatricolazioni (settembre 2027): I primi studenti accederanno ai corsi rinnovati dall'A.A. 2027/2028. Fino ad allora, transizione graduale con integrazioni opzionali nei piani studio esistenti.

Monitoraggio e adeguamento (2028-2030): Il Ministero della Salute collaborerà con le Regioni per un osservatorio sul fabbisogno SSN, con revisioni biennali dei decreti in base a dati occupazionali e performance cliniche.

 

La Conferenza Stato-Regioni ha già espresso parere favorevole, ma permangono sfide come la formazione dei docenti e l'impatto sui concorsi pubblici. "Una svolta per il SSN post-pandemia", ha commentato il Ministro MUR, annunciando fondi PNRR per 150 milioni di euro dedicati.

 

Questa riforma rafforza il ruolo delle professioni sanitarie nel sistema italiano, promuovendo autonomia responsabile e innovazione, tema al centro della celebrazione del 12 Maggio sottolineato dallo slogan: “Nati per prendersi cura, formati per eccellere”. Un claim che accompagna la nascita delle tre nuove lauree magistrali specialistiche che rappresentano, secondo Barbara Mangiacavalli, una “trasformazione epocale” per l’infermieristica italiana, destinata a rafforzare leadership clinica, autonomia professionale e qualità dell’assistenza.