Mattarella agli infermieri: ''Siete un esercito del bene''
Al centenario della giornata internazionale dell'Infermiere, il richiamo del Capo dello Stato: “La salute è un diritto di civiltà”
di Giuseppe Provinzano
"Ci sono giornate che superano il valore della celebrazione e diventano memoria collettiva. La Giornata Internazionale dell’Infermiere 2026, nel centenario della FNOPI, ha avuto questo significato: riportare al centro del dibattito nazionale il ruolo di una professione che sostiene ogni giorno il Servizio sanitario pubblico, spesso nel silenzio, quasi sempre lontano dai riflettori. E quando a riconoscerlo è il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, con parole profonde e nette, il messaggio assume il peso delle grandi pagine istituzionali della sanità italiana. Infermieristicamente era presente a Roma, all’Auditorium Antonianum, per raccontare una giornata destinata a lasciare un segno nella storia dell’infermieristica italiana".
Roma 12/05/2026. C’è un passaggio, nel lungo e intenso intervento del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che più di tutti sintetizza il valore della professione infermieristica italiana:
“Le infermiere e gli infermieri costituiscono un vero e proprio esercito del bene”.
Parole accolte da un lungo applauso all’Auditorium Antonianum di Roma, dove oggi si sono svolte le celebrazioni della Giornata Internazionale dell’Infermiere 2026 e del centenario della Federazione Nazionale degli Ordini delle Professioni Infermieristiche. Un evento storico al quale Infermieristicamente ha preso parte seguendo i lavori e raccogliendo il clima di forte emozione che ha attraversato l’intera giornata.
La manifestazione, dal titolo “Un secolo di sapere infermieristico”, ha rappresentato non soltanto una celebrazione simbolica, ma anche il punto di partenza di una nuova fase per la professione, segnata dall’avvio dei nuovi percorsi di laurea magistrale specialistica in area infermieristica.
Il Capo dello Stato ha ripercorso la storia dell’infermieristica italiana, dalle prime scuole professionali istituite nel 1925 fino all’attuale percorso universitario avanzato, sottolineando il ruolo centrale degli infermieri nel garantire il diritto universale alla salute sancito dall’articolo 32 della Costituzione.
“Curare la persona e non soltanto la malattia è un cambio di prospettiva che rende le professioni infermieristiche un perno decisivo della sanità moderna”.
Un passaggio che assume un peso ancora maggiore in un momento storico in cui il Servizio sanitario nazionale deve fare i conti con carenze croniche di personale, disuguaglianze territoriali e fuga di professionisti verso l’estero.
Mattarella ha affrontato senza retorica il tema della crisi infermieristica italiana, parlando apertamente della necessità di riconoscere pienamente il valore della professione.
“Dobbiamo evitare che i nostri giovani professionalizzati vadano all’estero per trovare riconoscimenti e retribuzioni migliori”.
Il Presidente ha poi ricordato il sacrificio vissuto durante la pandemia Covid, ringraziando infermieri e operatori sanitari per il lavoro svolto nei momenti più drammatici dell’emergenza.
“Qualcuno oggi vorrebbe derubricare quella tragedia a poco più di una leggera influenza, dimenticando gli sforzi eroici e le sofferenze di medici e infermieri”.
Parole nette, forti, pronunciate davanti alle massime istituzioni sanitarie e accademiche del Paese, durante una giornata che ha visto gli interventi della presidente FNOPI Barbara Mangiacavalli, del ministro della Salute Orazio Schillaci, del ministro dell’Università Anna Maria Bernini e di autorevoli esponenti del mondo scientifico e universitario.
Al centro della celebrazione anche il nuovo slogan scelto per il 12 maggio 2026: “Nati per prendersi cura, formati per eccellere”. Un claim che accompagna la nascita delle tre nuove lauree magistrali specialistiche in Cure primarie e Infermieristica di famiglia e comunità, Cure neonatali e pediatriche e Cure intensive ed Emergenza.
Secondo Barbara Mangiacavalli, si tratta di una “trasformazione epocale” per l’infermieristica italiana, destinata a rafforzare leadership clinica, autonomia professionale e qualità dell’assistenza.
Ma è stato soprattutto il richiamo del Presidente della Repubblica alla dimensione etica e umana della professione a segnare la giornata romana.
“Il vostro lavoro quotidiano non conosce discrimine. Si rivolge a tutti, senza distinzioni di colore della pelle o condizioni sociali”.
Un messaggio che va oltre la ricorrenza celebrativa e che riconosce agli infermieri il ruolo di presidio civile, sociale e costituzionale della Repubblica.
Nel finale del suo intervento, Mattarella ha lasciato all’intera comunità infermieristica parole che suonano come un’investitura morale:
“Siete un motore che spinge lungo il percorso di civiltà”.
Un riconoscimento che arriva nel momento in cui la professione chiede non soltanto gratitudine, ma investimenti concreti, valorizzazione economica, tutela e prospettive di crescita.
E forse è proprio qui il senso più profondo della giornata vissuta oggi a Roma: cento anni dopo le prime scuole convitto professionali, gli infermieri italiani continuano a rappresentare uno dei pilastri più solidi del sistema sanitario e della coesione sociale del Paese.
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