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Mensa negata ai turnisti, terza vittoria NurSind: Asrem condannata dal Tribunale

Giuseppe Provinzanodi
Giuseppe Provinzano
Pubblicato il: 10/06/2026

MoliseNurSind dal territorio

Nuova sentenza favorevole ai lavoratori della sanità molisana. Il Tribunale di Larino riconosce il diritto al risarcimento per la mancata fruizione del servizio mensa. Il NurSind Campobasso-Isernia: «La dignità dei professionisti non può essere messa in discussione».


di Giuseppe Provinzano

"Quando una vertenza sindacale riesce a trasformarsi in un orientamento giurisprudenziale consolidato, non si parla più soltanto di una singola causa vinta. Si parla di diritti riconosciuti, di lavoratori ascoltati e di istituzioni chiamate a confrontarsi con obblighi troppo spesso sottovalutati. È quanto sta accadendo in Molise, dove il NurSind continua a ottenere risultati significativi nella battaglia per il riconoscimento del diritto alla mensa per il personale sanitario turnista. Una vicenda che va oltre il mero ristoro economico e che richiama il valore della dignità professionale di chi garantisce assistenza ai cittadini ventiquattro ore su ventiquattro".


CAMPOBASSO, 10/06/2026 - Nuovo successo giudiziario per il NurSind, guidato a Campobasso-Isernia dalla segretaria territoriale Sonia Lepore, che incassa la terza vittoria consecutiva nella vertenza relativa alla mancata fruizione del servizio mensa da parte del personale sanitario turnista. Il Tribunale di Larino ha infatti accolto integralmente il ricorso promosso dal sindacato, riconoscendo il diritto dei lavoratori al risarcimento del danno subito a causa dell'assenza del servizio mensa o di un adeguato beneficio sostitutivo.

La decisione si inserisce in un quadro ormai sempre più definito, che vede i tribunali molisani pronunciarsi in maniera favorevole alle ragioni sostenute dal NurSind. Dopo le precedenti sentenze ottenute tra Larino e Campobasso, arriva dunque un nuovo pronunciamento che rafforza ulteriormente una linea interpretativa ormai consolidata.

Secondo il giudice, la mancata possibilità di accedere a un servizio mensa o a una misura equivalente rappresenta una concreta compressione dei diritti del personale che opera in regime di turnazione, spesso impegnato in contesti caratterizzati da elevata intensità assistenziale e da condizioni lavorative particolarmente gravose.

«Questa sentenza conferma ancora una volta la fondatezza delle nostre rivendicazioni e riconosce un principio fondamentale: chi garantisce quotidianamente l'assistenza sanitaria ha diritto a condizioni di lavoro rispettose della propria dignità professionale», sottolinea Sonia Lepore, segretaria territoriale NurSind Campobasso-Isernia.

Per il sindacato, il riconoscimento del risarcimento assume un valore che va oltre l'aspetto economico.

«Non si tratta soltanto di una questione patrimoniale. È il riconoscimento di un diritto e della centralità della persona che lavora all'interno del sistema sanitario. Un principio che non può essere ignorato né ridimensionato», evidenzia Sonia Lepore.

La partita giudiziaria, tuttavia, non è ancora conclusa. Sono infatti attese altre tre pronunce sui ricorsi già depositati: due presso il Tribunale di Isernia e una presso il Tribunale di Campobasso, tutte fondate sugli stessi presupposti giuridici che hanno già trovato accoglimento nelle precedenti decisioni.

Parallelamente, il NurSind annuncia una nuova e significativa fase dell'azione legale. Sono infatti in fase di deposito quasi cento ulteriori ricorsi relativi alla medesima problematica, a testimonianza della vasta platea di lavoratori che ritiene di aver subito un danno per la mancata erogazione del servizio mensa.

Particolarmente critica la posizione del sindacato nei confronti della decisione dell'Asrem di proporre appello nonostante le numerose pronunce favorevoli ai lavoratori e l'esistenza di un orientamento della giurisprudenza di legittimità ormai consolidato.

«Riteniamo incomprensibile la scelta di proseguire un contenzioso che rischia soltanto di allungare i tempi della definizione delle controversie, generare ulteriori costi a carico dell'azienda e quindi della collettività, oltre a ritardare il riconoscimento di diritti già ampiamente affermati nelle aule di giustizia», afferma la segretaria Lepore.

Il sindacato ribadisce inoltre che la tutela dei lavoratori non può essere subordinata a logiche dilatorie né a resistenze che rischiano di alimentare tensioni nei rapporti tra azienda e personale.

«Continueremo a sostenere ogni lavoratore che si rivolgerà al NurSind per vedere riconosciuti i propri diritti. Proseguiremo in tutte le sedi necessarie e continueremo a chiedere all'Asrem un cambio di passo fondato sul rispetto delle persone, sulla valorizzazione del personale e su una gestione delle risorse umane realmente orientata alla qualità del lavoro», conclude la Segretaria NurSind Campobasso-Isernia.

La terza vittoria ottenuta davanti ai giudici rappresenta dunque un nuovo tassello di una vertenza destinata a lasciare un segno importante nel panorama della sanità molisana, confermando come il riconoscimento dei diritti dei professionisti sanitari rappresenti una condizione imprescindibile per la qualità dell'assistenza e per il buon funzionamento del sistema sanitario pubblico.