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Rems di Empoli, allarme NurSind: infermieri sotto assedio tra aggressioni e paura

Giuseppe Provinzanodi
Giuseppe Provinzano
Pubblicato il: 10/06/2026

NurSind dal territorioToscana

Nella struttura per l’esecuzione delle misure di sicurezza cresce la tensione. Il NurSind denuncia episodi violenti sempre più frequenti e chiede un confronto urgente con Prefettura e Asl Toscana Centro per tutelare operatori e pazienti.


di Giuseppe Provinzano

La sicurezza degli operatori sanitari continua a rappresentare una delle emergenze più sottovalutate del sistema sanitario. Mentre si moltiplicano campagne di sensibilizzazione e annunci istituzionali contro la violenza nei confronti del personale sanitario, nelle strutture assistenziali più complesse infermieri e professionisti continuano a lavorare in condizioni di forte esposizione al rischio. Da Empoli arriva una nuova denuncia del NurSind, che riporta al centro dell'attenzione il tema delle aggressioni nelle strutture psichiatriche giudiziarie e la necessità di garantire adeguate tutele a chi ogni giorno assicura assistenza in contesti particolarmente delicati.


Rems di Empoli, allarme NurSind: infermieri sotto assedio tra aggressioni e paura

EMPOLI, 10/06/2026 – Cresce la preoccupazione all'interno della Rems di Empoli, la Residenza per l'Esecuzione delle Misure di Sicurezza, dove gli episodi di violenza nei confronti del personale sanitario starebbero assumendo una frequenza sempre più allarmante. A lanciare l'allarme è il NurSind, sindacato delle professioni infermieristiche, che denuncia una situazione ormai diventata insostenibile per gli operatori impegnati quotidianamente nella struttura.

L'ultimo episodio si è verificato nei giorni scorsi quando un ospite della struttura avrebbe distrutto una sedia, utilizzandone successivamente alcune parti come arma impropria nel tentativo di colpire chiunque si trovasse nelle vicinanze, compresi gli infermieri in servizio. Soltanto l'intervento delle forze dell'ordine avrebbe consentito di riportare la situazione sotto controllo, evitando conseguenze più gravi.

Secondo quanto riferito dal sindacato, tuttavia, non si tratterebbe di un fatto isolato. Da settimane il personale sarebbe costretto a confrontarsi con una crescente escalation di episodi aggressivi che starebbero generando un clima di forte preoccupazione all'interno della struttura.

"Ci troviamo di fronte a una situazione estremamente delicata. Gli infermieri si recano al lavoro con il timore concreto di poter subire aggressioni e questo stato di tensione sta avendo ripercussioni anche sull'organizzazione del servizio. Negli ultimi mesi diversi professionisti hanno chiesto il trasferimento verso altre sedi pur di lasciare la Rems di Empoli", denuncia Gianni Piccini, dirigente del NurSind Empoli.

Tra gli episodi segnalati emerge in particolare quello avvenuto il 19 maggio scorso, quando un infermiere sarebbe stato colpito con un pugno al volto durante l'attività lavorativa, rendendo necessario il ricorso alle cure del pronto soccorso.

Per il NurSind la situazione richiede ormai un intervento immediato delle istituzioni competenti. Il sindacato sottolinea infatti come la sicurezza degli operatori non possa essere affidata esclusivamente alla gestione interna delle emergenze, soprattutto in contesti caratterizzati da elevata complessità assistenziale e da utenti con profili di rischio particolarmente delicati.

"La tutela degli operatori sanitari rappresenta una priorità assoluta. Per questo chiediamo con urgenza l'apertura di un tavolo di confronto con la Prefettura e con l'Asl Toscana Centro affinché vengano individuate soluzioni concrete ai problemi che denunciamo da tempo e che stanno assumendo dimensioni sempre più preoccupanti", afferma Giampaolo Giannoni, segretario regionale del NurSind Toscana.

Il sindacato evidenzia inoltre alcune criticità di carattere organizzativo e normativo che, a suo giudizio, meritano una riflessione approfondita.

"Occorre affrontare anche il problema delle modalità di accesso alle Rems e delle conseguenze che tali scelte possono avere sulla sicurezza degli operatori. Oggi infermieri e professionisti sanitari operano in una struttura dove non è prevista una presenza stabile delle forze dell'ordine, trovandosi spesso esposti a situazioni di forte rischio e a episodi di violenza che non possono più essere considerati ordinaria amministrazione", aggiunge Giannoni.

La denuncia del NurSind riaccende così il dibattito sulla sicurezza nelle strutture sanitarie ad alta complessità assistenziale, dove il personale è chiamato ogni giorno a garantire cure, assistenza e percorsi riabilitativi in condizioni spesso difficili.

Per il sindacato è arrivato il momento di passare dalle dichiarazioni di principio ai fatti concreti, adottando misure capaci di garantire condizioni di lavoro sicure e dignitose agli infermieri e a tutti i professionisti impegnati nella tutela della salute mentale.