Appello ICN ai leader G7
L’International Council of Nurses (ICN) ha rivolto una lettera aperta ai leader del G7 in occasione del loro incontro a Évian (15 giugno 2026), lanciando un appello urgente per la tutela degli operatori sanitari, con particolare attenzione agli infermieri. La missiva, firmata dal Presidente dell’ICN, Dr José Luis Cobos Serrano, denuncia il progressivo aumento di violenze, attacchi e violazioni del diritto umanitario internazionale contro il personale sanitario in contesti di conflitto, crisi umanitarie ed emergenze sanitarie. L’ICN rappresenta oltre 30 milioni di infermieri nel mondo e chiede ai leader del G7 azioni collettive e concrete per arrestare questa deriva.
Nel testo l’ICN ricorda che nonostante impegni internazionali ripetuti, la protezione del personale sanitario resta largamente insufficiente e in alcuni casi la situazione si è aggravata. Viene richiamata l’importanza della risoluzione 2286 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, adottata dieci anni fa per rafforzare la protezione delle strutture e del personale sanitario in conflitto, ma oggi coincidente con dati preoccupanti: secondo il rapporto della Safeguarding Health in Conflict Coalition, di cui l’ICN è membro fondatore, gli attacchi contro le cure sanitarie sono aumentati di oltre otto volte dal 2016 e i decessi di operatori sanitari nei conflitti sono cresciuti di cinque volte. Il documento segnala inoltre episodi agghiaccianti come uccisioni, rapimenti e detenzioni di operatori sanitari che cercavano di esercitare la loro etica professionale e il principio di neutralità medica.
L’appello sottolinea anche i rischi affrontati dagli infermieri durante emergenze sanitarie non belliche: la carenza di dispositivi di protezione individuale (DPI) nelle recenti epidemie di Ebola richiama le tragiche lacune osservate durante la pandemia di COVID-19, che ha causato la perdita di decine di migliaia di vite tra gli operatori sanitari a livello globale. L’ICN ricorda che la protezione degli infermieri non è solo una questione professionale: è una questione umanitaria, di pari opportunità di genere (essendo la professione per la maggior parte femminile), di sicurezza globale, di sostenibilità dei sistemi sanitari e di leadership morale.
Attraverso le sue attività di advocacy, come #NursesforPeace, e la stretta collaborazione con l’Organizzazione Mondiale della Sanità, l’ICN porta testimonianze dirette dal campo che illustrano il coraggio degli infermieri, il ruolo di “costruttori di pace” oltre che di operatori sanitari, e il pesante tributo psicologico a cui essi sono sottoposti. Il documento mette in luce come l’aggressione e l’impunità nei confronti del personale sanitario compromettano l’accesso alle cure, accelerino il collasso di sistemi sanitari fragili e minino la sicurezza sanitaria globale.
L’ICN invita il G7 a mettere al centro delle proprie conclusioni la protezione e l’empowerment degli operatori sanitari, raccomandando misure specifiche: piena applicazione e enforcement del diritto internazionale umanitario, fornitura di DPI e condizioni di lavoro sicure per gli operatori in contesti di crisi, e investimenti adeguati e sostenuti nelle professioni infermieristiche, nelle risorse umane della sanità e nei sistemi sanitari. L’ICN richiama infine il suo rapporto “Empowered Nurses Save Lives” per sottolineare le prove che l’empowerment strutturale degli infermieri (inclusi diritti, protezione e condizioni di lavoro decorose) migliora gli esiti di salute, rafforza la sicurezza globale e sostiene lo sviluppo economico.
L’iniziativa dell’ICN combina denuncia documentata e proposta politica: denunciare l’escalation di attacchi agli operatori sanitari, amplificare le voci delle professioni infermieristiche a livello internazionale e chiedere al G7 impegni concreti e verificabili. Il messaggio centrale è netto: non esiste sicurezza sanitaria globale senza un’infrastruttura di tutela per il personale che eroga le cure; fallire nel proteggere infermieri e operatori sanitari significa fallire nell’assicurare cure alla popolazione e nel mantenere la stabilità dei sistemi sanitari.
Per i professionisti della sanità e i decisori in Italia, l’appello dell’ICN rappresenta un monito e una chiamata all’azione. Sul piano pratico, le autorità e le istituzioni sanitarie nazionali e locali possono contribuire promuovendo politiche di protezione e supporto psicologico, garantendo scorte e accesso tempestivo a DPI nelle emergenze, sostenendo meccanismi di rendicontazione e responsabilità per gli attacchi al personale sanitario e investendo nelle carriere infermieristiche per stabilizzare e rafforzare la forza lavoro. A livello internazionale, è essenziale che il G7 trasformi le dichiarazioni in passi concreti: vincoli finanziari per la protezione, accordi operativi con le ONG e organismi multilaterali, e meccanismi di responsabilità per violazioni del diritto umanitario che colpiscono strutture e operatori sanitari.
L’appello conclusivo dell’ICN è chiaro: gli infermieri salvano vite, ma hanno bisogno di protezione, supporto e riconoscimento. L’ICN si dichiara pronta a collaborare con i leader mondiali per tradurre questo impegno in azione concreta, affinché la protezione e l’empowerment degli operatori sanitari diventino priorità effettive delle agende globali.
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