Caldo record, NurSind Cuneo: mezzi senza climatizzazione e ambulatori a 33 gradi
Mezzi aziendali senza climatizzazione, locali sanitari invivibili e assenza di ventilazione: il NurSind chiede interventi urgenti all'Asl Cn1 per tutelare operatori e cittadini.
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"L'estate 2026 sta mettendo a dura prova il sistema sanitario territoriale italiano. Dopo settimane caratterizzate da temperature eccezionali, emergono sempre più frequentemente segnalazioni provenienti dai professionisti sanitari costretti a lavorare in ambienti non adeguati a garantire sicurezza, benessere e qualità assistenziale. Da Cuneo arriva ora una denuncia forte del NurSind, che punta i riflettori sulle condizioni in cui infermieri e operatori territoriali continuano a prestare servizio tra mezzi aziendali trasformati in vere e proprie serre mobili e ambulatori dove il termometro supera stabilmente i 33 gradi".
CUNEO, 02/07/2026 - L'emergenza caldo investe anche la sanità territoriale e a lanciare l'allarme è il NurSind Cuneo, che denuncia condizioni di lavoro ritenute ormai incompatibili con la tutela della salute degli operatori e con la qualità dell'assistenza erogata ai cittadini.
Nel mirino del sindacato finiscono i mezzi aziendali utilizzati quotidianamente per l'assistenza domiciliare e numerosi ambulatori e presidi distrettuali dell'Asl Cn1, dove le temperature interne superano stabilmente i 33 gradi centigradi, in assenza di adeguati sistemi di climatizzazione e schermature solari.
Secondo il NurSind, il personale sanitario è costretto a operare in un contesto caratterizzato da carenze strutturali e organizzative che rischiano di trasformare l'ondata di calore in un vero problema di sicurezza sul lavoro.
«Riteniamo doveroso denunciare pubblicamente la drammatica situazione in cui si trovano a operare i professionisti della sanità territoriale durante queste settimane di caldo eccezionale. Le carenze strutturali e organizzative stanno superando ogni limite di dignità professionale e di sicurezza, configurando una vera emergenza estiva che ricade sulle spalle del personale e, inevitabilmente, sui cittadini assistiti», dichiara Davide Canetti, segretario territoriale del NurSind Cuneo.
Una delle criticità maggiormente segnalate riguarda le condizioni dei mezzi di servizio utilizzati dagli operatori impegnati nell'assistenza domiciliare. Vetture lasciate per ore sotto il sole, prive di sistemi di climatizzazione funzionanti o con impianti ormai obsoleti e mai sottoposti a manutenzione.
Una situazione che diventa ancora più complessa in un territorio vasto come quello cuneese, caratterizzato da lunghi spostamenti verso aree collinari e montane, dove gli infermieri percorrono quotidianamente decine di chilometri per raggiungere i pazienti.
«Gli operatori sono costretti a iniziare i turni pomeridiani salendo a bordo di mezzi rimasti esposti al sole per ore. La quasi totalità del parco auto aziendale è priva di impianti di climatizzazione efficienti o presenta sistemi non più funzionanti. Per chi percorre lunghe distanze sul territorio, ogni spostamento rischia di trasformarsi in una condizione di serio disagio e potenziale pericolo per la salute», evidenzia Canetti.
Il NurSind richiama inoltre l'attenzione sul diverso approccio adottato nei confronti di altre categorie lavorative esposte alle alte temperature, sottolineando come il personale sanitario territoriale sembri essere rimasto escluso da qualsiasi misura straordinaria di tutela.
«In queste settimane si discute giustamente della necessità di proteggere i lavoratori impegnati nei cantieri o sulle strade, prevedendo pause e rimodulazioni degli orari di lavoro. Ci chiediamo perché la stessa attenzione non venga riservata ai professionisti della sanità territoriale, chiamati ogni giorno a percorrere chilometri all'interno di mezzi surriscaldati e a garantire assistenza senza alcuna forma di refrigerio o di sostegno organizzativo», prosegue il segretario territoriale del NurSind.
Le criticità, tuttavia, non riguardano soltanto gli spostamenti sul territorio. Secondo il sindacato, anche all'interno degli ambulatori distrettuali e delle sedi territoriali le condizioni ambientali risultano particolarmente gravose.
Molti locali, esposti costantemente al sole e privi di adeguate schermature, raggiungono temperature elevate che rendono difficile lo svolgimento delle attività assistenziali, comprese prestazioni delicate come le medicazioni complesse e l'assistenza a pazienti fragili.
«Registriamo ambulatori e sale d'attesa che superano stabilmente i 33 gradi, in assenza di persiane, tapparelle o schermature solari adeguate. In queste condizioni i professionisti devono continuare a garantire prestazioni assistenziali, accogliere l'utenza ed eseguire procedure complesse. A rendere tutto ancora più inaccettabile è l'assenza persino di semplici ventilatori in grado di alleviare il disagio di operatori e cittadini», sottolinea Canetti.
Per il NurSind, la questione non riguarda soltanto il comfort lavorativo, ma investe direttamente il tema della sicurezza nei luoghi di lavoro e della qualità delle cure.
«Lavorare in camice con temperature superiori ai 33 gradi o guidare per ore mezzi privi di climatizzazione non consente di garantire quei livelli di serenità e sicurezza indispensabili nell'atto assistenziale. La salute di chi cura non può essere considerata un optional. Proteggere gli operatori significa tutelare anche la qualità dell'assistenza erogata ai cittadini», conclude Davide Canetti.
Il NurSind Cuneo chiede pertanto alla Direzione Generale dell'Asl Cn1 un intervento immediato che preveda il ripristino della climatizzazione sui mezzi di servizio, la fornitura urgente di ventilatori negli ambienti privi di adeguata ventilazione e la programmazione di interventi strutturali finalizzati a migliorare la schermatura solare degli ambulatori maggiormente esposti.
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