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Infermiere aggredito a Udine. Il NurSind: ''Nei Pronto soccorso è emergenza strutturale''

Giuseppe Provinzanodi
Giuseppe Provinzano
Pubblicato il: 11/07/2026

Friuli Venezia GiuliaNurSind dal territorio

Colpito, morso e minacciato di morte mentre assisteva un paziente in stato di alterazione psicofisica. Il NurSind denuncia un'escalation di violenza che mette a rischio gli operatori e chiede interventi immediati per garantire la sicurezza nei reparti di emergenza.


di Giuseppe Provinzano

"Le aggressioni contro gli operatori sanitari non sono più episodi eccezionali, ma un fenomeno che si ripete con inquietante regolarità nei Pronto soccorso italiani. Ogni violenza subita da un infermiere rappresenta una sconfitta per l'intero sistema sanitario e rende ancora più difficile garantire un'assistenza efficace ai cittadini. L'ultimo episodio, avvenuto a Udine, riaccende i riflettori sulla sicurezza del personale e vede il NurSind chiedere con forza un cambio di passo da parte delle istituzioni".


Infermiere aggredito a Udine. Il NurSind: "Nei Pronto soccorso è emergenza strutturale"

UDINE, 11/07/2026 - Ancora un infermiere aggredito mentre svolge il proprio lavoro. Ancora un professionista costretto a ricorrere alle cure mediche dopo aver tentato di assistere un paziente. È accaduto al Pronto soccorso dell'ospedale Santa Maria della Misericordia di Udine, dove un infermiere è rimasto ferito durante le operazioni di assistenza a un uomo giunto in ospedale in evidente stato di alterazione psicofisica.

L'episodio si è verificato nella mattinata di mercoledì, poco dopo le 11. L'uomo, trasportato in ambulanza dopo la segnalazione di alcuni cittadini, avrebbe manifestato fin dal suo arrivo un comportamento estremamente aggressivo nei confronti del personale sanitario. Nel tentativo di prestargli assistenza e riportare la situazione sotto controllo, l'infermiere è stato colpito, ha riportato un trauma contusivo-distorsivo con escoriazioni al polso destro e una ferita al gomito, oltre a essere stato morso dall'aggressore.

Il morso renderà necessario il monitoraggio sanitario previsto dai protocolli dell'AsuFc per il rischio di esposizione a malattie infettive trasmissibili. Dopo le cure ricevute, il professionista è stato dimesso, ma resta profondamente provato anche dalle pesanti minacce di morte rivolte nei suoi confronti e verso i propri familiari.

Provvidenziale l'intervento delle Forze dell'Ordine che, grazie al protocollo operativo sottoscritto tra l'Azienda sanitaria e la Questura, sono intervenute rapidamente riuscendo a bloccare e allontanare l'aggressore. Durante le fasi più concitate è rimasta lievemente ferita anche una guardia giurata.

Ad accendere i riflettori sull'accaduto è il NurSind Udine, che torna a denunciare il crescente clima di insicurezza vissuto quotidianamente dagli operatori dell'emergenza-urgenza.

"Quanto accaduto rappresenta l'ennesimo episodio di una lunga serie di aggressioni che colpiscono quotidianamente gli operatori dei Pronto soccorso. Oggi lavorare in questi reparti significa affrontare un livello di rischio e di stress che fino a pochi anni fa era impensabile."

dichiara Afrim Caslli, segretario territoriale del NurSind Udine.

Secondo il sindacato delle professioni infermieristiche, la crescente esposizione alla violenza sta modificando profondamente anche l'attrattività dei servizi di emergenza, con un numero sempre maggiore di professionisti che decide di lasciare i reparti più critici o, in alcuni casi, la professione stessa.

"Se un tempo lavorare in area critica rappresentava una delle massime aspirazioni professionali per un infermiere, oggi assistiamo al fenomeno opposto. Sempre più colleghi chiedono di essere trasferiti o scelgono di lasciare questi reparti perché non si sentono adeguatamente tutelati. Come organizzazione sindacale chiediamo che episodi come questo non vengano più considerati fatti isolati, ma affrontati come una vera emergenza strutturale. Servono misure concrete di prevenzione, maggiori presidi di sicurezza e strumenti efficaci per proteggere chi ogni giorno garantisce assistenza alla collettività."

continua Caslli.

Il NurSind ha espresso piena vicinanza al professionista aggredito, ribadendo la necessità di rafforzare ulteriormente le misure di tutela del personale attraverso un incremento della vigilanza, sistemi di sicurezza più efficaci e interventi organizzativi capaci di prevenire nuove aggressioni.

"La sicurezza degli operatori sanitari deve diventare una priorità assoluta. Chi cura ha il diritto di lavorare in un ambiente sicuro e di tornare a casa sano e salvo al termine del proprio turno. Ogni aggressione non colpisce soltanto il singolo lavoratore, ma indebolisce l'intero Servizio sanitario, con ripercussioni sulla qualità dell'assistenza e sulla tenuta dei reparti di emergenza."

conclude Afrim Caslli.

Sull'episodio è intervenuto anche il direttore generale dell'AsuFc, Denis Caporale, che ha espresso vicinanza agli operatori coinvolti, assicurando il sostegno dell'Azienda sanitaria nei confronti del personale vittima dell'aggressione.