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Palermo, NurSind: ''Basta precariato al Civico, gli OSS Covid vanno stabilizzati''

Giuseppe Provinzanodi
Giuseppe Provinzano
Pubblicato il: 16/07/2026

NurSind dal territorioSicilia

Da anni garantiscono i servizi assistenziali come dipendenti, ma sono ancora legati a contratti di collaborazione. Il NurSind rilancia la richiesta di stabilizzazione e denuncia un sistema che continua a utilizzare personale essenziale senza le stesse tutele degli altri lavoratori.


di Giuseppe Provinzano

"Dietro la tenuta quotidiana di molti reparti ospedalieri si nasconde una realtà che continua a pesare sulle spalle di decine di professionisti. Hanno affrontato la fase più difficile della pandemia, hanno continuato a garantire l'assistenza anche dopo l'emergenza sanitaria e oggi rappresentano una componente indispensabile dell'organizzazione ospedaliera. Eppure, per molti di loro, la stabilità lavorativa resta ancora un miraggio. È il caso degli operatori sociosanitari dell'ARNAS Civico di Palermo assunti durante l'emergenza Covid con contratti di collaborazione coordinata e continuativa, una vicenda che il NurSind riporta con forza al centro del dibattito regionale".


PALERMO, 16/07/2026 - Sono trascorsi diversi anni dall'emergenza pandemica, ma per numerosi operatori sociosanitari dell'ARNAS Civico di Palermo il tempo sembra essersi fermato. Pur svolgendo quotidianamente attività indispensabili nei reparti ospedalieri, continuano infatti a operare con contratti di collaborazione coordinata e continuativa, una condizione che li mantiene in una situazione di precarietà nonostante il loro impiego sia ormai del tutto strutturale.

La vicenda è tornata alla ribalta dopo la testimonianza di una lavoratrice, che ha raccontato come questi professionisti garantiscano regolarmente la continuità assistenziale, partecipando ai turni di servizio, compresi quelli festivi e notturni, con le stesse responsabilità del personale dipendente ma senza poter beneficiare delle medesime garanzie contrattuali.

Gli operatori interessati sono stati reclutati tra il 2020 e il 2022 per fronteggiare l'emergenza Covid. Da allora, però, il loro ruolo non è mai venuto meno. Al contrario, sono stati progressivamente inseriti nell'organizzazione ordinaria dell'azienda sanitaria, contribuendo ogni giorno al funzionamento delle unità operative.

Nonostante ciò, continuano a essere privi di importanti tutele previste per il lavoro subordinato, come quelle relative a ferie, malattia e altri istituti contrattuali, pur svolgendo un'attività che presenta tutte le caratteristiche tipiche di un rapporto di lavoro dipendente.

Secondo quanto emerge, molti di questi lavoratori avrebbero già maturato i requisiti previsti dalla normativa nazionale che disciplina la stabilizzazione del personale sanitario e sociosanitario reclutato durante l'emergenza pandemica attraverso forme contrattuali flessibili. In diverse aziende del Servizio sanitario regionale le procedure sarebbero già state avviate, mentre dal Civico ci dicono che ci sono le dotazioni organiche piene e che abbiamo superato i tetti di spesa

A prendere posizione è il NurSind Palermo, che da tempo segue la vicenda e chiede una soluzione definitiva.

"Proprio in questi giorni abbiamo affrontato in Assessorato la questione dei 98 operatori sociosanitari assunti con contratto co.co.co. La realtà è che questi lavoratori vengono impiegati quotidianamente come veri dipendenti dell'azienda, svolgendo le stesse attività e garantendo gli stessi servizi",

afferma Aurelio Guerriero, segretario territoriale del NurSind.

Per il sindacato il problema non riguarda soltanto il futuro occupazionale dei lavoratori, ma anche la programmazione del personale sanitario.

"La pianta organica oggi non rappresenta più il reale fabbisogno dell'azienda. Lo dimostra un fatto molto semplice: dopo che la SEUS, che aveva assegnato in convenzione all'ARNAS Civico 79 operatori sociosanitari, ne ha disposto il rientro presso la propria società, l'Azienda Civico ha pubblicato un nuovo avviso per il reclutamento di altro personale. Se davvero quelle figure non fossero necessarie, quel bando non avrebbe avuto alcuna ragione di esistere",

sottolinea Guerriero.

Il NurSind evidenzia come questa situazione confermi la presenza di un fabbisogno strutturale di personale di supporto, incompatibile con il mantenimento di rapporti di lavoro precari protratti per anni.

Per il sindacato è quindi necessario che l'azienda dia piena applicazione agli strumenti normativi già disponibili, riconoscendo il valore professionale di chi, dalla pandemia a oggi, ha garantito continuità assistenziale in uno dei principali ospedali siciliani.

La richiesta del NurSind è chiara: trasformare una precarietà ormai cronica in occupazione stabile, valorizzando lavoratori che da anni rappresentano una risorsa indispensabile per il funzionamento dell'ARNAS Civico e per la qualità dell'assistenza erogata ai cittadini.