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Campania, NurSind: ''Mancano 6mila infermieri, così la riforma sanitaria e' a rischio''

Giuseppe Provinzanodi
Giuseppe Provinzano
Pubblicato il: 18/07/2026

CampaniaNurSind dal territorio

Dalla denuncia sulla Piastra operatoria dell'ospedale di Caserta alla carenza cronica di personale: il NurSind rilancia l'allarme e invoca un nuovo patto tra istituzioni, politica e cittadini per salvare la sanità pubblica.


di Giuseppe Provinzano

La crisi della sanità non si misura soltanto nei tempi di attesa o nei pronto soccorso sovraffollati. Si misura, soprattutto, nel numero di professionisti che ogni giorno mancano all'appello. È da questa consapevolezza che prende forza la nuova denuncia del NurSind, che dalla provincia di Caserta rilancia un allarme destinato ad assumere un valore regionale e nazionale: senza infermieri non può esistere una sanità sicura, né tantomeno una riforma dell'assistenza territoriale realmente funzionante. La vicenda della Piastra operatoria dell'Azienda ospedaliera Sant'Anna e San Sebastiano diventa così il simbolo di una crisi strutturale che il sindacato chiede di affrontare con decisioni immediate e una nuova visione del sistema sanitario.


Il NurSind accende i riflettori sulla sicurezza nelle sale operatorie e sulla carenza di infermieri

CASERTA, 18/07/2026 - La segreteria territoriale del NurSind, guidata da Antonio Eliseo, torna a denunciare le criticità che interessano la sanità campana, partendo da un episodio che il sindacato ritiene particolarmente grave.

Il segretario territoriale ha infatti trasmesso una formale diffida alla Direzione Generale dell'Azienda ospedaliera Sant'Anna e San Sebastiano di Caserta, alla Direzione Sanitaria Aziendale, alla Direzione Medica del presidio e al Responsabile del Rischio Clinico. Della vicenda sono stati inoltre informati il Prefetto di Caserta, il Capo di Gabinetto del Presidente della Regione Campania, la Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere e i NAS.

Secondo quanto segnalato dal sindacato, alcuni interventi chirurgici sarebbero stati eseguiti in assenza del completo supporto infermieristico previsto, una circostanza che, qualora trovasse conferma, rappresenterebbe una grave violazione delle procedure organizzative e dei protocolli di sicurezza che regolano l'attività delle sale operatorie.

Per il NurSind, la presenza dell'équipe infermieristica completa non costituisce un elemento accessorio, ma rappresenta un requisito imprescindibile per garantire la sicurezza del paziente, la corretta gestione delle procedure chirurgiche, la prevenzione degli eventi avversi e la tutela degli stessi professionisti sanitari.

Il sindacato chiede quindi all'Azienda di ripristinare immediatamente condizioni organizzative conformi alla normativa vigente, assicurando la presenza del personale previsto per ogni intervento, attivando audit clinici e organizzativi sugli episodi segnalati e informando le organizzazioni sindacali delle misure adottate.

"Non possiamo più ragionare soltanto sulle emergenze. Quello che accade oggi negli ospedali è il risultato di anni di tagli lineari e del blocco del turnover che hanno progressivamente indebolito il servizio sanitario pubblico".
Antonio Eliseo – Segretario Territoriale NurSind Caserta

Per il NurSind, tuttavia, il caso della Piastra operatoria rappresenta soltanto la punta dell'iceberg di una crisi ben più ampia che coinvolge l'intero modello sanitario regionale.

Il sindacato sostiene infatti che la riforma dell'assistenza territoriale prevista dal PNRR rischia di restare incompiuta se non verrà affrontato con decisione il problema della carenza di personale infermieristico.

Secondo le stime richiamate dal NurSind, in Campania mancano circa 6.000 infermieri, un deficit che compromette già oggi il funzionamento degli ospedali e che potrebbe impedire l'effettiva operatività delle nuove strutture territoriali.

"Serve il coraggio di cambiare paradigma. La medicina territoriale deve diventare il centro del sistema sanitario, ma questo sarà possibile soltanto costruendo una reale integrazione tra ospedale e territorio e valorizzando le competenze delle professioni sanitarie".

Antonio Eliseo evidenzia come il sindacato abbia recentemente rappresentato questa esigenza anche al Presidente della Regione Roberto Fico, ribadendo un principio che, secondo il NurSind, dovrebbe guidare ogni scelta di programmazione sanitaria.

"Come sindacato delle professioni infermieristiche abbiamo ribadito un concetto semplice: senza infermieri non c'è cura".

La riflessione si estende inevitabilmente anche alla realizzazione delle nuove strutture territoriali finanziate con il PNRR.

Per il NurSind, Case della Comunità e nuovi servizi territoriali non potranno funzionare se non saranno accompagnati da un piano straordinario di assunzioni e dalla valorizzazione della professione infermieristica.

"Le Case della Comunità non possono trasformarsi in contenitori vuoti. Per essere realmente operative servono professionisti, organizzazione e una rete ospedaliera ripensata secondo i bisogni dei cittadini".

Il sindacato richiama infine la necessità di costruire una strategia condivisa che coinvolga istituzioni, politica e comunità locali, superando la logica degli interventi emergenziali.

"Una sanità davvero vicina ai cittadini nasce soltanto da scelte coraggiose. Serve un nuovo patto tra istituzioni, politica e cittadini per restituire al Servizio sanitario pubblico il ruolo che merita".

La denuncia del NurSind Caserta rilancia così un tema destinato a pesare sempre di più nei prossimi mesi: senza un deciso investimento sul personale infermieristico, la riorganizzazione della sanità campana rischia di rimanere soltanto sulla carta, con inevitabili ripercussioni sulla sicurezza delle cure e sulla qualità dell'assistenza offerta ai cittadini.