L’Aquila, emergenza 118 e carenza infermieri. NurSind attacca la Asl: ''Graduatoria da 820 idonei''
Il sindacato contesta la gestione del personale e chiama in causa il DG Costanzi. Santilli (NurSind): "Perché non si utilizza la graduatoria e non si bandisce un concorso a tempo indeterminato?"
di Giuseppe Provinzano
"La carenza di infermieri nell’emergenza-urgenza aquilana torna al centro dello scontro tra NurSind e vertici della Asl 1 Abruzzo. Questa volta il sindacato parte dalle difficoltà delle associazioni impegnate nel servizio 118, ma sposta immediatamente l’attenzione sulle scelte dell’Azienda sanitaria: sul tavolo ci sono una graduatoria da 820 infermieri idonei, il ricorso alla somministrazione di personale e, soprattutto, la richiesta di una programmazione stabile capace di rendere più attrattivo il territorio".
Il NurSind: «La carenza non può diventare un alibi»
L'AQUILA, 18/08/2026 - La rinuncia annunciata dalla Croce Verde alla gestione del servizio di emergenza-urgenza-118, motivata dalla difficoltà di reperire personale infermieristico specializzato, riaccende lo scontro sulla gestione degli organici nella Asl 1 Abruzzo.
A intervenire è la Segreteria territoriale NurSind L’Aquila, guidata da Antonio Santilli, che con un nuovo comunicato punta direttamente sulle responsabilità organizzative dell’Azienda e sulle soluzioni che, secondo il sindacato, sarebbero già disponibili.
Nel mirino finisce in particolare la posizione attribuita al direttore generale Paolo Costanzi, secondo cui anche la stessa Asl incontrerebbe serie difficoltà nel reperire infermieri. Una spiegazione che il NurSind respinge e alla quale contrappone numeri e atti amministrativi.
«La Asl ha a disposizione una graduatoria per l’assunzione a tempo determinato di personale infermieristico con ben 820 candidati idonei», sottolinea il NurSind, richiamando la deliberazione n. 664 del 17 marzo 2026.
Per il sindacato è proprio questo dato a rendere necessario un chiarimento: se esiste un bacino così ampio di professionisti risultati idonei, occorre spiegare perché non venga utilizzato pienamente per fronteggiare le necessità assistenziali.
Il nodo del personale infermieristico nel 118
La contestazione del NurSind non riguarda soltanto il numero di professionisti disponibili. La questione investe anche chi debba mettere a disposizione gli infermieri impiegati nei servizi di emergenza-urgenza svolti per conto del Servizio sanitario regionale.
La segreteria aquilana richiama le deliberazioni della Giunta regionale d’Abruzzo n. 589/2023 e n. 696/2023, nelle quali – secondo quanto riportato dal sindacato – viene previsto che nei servizi svolti per conto del SSR il personale medico e infermieristico debba essere messo a disposizione dalle Aziende sanitarie.
Il NurSind sostiene invece che la Asl aquilana abbia lasciato alle associazioni di volontariato il compito di reperire direttamente tali professionisti, una scelta già contestata dal sindacato nelle scorse settimane.
«Nel settore dell’emergenza-urgenza non si parla di generica assistenza infermieristica, ma di prestazioni specialistiche salva-vita», evidenzia la Segreteria territoriale, sottolineando la necessità di poter contare su personale adeguatamente formato e costantemente aggiornato.
È questo uno dei punti centrali della posizione sindacale: nell’emergenza territoriale la disponibilità numerica degli infermieri non può essere separata dalle competenze specifiche necessarie per operare in contesti ad alta complessità e con interventi tempo-dipendenti.
NurSind: «Perché non utilizzare la graduatoria?»
Il confronto diventa ancora più netto quando il sindacato richiama le dichiarazioni attribuite al direttore generale sulla difficoltà di concretizzare le assunzioni, con appena cinque prese di servizio rispetto alle trenta attese.
Per il NurSind, tuttavia, il problema non può essere ricondotto esclusivamente alla scarsa disponibilità dei professionisti.
«Per quale ragione la Asl non utilizza questa graduatoria e preferisce invece ricorrere alla somministrazione di personale tramite agenzie?», domanda Santilli.
Un interrogativo che il sindacato accompagna a una seconda questione, ritenuta ancora più importante: perché continuare a ragionare prevalentemente su rapporti temporanei quando il fabbisogno riguarda servizi che necessitano di una copertura strutturale?
La richiesta: un concorso per assunzioni stabili
Secondo la Segreteria territoriale NurSind, la vera risposta alla carenza dovrebbe passare da un concorso pubblico per assunzioni a tempo indeterminato, soprattutto considerando le esigenze delle postazioni di emergenza-urgenza-118 e le difficoltà registrate anche nei reparti ospedalieri.
Il sindacato richiama inoltre il trasferimento di personale verso le Case di Comunità, che avrebbe ulteriormente ridotto le disponibilità di infermieri nelle strutture ospedaliere.
«Tanti giovani infermieri che oggi lavorano al Nord sarebbero probabilmente disponibili a rientrare vicino ai propri territori di origine, ma difficilmente lascerebbero un'occupazione stabile per un contratto di appena sei mesi», è il ragionamento avanzato dal NurSind.
Una questione che va oltre il caso aquilano e tocca uno dei principali problemi della sanità pubblica: non basta cercare infermieri, bisogna creare condizioni professionali capaci di attrarli e trattenerli.
Santilli: «Servono risposte sulle scelte compiute»
Il comunicato si chiude con una critica molto dura alla gestione del primo anno del nuovo vertice aziendale. Pur dichiarando di non voler formulare interpretazioni sulle ragioni delle scelte compiute, il NurSind sostiene che restino aperti interrogativi che meritano risposte precise.
«Questa Segreteria non ama fare dietrologie, ma determinate condotte lasciano ampi margini di dubbio», afferma Santilli, chiedendo sostanzialmente alla Direzione generale di chiarire perché una graduatoria con centinaia di idonei non venga utilizzata come strumento centrale per affrontare la carenza e perché non sia stata avviata una procedura concorsuale per assunzioni stabili.
La vicenda del 118 diventa così il nuovo terreno di confronto tra NurSind e Asl 1 Abruzzo. Sullo sfondo resta una questione concreta: garantire alle postazioni dell’emergenza territoriale e ai reparti ospedalieri personale infermieristico sufficiente, qualificato e stabile, evitando che la carenza cronica si trasformi nell'alibi permanente per servizi sempre più difficili da sostenere.
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