Prato, spari al Pronto soccorso. NurSind: ''Serve un posto di Polizia fisso H24''
Paura al Santo Stefano dopo il tentativo di fuga di un giovane e i colpi esplosi da un agente. Cesario (NurSind): "Sanitari esposti a rischi inaccettabili, la sicurezza non può più attendere".
di Giuseppe Provinzano
Tre colpi di pistola esplosi in un Pronto soccorso, operatori e pazienti costretti ad allontanarsi e l'attività di emergenza temporaneamente dirottata verso altri ospedali. Quanto accaduto al Santo Stefano di Prato riporta con forza al centro una questione che il NurSind denuncia da tempo: la sicurezza di chi lavora e di chi viene assistito nei luoghi di cura non può dipendere dalla casualità degli eventi.
NurSind Prato: "Tre spari al Pronto soccorso, ora basta: serve la Polizia H24"
PRATO, 18/08/2026 - Momenti di paura al Pronto soccorso dell'Ospedale Santo Stefano di Prato, dove nel pomeriggio di ieri un giovane accompagnato dalla Polizia Penitenziaria ha tentato di fuggire dopo aver afferrato e azionato un estintore, provocando il caos nell'area di accesso dell'emergenza.
Secondo quanto ricostruito, il 22enne era stato fermato poco prima nei pressi del carcere della Dogaia e successivamente accompagnato in ospedale per alcune lesioni riportate durante la fuga e la cattura. Una volta al Pronto soccorso, nonostante fosse ammanettato, sarebbe riuscito a impossessarsi di un estintore, scaricandone il contenuto tra la cosiddetta "camera calda" e l'area di decontaminazione, per poi tentare nuovamente la fuga.
È stato a quel punto che uno degli agenti della Polizia Penitenziaria ha esploso tre colpi di pistola. Uno dei proiettili ha raggiunto il giovane a una gamba. La dinamica dell'accaduto è ora al vaglio degli inquirenti.
L'episodio ha provocato comprensibile paura tra sanitari, pazienti e cittadini presenti. Il Pronto soccorso è rimasto temporaneamente indisponibile per consentire gli accertamenti delle forze dell'ordine e le operazioni di pulizia e sanificazione dell'area interessata dal contenuto dell'estintore. Le ambulanze e le urgenze sopraggiunte sono state quindi indirizzate verso gli ospedali di Pistoia e Firenze.
La Direzione dell'Asl Toscana centro ha espresso vicinanza al personale e agli utenti, sottolineando come nessun'altra persona sia rimasta coinvolta negli spari e ringraziando gli operatori sanitari per la professionalità dimostrata nella gestione di una situazione eccezionale.
NurSind: «La realtà che denunciamo da anni»
Per la Segreteria NurSind di Prato, tuttavia, quanto accaduto non può essere archiviato esclusivamente come un episodio eccezionale. Il sindacato richiama l'attenzione sulle condizioni nelle quali infermieri e altri professionisti sanitari sono chiamati quotidianamente a operare nei servizi di emergenza.
Il segretario territoriale Roberto Cesario sottolinea come il Pronto soccorso rappresenti uno dei punti nei quali finiscono inevitabilmente per concentrarsi anche le tensioni e le criticità presenti sul territorio.
«Prato è una realtà complessa, con episodi di criminalità e violenza che inevitabilmente si riflettono sul Pronto soccorso, primo presidio del territorio. Il personale infermieristico e sanitario lavora da anni in condizioni di costante insicurezza, subendo aggressioni verbali e fisiche e trovandosi esposto a rischi inaccettabili per la propria incolumità».
È soprattutto un interrogativo, secondo il NurSind, a dover accompagnare la riflessione dopo quanto accaduto al Santo Stefano.
«Cosa sarebbe potuto succedere se in quel momento non fosse stata già presente la Polizia?»
Una domanda che per Cesario rende ancora più urgente una richiesta che il sindacato sostiene da tempo: garantire una presenza stabile delle forze dell'ordine all'interno dell'ospedale.
La richiesta: un posto di Polizia fisso H24
Dopo un episodio che ha visto addirittura l'esplosione di colpi d'arma da fuoco nell'area dell'emergenza, il NurSind Prato rilancia con maggiore forza la richiesta di istituire un posto fisso di Polizia, possibilmente operativo 24 ore su 24.
«Lo chiediamo da sempre, ma oggi ancora con più forza: serve l'istituzione di un posto di Polizia fisso H24, a tutela diretta e a garanzia dell'incolumità di tutto il personale sanitario e degli utenti dell'ospedale».
Per il sindacato la sicurezza non può essere considerata un elemento accessorio dell'organizzazione sanitaria. Infermieri, medici, operatori e cittadini devono poter entrare in un ospedale senza essere esposti a situazioni capaci di mettere a repentaglio la propria incolumità.
«Curare è il nostro dovere, lavorare in sicurezza è un nostro diritto. La tutela della comunità e di chi se ne prende cura deve essere un obiettivo primario che la politica deve garantire».
La Segreteria NurSind di Prato ha infine espresso vicinanza agli operatori sanitari, agli utenti e agli agenti della Polizia Penitenziaria coinvolti nei drammatici momenti vissuti al Santo Stefano.
Quanto accaduto lascia fortunatamente un bilancio senza altre persone ferite, ma consegna alle istituzioni una questione che non può essere rinviata: la sicurezza nei Pronto soccorso deve essere garantita prima che si verifichi l'ennesimo episodio grave, non affrontata soltanto dopo l'emergenza.
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