Cro Aviano, un infermiere per turno in Terapia intensiva. NurSind: ''Situazione insostenibile''
Carenza di personale, reperibilità e turni fino a 15 ore. Altavilla (NurSind): "Così si espongono professionisti e pazienti a rischi evitabili".
di Giuseppe Provinzano
"Quando in Terapia intensiva la presenza infermieristica si riduce fino a un solo professionista per turno, il problema non riguarda più soltanto la gestione delle ferie o la costruzione della turnistica. Riguarda la capacità di garantire continuità assistenziale, sicurezza e una risposta adeguata all'imprevisto. È su questo terreno che il NurSind Pordenone torna a sollevare il caso del Centro di riferimento oncologico (Cro) di Aviano, chiedendo un intervento urgente sull'attuale organizzazione".
Un solo infermiere in Terapia intensiva: l'allarme del NurSind
AVIANO, 18/08/2026 - Una Terapia intensiva chiamata a funzionare, in alcuni turni, con un solo infermiere anziché due. È la situazione denunciata dal NurSind Pordenone al Cro di Aviano, dove la carenza di personale si intreccia con la necessità di consentire le ferie estive e recuperare quelle accumulate negli anni precedenti.
La riduzione delle presenze avrebbe determinato una rimodulazione dell'organizzazione, accompagnata anche da una contrazione dei posti letto. Un assetto che il sindacato considera fragile, soprattutto quando l'attività clinica impone di affrontare situazioni improvvise o pazienti ad elevata complessità assistenziale.
A supporto della Terapia intensiva, in caso di necessità, è stato previsto anche il coinvolgimento degli infermieri del Centro trapianti. Ed è proprio su questo punto che il NurSind pone uno dei principali interrogativi.
«Pur riconoscendo pienamente il valore professionale dei colleghi coinvolti, la formazione sul campo non può essere considerata sufficiente per garantire la gestione completa di tutte le casistiche assistenziali proprie di una Terapia intensiva», evidenzia il NurSind Pordenone.
Il nodo diventa ancora più delicato nell'eventualità di un'emergenza interna all'Istituto: secondo quanto rappresentato dal sindacato, l'unico infermiere presente in Terapia intensiva potrebbe essere chiamato ad allontanarsi dal reparto, lasciando temporaneamente la gestione dei pazienti al professionista proveniente dal Centro trapianti.
Il “crash test”: un turno protratto fino all'una di notte
A mettere concretamente sotto pressione il nuovo assetto sarebbe stato un episodio verificatosi nei giorni scorsi. Un intervento chirurgico particolarmente complesso, durato circa 16 ore, ha reso necessario il successivo ricovero del paziente in Terapia intensiva per tre giorni.
Per garantire l'assistenza è stato necessario ricorrere ripetutamente al personale reperibile. In una circostanza, secondo quanto riferisce il sindacato, un infermiere entrato in servizio alle 10 avrebbe proseguito l'attività fino all'una della notte, arrivando quindi a circa 15 ore di servizio.
Il ricorso alle reperibilità avrebbe inoltre inciso sui necessari periodi di recupero, complicando ulteriormente la copertura dei turni. Per sostenere l'attività sarebbe stato impiegato anche l'infermiere diurno normalmente destinato all'ambulatorio degli accessi vascolari, con inevitabili ripercussioni sulle altre attività.
Per Gianluca Altavilla, segretario territoriale del NurSind Pordenone, quanto accaduto rappresenta la prova concreta della fragilità del modello.
«Questo episodio rappresenta il vero crash test dell'organizzazione messa in campo. La situazione avrebbe potuto essere affrontata attraverso le prestazioni aggiuntive, garantendo almeno il secondo infermiere nel turno notturno, come avviene per i medici rianimatori», afferma Altavilla.
E il sindacato sposta il confronto direttamente sul terreno della sicurezza:
«Invece si preferisce esporre il personale a responsabilità rilevanti, mettendo a rischio la sicurezza degli operatori e dei pazienti».
Il NurSind coinvolge l'ufficio legale
La vertenza non resta circoscritta al piano sindacale. Il NurSind Pordenone ha infatti annunciato di avere avviato, insieme al proprio ufficio legale, una valutazione dell'attuale organizzazione della Terapia intensiva.
Al centro dell'approfondimento ci sono gli eventuali profili di responsabilità civile e penale e le possibili conseguenze che un modello fondato su una presenza infermieristica così ridotta potrebbe produrre sulla sicurezza assistenziale e sulle responsabilità dei professionisti chiamati a operare in queste condizioni.
Una scelta che alza il livello della contestazione: per il sindacato non si tratta semplicemente di stabilire se un turno possa essere formalmente coperto, ma di comprendere se l'organizzazione garantisca realmente condizioni adeguate alla complessità di una Terapia intensiva.
Altavilla: «Gli infermieri vanno trattenuti, non spinti ad andarsene»
Alla carenza di organico si aggiunge un secondo fronte: quello economico. Il NurSind denuncia una marcata differenza tra gli incentivi riconosciuti alle diverse categorie di personale.
Secondo quanto riferito dal sindacato, per il personale amministrativo sarebbe previsto, nell'ambito di un progetto regionale finalizzato a contrastare la mobilità verso gli enti locali, un incentivo di 280 euro mensili, oltre a un ulteriore progetto del valore complessivo di 47 mila euro.
Per gli infermieri, invece, il riconoscimento indicato dal NurSind ammonterebbe a 350 euro l'anno, nonostante carenza di personale, aumento dei carichi assistenziali, reperibilità e crescente difficoltà nel garantire la turnistica.
«Siamo di fronte a una sproporzione che rischia di produrre l'effetto opposto a quello di cui oggi il Cro avrebbe bisogno: perdere altri infermieri», è la posizione del NurSind Pordenone.
Per Altavilla, infatti, la questione non è soltanto retributiva. Ogni professionista che lascia una struttura altamente specialistica porta con sé esperienza, competenze e conoscenze che non possono essere sostituite semplicemente coprendo una casella vuota nella pianta organica.
La richiesta alla direzione del Cro
Il NurSind Pordenone chiede quindi alla direzione del Centro di riferimento oncologico di Aviano di intervenire con urgenza, rivedendo l'attuale organizzazione della Terapia intensiva e assicurando una presenza infermieristica coerente con la complessità dei pazienti assistiti.
Il sindacato indica anche la possibilità di ricorrere alle prestazioni aggiuntive per sostenere i turni più critici e garantire la presenza del secondo infermiere, in particolare nelle ore notturne.
La questione posta dal NurSind, in definitiva, va oltre i numeri della turnistica: quanto può reggere un reparto ad alta intensità assistenziale quando la carenza di personale diventa il presupposto ordinario su cui costruire l'organizzazione?
Ad Aviano il sindacato ritiene che quel limite sia ormai stato raggiunto e chiede che si intervenga prima che l'emergenza organizzativa produca conseguenze sulla sicurezza dei professionisti e, soprattutto, dei pazienti.
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