Acqui Terme, 25 auto vandalizzate all'ospedale Galliano. NurSind: ''Situazione allarmante''
Pneumatici squarciati, specchietti distrutti e dipendenti esasperati. Il sindacato denuncia un'escalation di danneggiamenti nel parcheggio del Galliano e pretende interventi immediati dall'ASL.
di Giuseppe Provinzano
"Si entra in ospedale per prendersi cura degli altri, ma al termine del turno si rischia di trovare la propria automobile danneggiata. Ad Acqui Terme, quella che dovrebbe essere una normale area di parcheggio al servizio di operatori sanitari e mezzi aziendali è diventata teatro di ripetuti episodi di vandalismo. Venticinque veicoli colpiti in appena dieci mesi, secondo le segnalazioni raccolte dal sindacato. Una situazione che va ben oltre il danno materiale e che chiama in causa la sicurezza dei lavoratori, la tutela del patrimonio pubblico e la capacità di prevenire fenomeni che rischiano di diventare sistematici. A denunciare con forza quanto sta accadendo è il NurSind Alessandria, che chiede risposte concrete e tempi certi".
Ospedale Galliano, il parcheggio diventa un bersaglio: NurSind denuncia l'emergenza
ACQUI TERME (AL), 17/10/2026 – Non bastano i turni impegnativi, le responsabilità assistenziali e le difficoltà quotidiane di chi lavora in ospedale. Per diversi dipendenti del presidio ospedaliero Monsignor Galliano di Acqui Terme, alla fine della giornata lavorativa si aggiunge un'altra preoccupazione: ritrovare la propria automobile integra.
Una sequenza di danneggiamenti, che secondo le segnalazioni raccolte avrebbe interessato circa 25 veicoli nell'arco di dieci mesi, ha acceso l'allarme sulla sicurezza delle aree di sosta ospedaliere.
A portare pubblicamente la vicenda all'attenzione dell'Azienda sanitaria e delle istituzioni è il NurSind CGS di Alessandria, attraverso il segretario territoriale Salvatore Lo Presti, che denuncia una situazione sempre più preoccupante e sollecita un intervento urgente.
L'ultimo episodio, verificatosi nella notte tra giovedì e venerdì, avrebbe coinvolto nove veicoli: sette automezzi dell'Asl di Alessandria e due automobili appartenenti a dipendenti dell'ospedale.
Il bilancio comprende pneumatici tagliati e specchietti retrovisori danneggiati. Una modalità che, stando alle segnalazioni, si sarebbe ripetuta anche in precedenti episodi.
NurSind: «I lavoratori non possono vivere con questa preoccupazione»
Per il sindacato, il problema non può essere liquidato come una successione di episodi isolati. La frequenza dei danneggiamenti, soprattutto nel corso del 2026, rende necessario un intervento strutturato per garantire maggiore protezione a chi frequenta quotidianamente il presidio.
«Chi si reca in ospedale per garantire assistenza ai cittadini deve poter lavorare senza il timore di trovare, al termine del turno, la propria auto danneggiata», dichiara Salvatore Lo Presti, segretario territoriale NurSind Alessandria.
Il disagio non si esaurisce nella spesa necessaria per riparare un'automobile. Per un infermiere o un altro operatore sanitario, ritrovarsi con pneumatici inutilizzabili al termine di un turno può significare non riuscire a rientrare a casa, dover chiedere assistenza, affrontare costi imprevisti e compromettere l'organizzazione degli impegni personali e familiari.
«Ai costi delle riparazioni si aggiungono disagi, preoccupazione e difficoltà negli spostamenti. Non possiamo accettare che questa condizione diventi parte della quotidianità del personale», sottolinea Lo Presti.
Una posizione netta, che riporta al centro una questione spesso sottovalutata: la sicurezza dei lavoratori non termina sulla soglia del reparto, ma riguarda anche le condizioni degli spazi che il personale è chiamato a utilizzare durante la propria attività professionale.
Colpiti anche i mezzi dell'Asl: possibili ripercussioni sui servizi
A rendere ancora più delicato il quadro è il coinvolgimento degli automezzi aziendali.
Secondo quanto riferito dal NurSind, i danneggiamenti registrati nel periodo considerato avrebbero riguardato in misura pressoché equivalente veicoli privati dei dipendenti e mezzi appartenenti all'Azienda sanitaria.
Un elemento che amplia la portata del problema, perché la temporanea indisponibilità di un mezzo di servizio potrebbe determinare difficoltà operative e richiedere interventi di riparazione o sostituzione.
«La presenza di mezzi aziendali fra i veicoli colpiti rende necessaria anche una seria valutazione delle possibili conseguenze sull'organizzazione dei servizi», evidenzia il segretario territoriale del NurSind.
La vicenda, dunque, non riguarda soltanto la tutela dei beni personali, ma anche la salvaguardia delle risorse pubbliche e la continuità delle attività sanitarie.
Ogni automezzo aziendale danneggiato rappresenta un potenziale costo per la collettività e un possibile problema organizzativo, la cui effettiva incidenza deve essere verificata dall'Azienda.
Videosorveglianza, illuminazione e controlli: le richieste del NurSind
Di fronte al ripetersi degli episodi, il NurSind Alessandria chiede l'apertura di un confronto urgente con la Direzione dell'Asl e con le autorità competenti, affinché venga definito un piano di prevenzione capace di contrastare nuovi danneggiamenti.
Le richieste riguardano il potenziamento dei controlli nelle aree di parcheggio, la verifica dell'illuminazione esterna, una maggiore attenzione alla regolamentazione degli accessi e la valutazione di sistemi di videosorveglianza adeguati.
Non meno importante, secondo l'organizzazione sindacale, è la necessità di predisporre una procedura semplice e immediata per consentire ai dipendenti di segnalare eventuali nuovi episodi e ricevere indicazioni sulle iniziative da intraprendere.
«La tutela dei lavoratori e la protezione dei beni pubblici richiedono una risposta coordinata», ribadisce Lo Presti, chiedendo che il personale venga informato degli interventi programmati e dei relativi tempi di attuazione.
Per il sindacato, infatti, non sarebbe sufficiente un generico impegno a rafforzare la sicurezza. Occorrono misure verificabili, responsabilità definite e un percorso che consenta di valutare l'effettiva efficacia delle soluzioni adottate.
Nessuna caccia ai responsabili: NurSind prende le distanze dalle indiscrezioni
La ripetitività degli atti vandalici avrebbe alimentato, tra il personale ospedaliero, alcune indiscrezioni sulla possibile identità degli autori.
In particolare, sarebbero circolate ipotesi relative a un eventuale coinvolgimento di ex dipendenti. Si tratta, tuttavia, di voci prive di riscontri accertati, dalle quali il NurSind prende esplicitamente le distanze.
«Non è intenzione del sindacato alimentare sospetti né attribuire responsabilità sulla base di indiscrezioni circolanti all'interno del presidio. L'accertamento dei fatti e l'individuazione degli autori spettano agli inquirenti», chiarisce il sindacato.
Una precisazione necessaria per evitare che il clima di preoccupazione possa trasformarsi in una ricerca di colpevoli fondata su supposizioni.
La priorità, per il NurSind, rimane impedire che si verifichino ulteriori danneggiamenti, senza interferire con le eventuali attività di accertamento delle autorità competenti.
La sicurezza non può diventare un problema privato dei dipendenti
La denuncia proveniente da Acqui Terme apre una riflessione più ampia sulla protezione degli operatori sanitari e delle infrastrutture ospedaliere.
Chi garantisce un servizio pubblico essenziale deve poter contare su condizioni di sicurezza adeguate anche negli spazi esterni utilizzati per raggiungere il luogo di lavoro.
Il ripetersi di episodi vandalici rischia di alimentare un senso di vulnerabilità e sfiducia, soprattutto tra chi termina il proprio turno nelle ore notturne e deve raggiungere il parcheggio per rientrare a casa.
La richiesta del NurSind Alessandria è quindi chiara: passare dalle segnalazioni agli interventi, individuando soluzioni concrete per proteggere lavoratori e mezzi aziendali.
Perché venticinque veicoli danneggiati in dieci mesi, se il dato segnalato sarà confermato, non possono essere considerati un inconveniente ordinario.
E soprattutto perché il personale sanitario, dopo essersi occupato della salute dei cittadini, non dovrebbe essere costretto a preoccuparsi anche della sicurezza della propria automobile.
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