Caserta, infermiere colto da malore rischia sanzioni. NurSind chiede un'indagine
Dopo la notte di tensione del 10 ottobre, nuove contestazioni sulla gestione del personale all'AORN Caserta. Il NurSind denuncia il rischio di un procedimento disciplinare e chiede verifiche anche su quanto accaduto in Gastroenterologia.
di Giuseppe Provinzano
"Un infermiere che accusa un malore durante un turno particolarmente teso, una Terapia Intensiva privata di una risorsa assistenziale e, adesso, persino l'ipotesi di un procedimento disciplinare nei confronti dello stesso professionista.
La vicenda dell'ospedale di Caserta assume contorni ancora più controversi. Quella che inizialmente sembrava una disputa sulla gestione delle carenze di personale si sta trasformando in un caso che investe direttamente la sicurezza delle cure, le responsabilità organizzative e la tutela dei lavoratori.
Il NurSind Caserta torna all'attacco e chiede alla Direzione Aziendale di fare piena luce sulle decisioni assunte nella notte del 10 ottobre. Perché, quando un'organizzazione sanitaria arriva a gestire le emergenze sottraendo personale a reparti già impegnati nell'assistenza di pazienti critici, la questione non riguarda più soltanto i turni. Riguarda il modello stesso di gestione dell'assistenza".
IL CASO CASERTA: DAL MALORE ALL'IPOTESI DI PROVVEDIMENTI DISCIPLINARI
CASERTA, 20/10/2026 – Non si placa la polemica all'Azienda Ospedaliera Sant'Anna e San Sebastiano dopo gli episodi verificatisi nella notte del 10 ottobre all'interno della Terapia Intensiva Cardiovascolare.
A riaccendere lo scontro è una nuova iniziativa della Segreteria Territoriale NurSind Caserta, guidata da Antonio Eliseo, che ha trasmesso ai vertici aziendali una formale richiesta di chiarimenti e accertamenti sulle modalità di gestione del personale infermieristico.
Al centro della contestazione rimane il trasferimento temporaneo di un infermiere dalla Terapia Intensiva alla Cardiochirurgia, disposto durante un turno già caratterizzato da un elevato carico assistenziale.
Ma emerge un ulteriore elemento che rende la vicenda particolarmente delicata.
Secondo quanto riferito dal sindacato, nella relazione predisposta dal referente del Servizio Infermieristico Tecnico e Riabilitativo Aziendale (SITRA) sarebbe stata avanzata anche la richiesta di avviare un procedimento disciplinare nei confronti dell'infermiere che, durante il confronto sulle disposizioni organizzative, aveva accusato un malore ed era stato trasferito al Pronto Soccorso.
Una circostanza che, qualora confermata, aprirebbe un ulteriore fronte di confronto tra organizzazione aziendale e rappresentanza sindacale.
Al momento si tratta di una richiesta di cui riferisce il NurSind, non di un procedimento disciplinare già avviato né tantomeno di una sanzione adottata.
OTTO PAZIENTI CRITICI E UN INFERMIERE TRASFERITO: LA CONTESTAZIONE DEL NURSIND
La ricostruzione sindacale riporta l'attenzione alle condizioni nelle quali sarebbe maturata la decisione di spostare il personale.
Nella Terapia Intensiva Cardiovascolare risultavano ricoverati, o in fase di presa in carico, otto pazienti su nove posti letto disponibili, assistiti inizialmente da quattro infermieri.
Una dotazione che, secondo il NurSind, rispondeva alle necessità di un reparto caratterizzato da elevata complessità clinica e assistenziale.
La richiesta proveniente dal SITRA avrebbe imposto di individuare una soluzione per garantire la copertura di un'altra unità operativa in difficoltà.
Il confronto tra il personale in servizio e il referente aziendale sarebbe progressivamente diventato particolarmente acceso, fino al malore accusato da uno degli infermieri.
Nonostante la situazione, nella stessa serata sarebbe stato formalizzato un ordine di servizio per trasferire temporaneamente un professionista alla UOC di Cardiochirurgia, dalle 21.40 fino alle 8 del mattino successivo.
Il provvedimento avrebbe determinato una riduzione del 25% dell'organico inizialmente previsto, passando da quattro a tre infermieri per otto pazienti, con un rapporto di circa 2,67 degenti per operatore. La contemporanea assenza del professionista colto da malore avrebbe inoltre determinato, secondo la precedente ricostruzione, una temporanea presenza di appena due infermieri.
Per il NurSind, il trasferimento di personale da un'area intensiva già impegnata nell'assistenza di pazienti ad alta complessità richiede una preventiva e documentata valutazione dei rischi, non potendo essere considerato una semplice soluzione amministrativa a una carenza di organico.
Il sindacato richiama il parametro assistenziale di un infermiere ogni due pazienti nelle Terapie Intensive, contestando la sostenibilità dello spostamento disposto.
Un riferimento che deve comunque essere valutato rispetto alla complessità dei pazienti, agli standard assistenziali applicabili e all'effettiva organizzazione del reparto.
NON SOLO TERAPIA INTENSIVA: IL CASO DELLA GASTROENTEROLOGIA
La nuova denuncia del NurSind allarga il perimetro delle criticità anche a un altro settore dell'ospedale.
Sempre nella notte del 10 ottobre, presso la Gastroenterologia, si sarebbe verificata un'ulteriore situazione organizzativa contestata.
Secondo quanto segnalato, nonostante fosse già conosciuta l'assenza di un operatore, il referente SITRA avrebbe disposto verbalmente che un unico infermiere garantisse, per l'intero turno notturno di dodici ore, sia l'assistenza ai pazienti ricoverati sia la gestione delle urgenze provenienti dal Pronto Soccorso nell'ambito della rete delle emorragie digestive.
Una disposizione che solleva interrogativi non soltanto sulla sostenibilità dei carichi di lavoro, ma anche sulla continuità assistenziale e sulla necessità di garantire competenze specifiche nei percorsi clinici specialistici.
Per il sindacato, episodi di questo tipo rischiano di alimentare una concezione del personale infermieristico come risorsa indistintamente trasferibile, senza un'adeguata considerazione delle competenze maturate nelle diverse aree assistenziali.
Un infermiere di Terapia Intensiva, di Gastroenterologia o di Endoscopia non può essere considerato automaticamente intercambiabile senza valutare preparazione, competenze e condizioni operative.
NURSIND CASERTA CHIAMA IN CAUSA L'ORGANIZZAZIONE DEL SITRA
Nella nuova contestazione, il NurSind Caserta pone anche una questione relativa all'efficacia dell'organizzazione del servizio infermieristico aziendale.
Secondo quanto riportato dal sindacato, il SITRA disporrebbe di sei referenti dedicati alle attività organizzative, per i quali viene indicato un costo aziendale complessivo di circa 36mila euro annui.
Un dato economico riferito dall'organizzazione sindacale, che necessita di riscontro documentale, ma che viene richiamato per porre un interrogativo preciso: come vengono programmate e gestite le carenze di personale e perché situazioni prevedibili arrivano a richiedere interventi urgenti durante i turni notturni?
La contestazione del NurSind riguarda l'efficacia della programmazione aziendale: le carenze conosciute in anticipo, secondo il sindacato, non dovrebbero tradursi in trasferimenti improvvisi capaci di compromettere l'equilibrio assistenziale di altri reparti.
Il tema, dunque, non è soltanto quello delle risorse disponibili, ma anche della loro distribuzione e delle responsabilità connesse alle decisioni organizzative.
CHIESTI DOCUMENTI, VERIFICHE E UN'INDAGINE INTERNA
La Segreteria Territoriale NurSind, attraverso il segretario Antonio Eliseo, ha chiesto l'acquisizione della documentazione relativa alla notte del 10 ottobre.
L'organizzazione sindacale vuole verificare i prospetti di turno, le relazioni predisposte dai responsabili coinvolti e le eventuali valutazioni del rischio che avrebbero preceduto il trasferimento del personale dalla Terapia Intensiva Cardiovascolare.
La richiesta coinvolge direttamente la Direzione Sanitaria e il Risk Management aziendale, chiamati a chiarire la sostenibilità assistenziale delle disposizioni adottate.
Il NurSind chiede che venga accertato chi abbia autorizzato il trasferimento dell'infermiere, quali valutazioni siano state effettuate e se siano state garantite condizioni di sicurezza adeguate ai pazienti rimasti in Terapia Intensiva.
L'iniziativa punta inoltre a chiarire le circostanze della presunta richiesta di procedimento disciplinare nei confronti del professionista colto da malore e le modalità di gestione della contemporanea criticità segnalata in Gastroenterologia.
IL PERSONALE NON PUÒ DIVENTARE LA VARIABILE DI AGGIUSTAMENTO DELLE CARENZE
La vicenda dell'AORN Caserta solleva una questione che va oltre il singolo episodio.
Quando una carenza di personale viene affrontata attraverso lo spostamento di infermieri già impegnati in altri reparti, il rischio è quello di trasferire la criticità anziché risolverla.
Nelle strutture ad alta intensità assistenziale, ogni decisione organizzativa deve tenere conto della complessità clinica, delle competenze professionali e della necessità di garantire risposte tempestive ai bisogni dei pazienti.
Il NurSind Caserta chiede adesso che le contestazioni trovino risposte documentate e che vengano chiarite le responsabilità delle decisioni assunte.
Resta naturalmente necessario acquisire anche la posizione dell'Azienda Ospedaliera e dei responsabili chiamati in causa, affinché la ricostruzione degli eventi possa essere completa.
Ma una domanda rimane centrale: se per garantire l'assistenza in un reparto è necessario sottrarre personale a una Terapia Intensiva già impegnata con otto pazienti critici, il problema è davvero l'emergenza di quella notte oppure una carenza strutturale di programmazione?
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