Alessandria, ospedale in stato di agitazione. NurSind: ''Basta sacrifici degli infermieri''
Due assemblee il 23 ottobre. Il NurSind denuncia carenze di organico, carichi di lavoro insostenibili e attività chirurgiche superiori alla capacità assistenziale dei reparti.
di Giuseppe Provinzano
"Reparti sotto pressione, personale insufficiente e una programmazione chirurgica che, secondo il sindacato, non tiene conto delle reali risorse assistenziali. Ad Alessandria il malcontento degli operatori sanitari si trasforma in mobilitazione. Il NurSind di Alessandria denuncia un sistema che continua a chiedere agli infermieri di colmare con la propria disponibilità carenze organizzative che richiederebbero interventi strutturali".
La sanità non può reggersi sul sacrificio degli infermieri
ALESSANDRIA, 21 ottobre 2026 – Sale la tensione all'Azienda Ospedaliero-Universitaria di Alessandria. Nell'ambito dello stato di agitazione del personale, la segreteria territoriale NurSind CGS di Alessandria ha convocato per venerdì 23 ottobre due assemblee sindacali, dalle 12 alle 14 e dalle 14 alle 16.
Al centro della protesta, la grave carenza di personale, l'aumento dei carichi di lavoro e una programmazione chirurgica che, secondo il sindacato, supera la capacità assistenziale di reparti già sottodimensionati rispetto ai parametri AGENAS.
A queste criticità si aggiunge il mancato equo riconoscimento economico delle prestazioni aggiuntive, richieste ai professionisti per garantire la continuità dei servizi.
Il NurSind contesta un modello organizzativo che finisce per scaricare sugli operatori il peso delle insufficienze strutturali.
«Non è accettabile continuare a chiedere al personale sanitario di compensare con sacrifici individuali le carenze organizzative e di organico».
Una posizione che richiama direttamente la responsabilità della Direzione aziendale. Per il sindacato, infatti, l'attività chirurgica deve essere proporzionata alla disponibilità effettiva di personale, affinché l'incremento delle prestazioni non comprometta la sicurezza dell'assistenza.
Durante le assemblee saranno garantite le prestazioni indispensabili, mentre le attività ordinarie differibili dovranno essere rimodulate dall'Azienda, con possibili ripercussioni sulla programmazione.
Il NurSind chiede che la tutela dei lavoratori e la sicurezza dei pazienti tornino al centro delle scelte organizzative.
La mobilitazione del 23 ottobre rappresenta dunque un segnale rivolto ai vertici ospedalieri: non è possibile continuare a garantire i servizi facendo affidamento esclusivamente sulla disponibilità degli infermieri.
Perché il sacrificio dei professionisti non può diventare la soluzione permanente alla carenza di personale.
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