Avezzano, accesso ambulanze bloccato da anni. NurSind: ''Soccorsi a rischio''
Una delle due porte del Pronto Soccorso è fuori servizio da tempo. Il NurSind L’Aquila denuncia i possibili ritardi nelle emergenze e il mancato intervento dell’ASL 1 Abruzzo, nonostante le segnalazioni.
di Giuseppe Provinzano
"In un Pronto Soccorso ogni secondo può fare la differenza. E quando un’ambulanza arriva con un paziente in condizioni critiche, anche un accesso bloccato può trasformarsi in un ostacolo alla tempestività dell’assistenza. All’ospedale di Avezzano, secondo quanto denunciato dal NurSind L’Aquila, una delle due porte destinate al transito dei mezzi di soccorso sarebbe inutilizzabile da anni. Una criticità conosciuta, segnalata e, stando al sindacato, ancora irrisolta. A preoccupare non è soltanto il guasto, ma soprattutto l’assenza di risposte a una situazione che coinvolge direttamente la sicurezza dei pazienti e le condizioni di lavoro degli operatori sanitari".
Una porta fuori servizio da anni, l'allarme del NurSind
AVEZZANO, 21 ottobre 2026 – Un accesso alle ambulanze bloccato da anni, ripetute segnalazioni degli operatori e nessun intervento risolutivo. È quanto denuncia la Segreteria territoriale NurSind L’Aquila, guidata da Antonio Santilli, che torna ad accendere i riflettori sulle condizioni di accessibilità del Pronto Soccorso dell'ospedale di Avezzano.
Al centro della vicenda c’è una delle due porte utilizzate per l’ingresso e l’uscita delle ambulanze, che risulterebbe fuori servizio da lungo tempo. Una condizione che, secondo il sindacato, rischia di interferire con la regolare gestione delle emergenze, soprattutto nei momenti di maggiore afflusso dei mezzi di soccorso.
Già il 26 settembre scorso, il NurSind aveva formalmente rappresentato la problematica ai vertici dell’ASL 1 Abruzzo, coinvolgendo la Direzione sanitaria aziendale, la Direzione medica del presidio, il Servizio prevenzione e protezione e le strutture tecniche competenti.
Una segnalazione dettagliata, accompagnata dalla richiesta di interventi risolutivi, alla quale, secondo l’organizzazione sindacale, non sarebbe seguito alcun risultato concreto.
Il rischio di rallentare i soccorsi
Il problema, sottolinea il NurSind, va ben oltre il semplice malfunzionamento di una porta. In un’area nevralgica come quella di accesso al Pronto Soccorso, la disponibilità di percorsi adeguati rappresenta una condizione essenziale per assicurare la rapidità degli interventi.
La concentrazione dei flussi su un unico varco potrebbe determinare congestioni, difficoltà nelle manovre e rallentamenti nella presa in carico dei pazienti, con particolare preoccupazione per le emergenze classificate con maggiore priorità.
Il sindacato richiama l'attenzione sulle possibili conseguenze:
«La limitazione degli accessi in un'area critica come quella del triage e dell'arrivo delle emergenze può compromettere la tempestività della presa in carico dei pazienti in codice rosso e giallo».
A subire le conseguenze della situazione sarebbero anche gli operatori impegnati quotidianamente nell’emergenza-urgenza. Medici, infermieri, personale tecnico e autisti soccorritori sarebbero costretti a gestire il movimento dei mezzi e dei pazienti in spazi potenzialmente congestionati, con un ulteriore aggravio delle condizioni di lavoro.
Sicurezza degli operatori e responsabilità organizzative
Nella denuncia emerge anche un secondo aspetto: il rispetto delle disposizioni in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro.
Il NurSind richiama espressamente il D.Lgs. 81/2008, sollevando interrogativi sull’adeguatezza dei percorsi di accesso e sulla gestione dei flussi di emergenza sanitaria.
Non si tratta, dunque, soltanto di ripristinare la funzionalità di un ingresso, ma di verificare che l’organizzazione degli spazi garantisca condizioni operative compatibili con la sicurezza dei lavoratori e delle persone assistite.
La presenza di un unico accesso funzionante, secondo il sindacato, costituisce una criticità che merita una valutazione tempestiva da parte dei responsabili aziendali.
Santilli (NurSind): «Un allarme rimasto senza risposta»
A distanza di settimane dalla comunicazione formale, la Segreteria territoriale NurSind L’Aquila decide di rendere pubblica la vicenda.
Il segretario territoriale Antonio Santilli denuncia la mancata soluzione di una problematica che, a giudizio dell’organizzazione, avrebbe dovuto ricevere ben altra attenzione.
«Il grido di allarme lanciato da questa Segreteria è rimasto privo di seguito, nonostante la rilevanza della situazione».
Da qui la decisione di rivolgersi agli organi di informazione, nella speranza che l'attenzione pubblica possa accelerare gli interventi.
«Lanciamo nuovamente questo allarme attraverso la stampa per sollecitare un'attenzione che finora l'Azienda non ha mostrato su un motivo di preoccupazione così rilevante».
Un problema tecnico che diventa una questione di assistenza
La vicenda sollevata dal NurSind pone una questione che riguarda l’intera organizzazione dell’emergenza ospedaliera: quanto può restare irrisolta una criticità strutturale in un servizio dove la tempestività rappresenta un requisito fondamentale?
Il sindacato chiede, nei fatti, che venga superata una condizione di precarietà operativa che si protrarrebbe da anni.
Resta ora da conoscere quali interventi l’ASL 1 Abruzzo intenda adottare e con quali tempistiche per ripristinare la piena funzionalità degli accessi.
Perché un ingresso alle ambulanze non è un elemento secondario dell’infrastruttura ospedaliera. È parte integrante della catena del soccorso. E quando quella catena incontra un ostacolo, la sicurezza dell'assistenza deve tornare al centro delle priorità.
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