Iscriviti alla newsletter

Automedica della Piana fiorentina, NurSind: ''Servono regole chiare e sicurezza''

Giuseppe Provinzanodi
Giuseppe Provinzano
Pubblicato il: 26/10/2026

NurSind dal territorioToscana

 

Il Coordinamento Toscana Centro del sindacato delle professioni infermieristiche interviene a pochi giorni dall'attivazione del servizio: sotto osservazione i turni degli autisti soccorritori, l'autonomia operativa degli infermieri e la gestione delle emergenze quando l'équipe sanitaria si divide.


di Giuseppe Provinzano

"Un nuovo servizio di emergenza territoriale rappresenta un'opportunità per rafforzare la risposta sanitaria ai bisogni della popolazione. Ma l'efficienza di un sistema di soccorso non si misura soltanto attraverso la disponibilità dei mezzi e la rapidità degli interventi. A fare la differenza sono anche l'organizzazione del lavoro, la sicurezza dei professionisti e la chiarezza delle procedure.

È proprio su questi aspetti che il NurSind Toscana Centro richiama l'attenzione dell'Azienda sanitaria, ponendo interrogativi che riguardano direttamente la sicurezza delle équipe e la qualità dell'assistenza.

La questione non è mettere in discussione il nuovo servizio, ma assicurarsi che possa funzionare senza lasciare operatori e pazienti esposti a rischi evitabili".


Automedica della Piana fiorentina, il NurSind accende i riflettori sulle criticità

FIRENZE, 26 OTTOBRE 2026 – L'avvio dell'automedica della Piana fiorentina riporta al centro del dibattito l'organizzazione dell'emergenza sanitaria territoriale. A pochi giorni dall'attivazione del servizio, il Coordinamento Toscana Centro del NurSind chiede all'Asl Toscana Centro un confronto sulle condizioni operative del personale e sulle procedure da adottare nelle situazioni più complesse.

Due i principali nodi individuati dal sindacato: la verifica delle condizioni di riposo degli autisti soccorritori e la definizione di protocolli precisi quando medico e infermiere si trovano a operare separatamente.

Questioni che, secondo il NurSind, non possono essere lasciate alla discrezionalità dei singoli professionisti, soprattutto in un sistema nel quale ogni decisione può incidere sulla tempestività e sulla sicurezza del soccorso.

Autisti soccorritori, il rischio affaticamento diventa una questione di sicurezza

Il primo fronte riguarda gli autisti soccorritori messi a disposizione dalle associazioni di volontariato.

Guidare un mezzo di emergenza richiede attenzione, prontezza di riflessi e condizioni psicofisiche adeguate. Il rischio legato all'affaticamento, soprattutto quando non esistono strumenti sufficientemente strutturati per verificarne la presenza, rappresenta un elemento che merita particolare attenzione.

Per il NurSind, la prevenzione deve iniziare prima ancora che il mezzo entri in servizio.

«Chiediamo di affrontare la questione al tavolo di confronto con l'Asl Toscana Centro, individuando strumenti adeguati per verificare le condizioni di riposo degli autisti prima dell'inizio del servizio e criteri più rigorosi per la gestione dei turni. L'obiettivo è prevenire situazioni di affaticamento che possano compromettere la capacità di guida e la sicurezza degli interventi».

Una richiesta che punta a introdurre criteri verificabili nella gestione dei turni e nella valutazione delle condizioni di servizio, con l'obiettivo di tutelare tanto chi si trova alla guida quanto i professionisti sanitari trasportati e gli altri utenti della strada.

Quando il medico accompagna il paziente, cosa può fare l'infermiere sull'automedica?

È il secondo punto sollevato dal NurSind a investire direttamente l'organizzazione dell'assistenza infermieristica.

Nel corso di un intervento può verificarsi la necessità che il medico accompagni un paziente critico in ambulanza verso l'ospedale, lasciando sull'automedica l'infermiere insieme all'autista soccorritore.

Una configurazione operativa che apre interrogativi sulla gestione delle successive richieste di intervento, sulle competenze esercitabili e sulle procedure da seguire.

Quali emergenze può affrontare l'infermiere in assenza del medico a bordo? Quali interventi sono previsti dai protocolli? Come viene disciplinata la somministrazione dei farmaci?

Domande alle quali, secondo il sindacato, devono corrispondere indicazioni aziendali formalizzate, capaci di assicurare uniformità organizzativa e tutela professionale.

«Chiediamo all'Asl di chiarire quali tipologie di intervento possano essere assegnate all'automedica quando è presente il solo infermiere, quali siano i limiti operativi e quali procedure debbano essere applicate nei diversi scenari clinici, con particolare attenzione alla somministrazione dei farmaci in emergenza».

Il tema riguarda anche il riconoscimento delle competenze infermieristiche nell'emergenza territoriale.

L'autonomia professionale deve potersi esprimere all'interno di percorsi assistenziali definiti, sostenuti da protocolli appropriati e da un'organizzazione capace di garantire continuità clinica e supporto decisionale.

L'assenza di indicazioni chiare rischierebbe, al contrario, di produrre incertezze operative proprio nei momenti in cui la rapidità delle decisioni diventa determinante.

Attrezzature e comunicazioni: l'automedica deve restare operativa anche con l'équipe divisa

Il Coordinamento Toscana Centro richiama inoltre l'attenzione sulle dotazioni sanitarie presenti a bordo.

Quando medico e infermiere si separano per esigenze assistenziali, parte delle apparecchiature e dei dispositivi potrebbe essere trasferita sull'ambulanza impegnata nel trasporto del paziente.

Diventa quindi essenziale verificare che l'automedica conservi materiali e attrezzature adeguati alle attività che è autorizzata a svolgere nella nuova configurazione operativa.

Non si tratta soltanto di disponibilità tecnologica, ma della necessità di assicurare coerenza tra missioni assegnate, competenze professionali e strumenti effettivamente utilizzabili.

Un altro elemento considerato indispensabile dal NurSind riguarda il collegamento con la centrale operativa 118.

La possibilità di comunicare tempestivamente con il medico della centrale, soprattutto davanti a situazioni cliniche complesse o a decisioni che richiedono un confronto, deve essere garantita attraverso procedure organizzative definite.

Protocolli, comunicazioni e dotazioni devono costituire un sistema integrato, evitando che eventuali carenze ricadano sui singoli professionisti chiamati a gestire l'emergenza.

NurSind: «Non si possono chiedere responsabilità senza garantire regole certe»

Il sindacato chiarisce che l'intervento non rappresenta una contestazione dell'attivazione dell'automedica, ma una richiesta di garanzie affinché il servizio possa consolidarsi in condizioni di sicurezza.

Il Coordinamento Toscana Centro sollecita pertanto l'Asl ad affrontare le questioni in un tavolo di confronto, individuando soluzioni concrete e verificabili.

«Le questioni sollevate non intendono mettere in discussione l'avvio del servizio, ma contribuire a renderlo sicuro, efficace e sostenibile per tutti i professionisti coinvolti. Per noi la priorità è chiara: non si può chiedere agli operatori di assumersi responsabilità senza garantire loro regole certe, strumenti adeguati e una cornice organizzativa che li tuteli».

La richiesta conclusiva è quella di ottenere dall'Azienda sanitaria risposte concrete, impegni verificabili e tempi definiti, evitando che le criticità evidenziate rimangano senza una soluzione organizzativa.

La sicurezza dell'emergenza territoriale parte dall'organizzazione

La vicenda dell'automedica della Piana fiorentina pone una questione che supera i confini del singolo servizio.

L'evoluzione dei modelli di soccorso territoriale, con équipe flessibili e professionisti chiamati a intervenire in contesti sempre più articolati, richiede un aggiornamento costante delle procedure e delle responsabilità organizzative.

Non basta attivare un nuovo mezzo di soccorso: occorre garantire che ogni componente dell'équipe sappia esattamente come operare, con quali strumenti e attraverso quali percorsi decisionali.

È su questo terreno che si concentra l'iniziativa del NurSind Toscana Centro.

La sfida, adesso, passa all'Asl Toscana Centro, chiamata dal sindacato a chiarire le condizioni operative del servizio e a fornire risposte sulle garanzie richieste.

Perché nell'emergenza sanitaria la sicurezza non può dipendere dall'improvvisazione, ma deve essere il risultato di un'organizzazione capace di prevenire i rischi prima che si trasformino in problemi reali.