Sono 1.858 i posti per gli insegnanti di sostegno che non sono stati dati in ruolo e, metà dei quasi 17 mila alunni disabili non avranno l’insegnante specializzato a suo fianco ma, soluzioni di fortuna.

Siamo a Belluno, dove la soluzione di fortuna è stata quella di reclutare gli infermieri in sostituzione degli insegnanti di sostegno.

Soluzione sicuramente che dimostra di voler risolvere quello che è un disagio per gli alunni disabili, una soluzione lodevole ma inadatta per la formazione scolare.

Negli ospedali mancano gli infermieri, nelle scuole mancano gli insegnanti.

Le istituzioni che fanno di un Paese un Paese Civile, sono a corto di organico, negando così alla popolazione due Diritti fondamentali, quello alla Salute e quello all’Istruzione.

Mancano gli insegnati specializzati, e così Belluno ha deciso di ricorrere agli insegnanti “comuni” ed agli infermieri.

Il caos è la risultante del blocco del turnover che ha caratterizzato anche la scuola ed ancora, il numero chiuso delle università che non garantisce un numero adeguato di insegnanti, ed infine il mancato bando di concorso che dovrebbe vedere la luce entro la fine del 2018 che volge ormai al termine.

 

Da il Gazzettino