"Non è più concepibile che dopo 12 anni ancora si cerca di tergiversare su una situazione contrattuale bloccata dalla parte datoriale, senza che i Sindacati Confederali seduti sul tavolo riescono a smuovere una situazione oramai bloccata e senza una apparente via d’uscita in tempi brevi".

Lo afferma attraverso un comunicato il NurSind di Roma attraverso il segretatio territoriali Stefano Barone ed il responsabile della santà privata, Ivan Stivali, sostenendo che oramai da molto tempo gli infermieri del settore privato  in molte realtà lavorano in condizioni inaccettabili,  con enormi responsabilità e sopratutto demansionati, che gravano quotidianamente sulla loro pelle.

Il NurSind punta il dito contro le OO.SS. confederali ed afferma: "è intollerabile uscire dal letargo decennale e sbandierare una protesta che poteva essere allargata a tutte quelle sigle sindacali che rappresentano in modo democratico tutti i lavoratori di una sanità, quella privata, distante decenni da quella pubblica sia in chiave normativa che economica".

"Si è persa oggi una buona occasione per far capire alla parte datoriale come lo sciopero del 14 Dicembre senza la partecipazione delle sigle autonome oramai presenti in forza nel privato sia uno sciopero limitativo a dimostrazione - puntualizzano i responsabili del NurSind -  di come sia difficile per qualcuno comprendere come il vento stia cambiando nel principio di una rappresentanza sindacale che riproduca nella sua totalità la volontà de lavoratori. Gli infermieri della sanità PRIVATA non sono infermieri di serie B.  Sappiamo da tempo oramai come i Sindacati “scomodi” che denunciano contesti a volte insostenibili non sono in assoluto i ben accetti ma tutto questo non ci frenerà nel nostro obbiettivo primario ovvero restare al fianco dei Lavoratori e delle loro lotte per un lavoro più degno e decorosamente retribuito nel settore della sanità’ privata".

Il NurSind - si legge nella nota a conclusione  - non “si ritira sull’Aventino”, anzi, continuerà la lotta come sempre coerente con i lavoratori nel denunciare ciò che gli stessi ci chiedono ovvero delle condizioni di lavoro dignitose nella speranza che il prossimo contratto non sia lo specchio offuscato di quello pessimo firmato recentemente nella sanità pubblica.