L’INAIL ha presentato dati allarmanti, le denunce di infortunio sul lavoro con esito mortale  nei primi nove mesi di quest’anno sono state 834, 65 in più rispetto alle 769 denunciate nell’analogo periodo del 2017 (+8,5%).

L’aumento è dovuto soprattutto all’elevato numero di decessi avvenuti lo scorso mese di agosto rispetto all’agosto 2017 (109 contro 65), alcuni dei quali causati da incidenti “plurimi”, ovvero quelli che causano contemporaneamente la morte di due o più lavoratori. Tra gli eventi più tragici di quest’anno, il crollo del ponte Morandi a Genova e gli incidenti stradali avvenuti a Lesina e a Foggia, in cui hanno perso la vita numerosi braccianti.

L’INAIL ad ottobre con l’obiettivo di fornire uno strumento formativo, ha pubblicato un documento (allegato) contenente indicazioni tecniche-organizzative per affrontare le emergenze e limitare le conseguenze più gravi degli infortuni nelle aziende. Un vademecum, poco pubblicizzato ma estremamente importante, con nozioni di Primo soccorso e tecniche rianimatorie, BLSD, Manovra di Heimlich, ecc.. Perché anche il primo soccorso aziendale deve configurarsi come un processo integrato nel sistema di prevenzione e riduzione degli infortuni.

Una progettualità dove l’infermiere ha nella sua professionalità le competenze necessarie alla creazione di un sistema efficace di primo soccorso in azienda.

I contenuti disciplinari del sapere infermieristico e profilo normativo (D.M. 739/94) lo colloca, infatti, anche negli ambienti e collettività ove sia significativo contribuire positivamente a realizzare ambienti sani e sicuri. L’infermiere in questo contesto opera attraverso strategie educative e formative che hanno lo scopo di aumentare l’assunzione di comportamenti responsabili e migliorare la percezione del rischio da parte dei lavoratori. Le conseguenze ed i risultati sono certi, diminuzione degli infortuni e degli esiti infausti connessi.

 La prevenzione ed educazione sanitaria è ancora oggi la “cenerentola” del Servizio Sanitario Nazionale. Una “figlia” considerata ingiustamente “minore” che ha potenzialità infinite nel garantire benefici oggettivi sulla salute collettiva e individuale con risparmi e influenze positive considerevoli sull’intero sistema sociale.

Una “favola” in cui l’infermiere potrebbe essere co-protagonista, progetti reali che hanno evidenze scientifiche accreditate aspettano solo “un editore, principe azzurro” che possa crederci ed investirci.

Sperando che la metafora sia comprensibile, rammentiamo ai politici che gli infermieri italiani sono tra i migliori in Europa e che lo spreco di risorse e competenze è un delitto che purtroppo pagheremo tutti.

 

alg-pubbl-primo-soccorso-luoghi-di-lavoro.pdf

 

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