Il lattice è diventato uno dei fattori eziologici di asma professionale più frequente nell'ultimo decennio, e colpisce maggiormente gli operatori sanitari.

Cos’è il lattice

Il lattice è un'emulsione di aspetto lattiginoso e consistenza collosa, generalmente di colore bianco che viene estratta dall'albero di gomma, Hevea brasiliensis.

La gomma isolata dal lattice è il materiale naturale più elastico che si conosca. Fondamentale caratteristica è la naturale e istantanea capacità di riassumere la forma originale quantunque sottoposto a pressione o allungamento. Per tale ragione è il miglior prodotto per produrre guanti per uso medico o materassi ergo-anatomici.

Secondo studi condotti dai medici allergologhi dell'Ospedale Regina Margherita di Torino, il 2,5% della popolazione può essere allergica al lattice di gomma; nel 1979 fu pubblicato il primo caso di allergia al lattice.

La storia

L’utilizzazione industriale della gomma, ha mosso i suoi primi passi dopo la scoperta fortuita da parte di Charles Goodyear nel 1839 del processo di v u l - c a n i z z a z i o n e della gomma che consiste in un trattamento ad alte temperature con zolfo, in modo che il manufatto acquisti le caratteristiche dello stato elastico, maggiore resistenza alla trazione, all’abrasione, alle temperature elevate, ridotta solubilità nei comuni solventi e ridotta deteriorabilità.

In campo sanitario furono per prima utilizzati i guanti medicali, sperimentati intorno al 1890 dal chirurgo inglese Halsted, per proteggere le mani dei medici e delle infermiere dalle soluzioni disinfettanti contenenti cloruro di mercurio.

In un secondo momento, però, si vide che la gomma naturale, oltre a favorevoli caratteristiche organolettiche, era in grado di fornire una barriera abbastanza efficace nei confronti delle infezioni, superiore in taluni casi a quella offerta da prodotti di sintesi.

Per tale ragione l’utilizzazione dei guanti e del lattice in numerosi strumenti medicali è progressivamente aumentò nel corso degli anni.

La frequenza di allergia al lattice nella popolazione generale è bassa, inferiore all'1% nella popolazione adulta e al 2% in quella pediatrica.

La prevalenza è notevolmente superiore invece in determinate categorie ad elevata esposizione, definite “gruppi a rischio”, come ad esempio il personale sanitario.

Infatti nel più ampio studio effettuato in Europa, Turjanmaa ha riscontrato una prevalenza di allergia al lattice del 2,9% nel personale sanitario; disaggregando il dato per mansione risultava che la prevalenza più alta era tra il personale del blocco operatorio (6,2%), in relazione al maggior utilizzo di guanti.

Un altro gruppo a rischio è composto da soggetti che abbiano subito ripetuti interventi chirurgici in età infantile come ad esempio bambini con spina bifida o con malformazioni dell'apparato urogenitale (frequenze dal 21% al 61%).

 

Lo studio, pubblicato sulla rivista Archivos de Prevención de Riesgos Laborales, ha indagato sul fenomeno dell’allergia al lattice in un campione di 69 infermieri, a questi è somministrato un questionario su il: tempo di esposizione al lattice e, in caso di insorgenza dei sintomi di allergia, le caratteristiche di questi sintomi, compreso il periodo e il tipo di latenza (sintomi relativi alla pelle, sintomi respiratori - rinite, congiuntivite, asma bronchiale).

Nel campione studiato, sedici lavoratori (23%) hanno riportato almeno un sintomo correlato all'esposizione al lattice: prurito, rinite, eczemi, congiuntiviti, crisi d’asma.

Il periodo medio di latenza dall'inizio dell'esposizione al lattice è stata di 14,4 anni (deviazione standard 10,4anni).

Trentatré (48%) lavoratori avevano delle prove da test cutaneo.

I sintomi cutanei sono i più frequenti tra gli allergici, al lattice, seguito da rinite, congiuntivite e asma bronchiale.

Identificare i lavoratori che iniziano con questi sintomi è importante per prevenire lo sviluppo dell'asma professionale da lattice.

La diagnosi precoce della sensibilizzazione al lattice dovrebbe tradursi in misure di prevenzione personale, come la possibilità di indossare guanti in vinile.

Un recente studio, effettuato dal Dipartimento Multizonale della provincia di Milano per la Prevenzione Diagnosi e Cura delle Allergopatie, sugli operatori sanitari delle strutture ospedaliere lombarde, ha evidenziato come la prevalenza di sensibilizzazione al lattice sia elevata dove vengono maggiormente utilizzati i guanti in lattice; al contrario la sola misura preventiva di sostituzione di questi guanti con altri in polivinilcloruro, qualora possibile nei confronti del rischio biologico, si associa a una netta riduzione della sensibilizzazione al lattice tra gli operatori sanitari, pur rimanendo inalterata la presenza di questa sostanza negli altri oggetti delle unità operative considerate.

 

Funzioni dei Guanti

Secondo le Linee Guida dell'HICPAC (Healthcare Infection Control Practices Advisory Committee) in ospedale i guanti per uso sanitario vengono utilizzati per tre scopi:

1. ridurre la probabilità che microrganismi presenti sulle mani del personale vengano trasmessi ai pazienti nel corso di procedure invasive o altre procedure assistenziali che comportino il contatto con mucose e cute non integra del paziente (protezione del paziente);

2. fornire una barriera protettiva per prevenire la contaminazione grossolana delle mani in caso di contatto con sangue, fluidi corporei, secrezioni, escrezioni, e strumenti o materiali contaminati da essi; con mucose; con cute non integra del paziente (protezione dell'operatore);

3. ridurre la probabilità che le mani del personale, contaminate con microrganismi da un paziente o da un fomite, possano trasmettere questi germi ad un altro paziente;

Inoltre in ambiente ospedaliero sono utilizzati guanti per la protezione degli operatori:

1. dal contatto con sostanze chimiche (ad esempio formaldeide, glutaraldeide, xilene, ipoclorito di sodio, detergenti aggressivi, farmaci antiblastici);

2. dal rischio di tagli o abrasioni (ad esempio durante la decontaminazione dello strumentario chirurgico o durante l'esecuzione di autopsie);

3. dalle radiazioni ionizzanti durante attività eseguite in prossimità di un fascio di radiazioni o con radioisotopi.

 

Guanti non sterili

Manovre assistenziali che richiedono guanti non sterili

Anche le manovre assistenziali che non richiedono sterilità si distinguono in:

1) Manovre che richiedono:

  • manualità maggiore (destrezza, precisione, presa),esistenza maggiore (alle sollecitazioni meccaniche, alla durata d'uso).

Per queste attività sono impiegati guanti non sterili di vinile, nitrile,

 

2) Manovre che richiedono:

  • limitata manualità,
  • breve durata,
  • limitata resistenza.

Per queste attività sono impiegati guanti non sterili in polietilene.

 

Guanti in vinile

Sono costituiti da polivinilcloruro (PVC), polimero del cloruro di vinile monomero. Sono ambidestri, lunghi fino al polso, con sagomatura anatomica. Sono totalmente privi di lattice.

I guanti in vinile risultano più resistenti rispetto al lattice in caso di puntura accidentale.

La biocompatibilià dei guanti di vinile è maggiore rispetto a quelli di lattice per la totale assenza di proteine allergogene. Pur essendo possibile la comparsa di sensibilizzazione a residui chimici contenuti nel guanto, tale evenienza a tutt'oggi è sostanzialmente aneddotica, in parte anche per l'uso finora molto più limitato dei guanti di questo tipo. In definitiva i guanti in vinile sono appropriati per compiti di breve durata con moderato stress manipolativo.

Manovre-tipo per cui è appropriato indossare guanti non sterili di vinile:

1 Cateterismo venoso periferico

2 Medicazioni di ferite chirurgiche

3 Gestione delle linee di emodialisi

4 Alcune manovre di assistenza neonatale

5 Prelievo arterioso e venoso

6 Iniezioni intramuscolari.

 

Guanti in nitrile

Per attività con stress manipolativi particolarmente elevati si potrà ricorrere a guanti di nitrile.

Sono costituiti da polimeri di butadiene, acrilonitrile e acidi carbossilici. L’acrilonitrile contribuisce alla resistenza al calore e alla durezza. Il butadiene contribuisce alla resistenza e alla resilienza.

I guanti in nitrile hanno un elevato carico di rottura ed inoltre impermeabilità alle sostanze chimiche migliore del lattice e del vinile, specialmente per le soluzioni a base di idrocarburi (oli, grassi vegetali, solventi in base alcolica).

Sono completamente privi di lattice, mentre contengono alcuni acceleranti chimici

che possono provocare allergie da contatto.

Manovre-tipo per cui è appropriato indossare guanti non sterili di nitrile:

1 Interventi SUEM/Pronto Soccorso assistenza a pazienti

traumatizzati /sanguinanti

2 Gestione delle linee di emodialisi

3 Alcune attività di assistenza neonatale

4 Altre attività in cui il rischio di contaminazione con sangue e/o liquidi è particolarmente elevato.

 

Guanti in lattice

I guanti in lattice sono stati impiegati su vastissima scala in tutto il mondo a partire dagli anni Ottanta, quando la progressiva diffusione dell'infezione da HIV introdusse la consapevolezza circa la necessità di proteggere l'operatore sanitario dal possibile contagio con questo virus e con altri agenti biologici trasmessi con il sangue, durante l'assistenza a qualunque paziente (Precauzioni Standard).

Per molti anni i guanti utilizzati sono stati quasi esclusivamente di lattice. Parallelamente, ha assunto proporzioni sempre crescenti il problema della sensibilizzazione degli operatori sanitari alle proteine del lattice (dal 2% al 17% nelle varie casistiche), con reazioni anche molto gravi (anafilassi respiratoria e/o generalizzata) talvolta anche dopo esposizione a guanti di lattice breve e/o indiretta (guanti indossati da un collega), e conseguenti costi sanitari ed economici (necessità di sottoporsi ad accertamenti e cure; allontanamento dalle mansioni sanitarie con perdita di professionalità; manifestazioni avverse per contatto occasionale con manufatti di lattice anche in ambito extraprofessionale con conseguente necessità di cambiare abitudini di vita, etc.

 

Da:

Alergia al látex en una muestra de trabajadores en un Hospital General

Wikipedia

Indicazioni d’uso sull'impiego dei guanti sanitari regione Veneto aulss8