Il NurSind li aveva segnalati mesi fa i gravissimi e cronici disservizi del reparto di Ginecologia e ostetricia dell’Ospedale di Cannizzaro: tre denunce, al ministero della Salute, Nas, vertici del governo regionale, ministero del Lavoro.

Ed ecco intervenire il Ministero della Salute; dopo le dure parole del sindacato, da Roma è stato spedito all’assessorato regionale alla Salute un sollecito per le «opportune valutazioni di competenza».

Lo ha fatto sapere il NurSind Catania, sottolineando che «l’assessorato si è attivato richiedendo, lo scorso 15 novembre, una “adeguata relazione in merito alle criticità segnalate”, da far pervenire entro 15 giorni».

Ecco le situazioni che destano preoccupazione:

  • nel reparto di Ginecologia e ostetricia, vengono sistematicamente posizionati letti aggiuntivi in modo da aumentare la capienza dell’unità operativa, ma privi di ogni requisito di sicurezza, anche in spazi impropri pericolosi sotto le finestre».
  • Sono presenti solo 2 soli infermieri per 42-44 pazienti, più i neonati, nei turni notturni; questo mette in serio pericolo la salute di chi è costretto a ricorrere alla struttura di cui trattasi
  • Al piano sopra il reparto si trova quello che chiamano “il repartino”, dove esistono 10 posti letto quasi sempre occupati e in un’area attigua dedicata alle isteroscopie 5-6 posti letto, dove vengono regolarmente “appoggiati” ricoveri ordinari che permangono in carico a un solo infermiere. Nella pratica ordinaria ogni infermiere ha in carico mediamente 15 pazienti più i neonati per arrivate a punte di 20/22 pazienti per ogni infermiere nella fascia notturna».
  • Reparto di Rianimazione, qui si rileva un numero insufficiente delle unità di personale infermieristico effettivo nei tre turni. Manca personale Oss, e su 22 posti letto il rapporto infermiere-paziente è di 1 su 3 e spesso 1 su 4, soprattutto nei turni notturni di ben 11 ore. Il personale di supporto non è mai stato inserito nelle attività assistenziali e tale assenza grava totalmente sul personale infermieristico, mentre mantenere il rapporto 1 su 4 pazienti in rianimazione equivale a istituzionalizzare una serie di cure mancate che aumentano la mortalità dei pazienti».