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Leadership trasformazionale nel nursing: una chiave per il benessere degli infermieri

Maria Luisa Astadi
Maria Luisa Asta
Pubblicato il: 17/01/2026

Professione e lavoroStudi e analisi

 

In un sistema sanitario sempre più sotto pressione, segnato da carenza di personale, aumento della complessità assistenziale e carichi emotivi crescenti, la leadership infermieristica torna al centro del dibattito. A richiamare l’attenzione su questo tema è lo studio Il ruolo della Leadership Trasformazionale nel Nursing: una leva strategica per il benessere professionale e la qualità dell’assistenza, a cura del dott. Francesco Ferroni, infermiere con formazione manageriale presso l’AOU delle Marche .

Secondo Ferroni, la leadership non può più essere intesa come una funzione meramente gestionale. In particolare, la leadership trasformazionale emerge come uno dei modelli più coerenti con i valori della professione infermieristica, perché capace di coniugare benessere degli operatori, qualità delle cure e sostenibilità organizzativa. A differenza di approcci più tradizionali, questo stile di leadership punta a ispirare, motivare e valorizzare i professionisti, favorendo autonomia, responsabilità condivisa e senso di appartenenza.

Il modello, teorizzato da Bass e Avolio, si fonda su quattro dimensioni chiave: influenza ideale, motivazione ispirazionale, stimolazione intellettuale e considerazione individualizzata. Nel contesto del nursing, spiega Ferroni, il leader trasformazionale non è un semplice “gestore di turni”, ma un facilitatore di processi, capace di costruire una visione condivisa dell’assistenza e di promuovere una cultura orientata all’evidence-based practice .

Le ricadute sul benessere professionale sono significative. Numerose evidenze, richiamate nello studio, mostrano come gli infermieri che lavorano in contesti guidati da leader trasformazionali riportino maggiore soddisfazione lavorativa, livelli più alti di engagement e una riduzione del burnout. Un aspetto particolarmente rilevante riguarda anche il miglior equilibrio tra vita lavorativa e privata, favorito da ascolto attivo, attenzione ai bisogni individuali e maggiore flessibilità organizzativa.

Ma l’impatto non si ferma agli operatori. La leadership trasformazionale, sottolinea Ferroni, incide direttamente anche sulla qualità e sicurezza dell’assistenza. I reparti caratterizzati da questo stile di guida mostrano migliori esiti clinici sensibili all’assistenza infermieristica, maggiore attenzione alla sicurezza del paziente e una riduzione degli eventi avversi. Questo avviene perché gli infermieri si sentono legittimati a segnalare criticità, proporre soluzioni e partecipare attivamente ai processi di miglioramento .

Nel contesto italiano, il ruolo chiave nell’applicazione della leadership trasformazionale è attribuito al coordinatore infermieristico. Tuttavia, come evidenzia lo studio, a questa responsabilità non sempre corrisponde un adeguato supporto formativo e organizzativo. Spesso i coordinatori sono schiacciati tra adempimenti burocratici e richieste gestionali, con il rischio di ridurre lo spazio dedicato alla leadership clinica e relazionale.

Le prospettive future indicate da Ferroni puntano su investimenti strutturati nella formazione alla leadership, programmi di mentoring e una maggiore integrazione tra competenze cliniche e manageriali. La leadership trasformazionale, conclude l’autore, non dovrebbe essere considerata una qualità individuale, ma una vera e propria competenza organizzativa, da coltivare per affrontare in modo efficace le sfide presenti e future del sistema sanitario.