Viareggio lancia il primo ospedale virtuale d’Italia: meno ricoveri, più cure a domicilio
Ho avuto anche difficoltà nello scegliere un’immagine di copertina: che aspetto ha un ospedale virtuale?
Vediamo di cosa si tratta
Nel panorama della sanità italiana, spesso caratterizzato da ritardi e criticità strutturali, Viareggio si candida a diventare un laboratorio di innovazione. La città toscana sarà infatti la prima in Italia a sperimentare su scala comunale un ospedale virtuale, un modello di assistenza sanitaria che negli Stati Uniti opera dal 2015 e che promette di rivoluzionare il rapporto tra pazienti, ospedali e territorio.
Il progetto, sviluppato dal Comune in collaborazione con Motore Sanità, si ispira direttamente al Mercy Virtual Care Center di St. Louis, Missouri. Una struttura da 54 milioni di dollari che non ha nemmeno un posto letto, ma che dal 2015 assiste migliaia di pazienti attraverso telemedicina, telemonitoraggio e assistenza da remoto h24, sette giorni su sette.
L'ospedale virtuale non è un concetto astratto: è un'alternativa reale a costosi e spesso inutili ricoveri ospedalieri. Si tratta di una centrale operativa che coordina telemonitoraggio e teleassistenza, affiancando i servizi sociosanitari tradizionali. A Viareggio, il progetto partirà da una struttura di circa mille metri quadrati, ristrutturata secondo il modello americano, e diventerà il fulcro di un sistema integrato di cura a domicilio.
Come funziona un ospedale senza letti
Il concetto è semplice nella sua efficacia: portare l'ospedale a casa del paziente, non viceversa. I pazienti, attraverso l'ospedale virtuale, possono accedere a servizi medici online tramite videochiamate, chat, email o applicazioni mobili. Ricevono consultazioni mediche, prescrizioni, monitoraggio delle condizioni di salute e gestione delle malattie croniche, tutto da remoto.
Ma la vera forza del modello sta nella continuità assistenziale. Come spiega Claudio Zanon, direttore scientifico di Motore Sanità e autore dell'unica monografia italiana dedicata agli ospedali virtuali, l'ospedale virtuale fornisce un'elevata efficacia e affidabilità anche in cure intensive, consente un migliore utilizzo delle risorse e si configura come un investimento non solo economico ma soprattutto sociale e sanitario.
Al centro del sistema ci sono dispositivi semplici: strumenti per rilevare temperatura, battito cardiaco, saturazione dell'ossigeno. I dati vengono trasmessi due volte al giorno alla centrale operativa. Quando un parametro si altera, l'infermiere contatta il paziente per una nuova misurazione. Se confermata l'anomalia, il medico interviene in video-visita, decidendo se è necessaria un'assistenza domiciliare o un ricovero. A Viareggio Il Comune mette in campo risorse patrimoniali e logistiche, offrendo spazi e favorendo il radicamento territoriale del progetto in sinergia con la Regione Toscana. L'obiettivo è costruire un'alleanza stabile affinché i fondi PNRR, in particolare le missioni 5 e 6, possano sostenere economicamente un progetto ormai giunto alla fase attuativa.
I numeri che fanno la differenza
L'esperienza americana del Mercy Virtual Care Center offre dati significativi. Le valutazioni del programma hanno mostrato una riduzione del 50% nell'utilizzo dei ricoveri ospedalieri. Considerando che un ricovero medio per insufficienza cardiaca congestizia costa circa 14.000 dollari, i risparmi sono sostanziali. E i pazienti? Mostrano indici di soddisfazione del 98%.
In Italia, un primo esperimento è già in corso. A Roma, presso l'ASL Roma 2, è attivo dal 2021 il progetto "Curare@casa", un ospedale virtuale con 80 letti virtuali. I risultati? In un anno la riduzione di oltre il 10% degli accessi al Pronto soccorso, la riduzione di oltre il 10% dei re-ricoveri e una netta riduzione delle giornate di degenza media.
Per Viareggio, le stime parlano di un potenziale risparmio per la Regione Toscana di 211 milioni di euro. A livello nazionale, basandosi su una stima di 527.050 ricoveri evitabili per malattie croniche e un costo medio di 5.000 euro per ricovero, i potenziali risparmi per il servizio sanitario italiano ammonterebbero a circa 2,64 miliardi di euro.
Un nuovo modello di cura
Ma ridurre l'ospedale virtuale a una mera questione economica sarebbe riduttivo. Il vero valore sta nel cambio di paradigma assistenziale. Come previsto dal decreto ministeriale 77 del 2022, il domicilio del paziente diventa davvero il primo luogo di cura.
Per i pazienti anziani e fragili significa meno solitudine, più prevenzione, accesso facilitato ai controlli medici. Per le famiglie, maggiore sicurezza e un sostegno concreto nei servizi di cura. Per i medici di medicina generale, un alleggerimento del carico di lavoro. Per gli ospedali, meno accessi impropri al pronto soccorso e una migliore allocazione delle risorse.
Il progetto arriva nel momento in cui le Case e gli Ospedali di Comunità previsti dal PNRR procedono a macchia di leopardo: secondo l'ultimo report di Agenas, al 30 giugno 2025 ne risultavano attive solo 660 su 1.723 programmate, e solo 46 di esse offrono tutti i servizi previsti. L'ospedale virtuale si propone come risposta complementare a queste difficoltà attuative.
Le sfide
Dopo Viareggio, il modello dovrebbe essere replicato a Como e Cosenza, creando una rete di ospedali virtuali su tutto il territorio nazionale. Naturalmente, non tutto è semplice. La creazione di un ospedale virtuale richiede infrastrutture tecnologiche robuste, formazione del personale, integrazione con i sistemi informativi esistenti, e soprattutto un cambiamento culturale profondo. Come ha sottolineato il sottosegretario all'Innovazione Alessio Butti durante la presentazione del progetto, la tecnologia deve essere la più inclusiva possibile, una sorella maggiore da considerare con attenzione e fiducia.
C'è poi la questione dell'alfabetizzazione digitale, particolarmente rilevante per una popolazione anziana che potrebbe mostrare resistenze verso strumenti percepiti come invasivi o complicati. Ma l'esperienza di Roma dimostra che, con la giusta assistenza e strumenti semplificati, anche queste barriere possono essere superate.
L'ospedale virtuale di Viareggio rappresenta molto più di un esperimento tecnologico. È un tentativo di ripensare la sanità territoriale, di rendere più sostenibile il sistema sanitario nazionale, di restituire dignità e qualità di vita ai pazienti fragili. Se l'esperimento avrà successo, potremmo trovarci di fronte a un modello replicabile su scala nazionale, capace di coniugare innovazione, sostenibilità economica e umanizzazione delle cure.
E ci sta anche bene un ospedale virtuale considerato che pure gli infermieri delle piante organiche di quelli reali sono ormai virtuali...
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