Indennità PS: in Sicilia fondi bloccati, mentre al Nord gli infermieri sono già stati pagati
Ritardi nell’emanazione del decreto regionale impediscono l’avvio della contrattazione aziendale e posticipano i pagamenti al personale sanitario.
di Giuseppe Provinzano
"In Sicilia l’indennità di Pronto Soccorso resta ancora ferma nei passaggi burocratici, mentre in altre regioni italiane gli operatori sanitari hanno già percepito gli arretrati. A denunciarlo è il NurSind Sicilia, che punta il dito contro la mancata emanazione del decreto regionale di riparto delle risorse, passaggio indispensabile per avviare la contrattazione aziendale e garantire il pagamento al personale".
Palermo, 26/03/2026. Il nodo è tutto nei tempi della macchina amministrativa regionale. In Sicilia, infatti, l’assenza del decreto di assegnazione delle risorse alle Aziende del Servizio Sanitario Regionale sta impedendo l’avvio della contrattazione integrativa aziendale, passaggio indispensabile per distribuire concretamente le somme destinate all’indennità di Pronto Soccorso.
Senza questo atto, le Aziende sanitarie non possono definire gli accordi decentrati previsti dal contratto collettivo, determinando un inevitabile slittamento nei tempi di erogazione delle indennità al personale.
Una situazione che si traduce in un danno economico diretto per gli operatori delle aree di emergenza-urgenza, già sottoposti a carichi di lavoro elevati, pressione assistenziale costante e condizioni operative particolarmente complesse.
“Siamo davanti all’ennesimo rallentamento che si traduce in un danno economico per gli operatori dei Pronto Soccorso. Le risorse sono già previste, ma restano bloccate nei meccanismi della burocrazia regionale.” Dichiara Salvo Calamia, Segretario Regionale NurSind Sicilia.
Nel corso del confronto regionale, il NurSind Sicilia aveva avanzato una proposta chiara: definire i criteri e chiudere la contrattazione direttamente a livello regionale, evitando il passaggio aziendale e garantendo tempi più rapidi per l’erogazione delle somme.
Una soluzione già adottata in altre regioni italiane, che ha consentito di superare le lungaggini procedurali e assicurare pagamenti più tempestivi al personale.
“Avevamo chiesto di chiudere la partita a livello regionale proprio per evitare i tempi lunghi della contrattazione aziendale. Oggi i fatti dimostrano che quella era la strada giusta.” Sottolinea Salvo Vaccaro, Vice Segretario Nazionale NurSind.
Il confronto con altre realtà territoriali evidenzia infatti un divario evidente.
“In altre regioni gli operatori hanno già percepito gli arretrati e ricevono regolarmente, mese dopo mese, le somme previste per l’indennità di Pronto Soccorso. In Sicilia, invece, siamo ancora fermi alla fase preliminare dell’emanazione del decreto.” Continua Vaccaro.
Un ritardo che, secondo il NurSind, non è più giustificabile e che mette in luce criticità organizzative che continuano a penalizzare il personale sanitario siciliano.
“Non è accettabile che il personale sanitario venga penalizzato da ritardi amministrativi. Servono atti immediati e un cambio di passo nella gestione delle risorse.” Conclude Calamia.
Il sindacato chiede quindi l’immediata emanazione del decreto di riparto delle risorse, evidenziando la necessità di adottare soluzioni più snelle ed efficaci per garantire tempi certi nell’erogazione delle indennità.
La vicenda riporta al centro il tema della capacità del sistema sanitario regionale di assicurare risposte rapide ed efficaci a chi opera quotidianamente in prima linea nei servizi di emergenza, evitando che ritardi burocratici si trasformino in un ulteriore elemento di penalizzazione per i lavoratori.
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