Croce Rossa, la riforma apre ai dirigenti infermieri nei corpi ausiliari
La Camera dei deputati ha approvato il disegno di legge A.C. 2429 sulla riorganizzazione delle attività della Croce Rossa Italiana e sulla revisione dei suoi corpi ausiliari delle Forze armate. Il provvedimento ha ottenuto 156 voti favorevoli e 112 astensioni, dopo il via libera del Senato arrivato nel maggio 2025 con 83 sì e 52 astensioni.
La riforma interviene sul decreto legislativo n. 178 del 2012, che aveva trasformato la Croce Rossa in associazione di diritto privato, ridefinendone oggi competenze, organizzazione e rapporti con lo Stato, in particolare con il comparto difesa.
Nuove funzioni: formazione dei soccorritori militari
Tra le principali novità, l’estensione delle attività di interesse pubblico dell’Associazione. La Croce Rossa Italiana potrà ora occuparsi anche della formazione dei soccorritori militari, attraverso convenzioni con il Ministero della Difesa.
Si tratta di personale militare addestrato a intervenire in situazioni di emergenza, soprattutto nelle operazioni all’estero, quando non è disponibile personale sanitario. Finora la formazione era gestita direttamente dalle Forze armate; con la riforma entra stabilmente nel perimetro delle competenze della Croce Rossa.
Corpi ausiliari: più professionalità e regole più chiare
Un altro asse centrale del provvedimento riguarda il Corpo militare volontario e il Corpo delle infermiere volontarie (crocerossine).
La legge amplia le figure professionali del personale direttivo: oltre a medici, farmacisti e commissari, entrano odontoiatri, veterinari, biologi, fisici, chimici, psicologi e dirigenti infermieri. L’obiettivo è rendere i corpi più aderenti alle esigenze operative contemporanee.
Viene inoltre chiarito un nodo normativo: il personale richiamato in servizio sarà soggetto a codici penali militari e disciplina militare, allineandosi di fatto allo status dei militari in servizio. Una precisazione che supera ambiguità interpretative emerse negli anni.
Stop alla fondazione e chiusura di quella esistente
La riforma cancella la possibilità per la Croce Rossa di costituire fondazioni per svolgere attività di interesse pubblico. Contestualmente dispone l’estinzione della Fondazione per le attività ausiliarie alle Forze armate, istituita nel 2008 ma, come evidenziato nella relazione illustrativa, mai realmente operativa.
Il patrimonio residuo, al termine della liquidazione, sarà trasferito direttamente all’Associazione.
Delega al Governo: revisione complessiva del sistema
Il testo approvato contiene una serie articolata di deleghe al Governo. Entro 12 mesi dovranno essere adottati decreti legislativi per:
- riformare la disciplina del Corpo militare volontario e delle crocerossine
- aggiornare modalità di arruolamento, gerarchie e impieghi
- adeguare le norme alle esigenze operative e alle convenzioni internazionali
Un’ulteriore delega, introdotta al Senato, punta a una revisione più ampia dell’ordinamento militare: semplificazione, riordino e coordinamento delle norme contenute sia nel Codice dell’ordinamento militare sia nel relativo testo regolamentare.
Nessun impatto sui conti pubblici
Il provvedimento prevede una clausola di invarianza finanziaria: tutte le modifiche dovranno essere attuate senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica, utilizzando le risorse già disponibili.
Un riassetto dopo oltre dieci anni
La legge rappresenta il primo intervento organico sulla Croce Rossa Italiana dopo la riforma del 2012. In continuità con quella trasformazione, il legislatore rafforza il ruolo dell’Associazione come soggetto di interesse pubblico, ma con struttura privatistica e forte integrazione con le istituzioni.
Il focus è duplice: da un lato, aggiornare le funzioni operative, soprattutto in ambito militare e di emergenza; dall’altro, semplificare un quadro normativo stratificato, con l’obiettivo di rendere più efficiente il sistema nel suo complesso.
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