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NurSind: l'ospedale di Vallo della Lucania rischia il collasso per la carenza di medici

Giuseppe Provinzanodi
Giuseppe Provinzano
Pubblicato il: 08/07/2026

CampaniaNurSind dal territorio

Il sindacato delle professioni infermieristiche lancia l'allarme sul progressivo svuotamento degli organici e chiede all'Asl Salerno un piano straordinario di assunzioni per salvaguardare il presidio sanitario del Cilento.


di Giuseppe Provinzano

La crisi della sanità pubblica nelle aree interne continua a mostrare il suo volto più preoccupante. Questa volta a finire sotto i riflettori è l'Ospedale "San Luca" di Vallo della Lucania, dove, secondo il NurSind Salerno, la progressiva riduzione del personale medico sta mettendo seriamente a rischio la tenuta dell'intero presidio ospedaliero. Il sindacato denuncia una situazione ormai strutturale e sollecita interventi urgenti per evitare che il depauperamento delle professionalità comprometta definitivamente il diritto alla salute dei cittadini del Cilento.


NurSind: l'ospedale di Vallo della Lucania rischia il collasso per la carenza di medici

SALERNO, 08/07/2026 - L'Ospedale San Luca di Vallo della Lucania sta attraversando una delle fasi più delicate della sua storia recente. A lanciare l'allarme è il NurSind Salerno, che punta il dito contro una progressiva riduzione degli organici medici che, secondo il sindacato, sta compromettendo la capacità della struttura di garantire sia le attività assistenziali ordinarie sia la gestione delle emergenze più complesse.

La segreteria territoriale del NurSind ha trasmesso una dettagliata nota ai vertici dell'Asl Salerno, chiedendo un intervento immediato per arrestare quella che viene definita una lenta ma costante perdita di professionalità. Secondo il sindacato, il problema affonda le proprie radici nel blocco del turn over e nella mancata programmazione del ricambio generazionale, fattori che negli anni hanno progressivamente impoverito reparti strategici come anestesia, chirurgia generale, ortopedia, neurochirurgia e chirurgia vascolare.

Questa situazione, spiegano i rappresentanti sindacali, costringe quotidianamente l'organizzazione ospedaliera a ricorrere a soluzioni emergenziali per garantire i livelli minimi di assistenza, mentre i pazienti più complessi vengono sempre più spesso trasferiti con l'elisoccorso verso altri ospedali della regione.

"Dieci anni fa avevamo già previsto quello che oggi sta accadendo. Le nostre segnalazioni sono rimaste inascoltate e adesso la carenza di medici specialisti è diventata un problema strutturale. I prossimi pensionamenti in medicina generale, urologia, neurologia, malattie infettive, farmacia, ostetricia, neuroradiologia e laboratorio analisi rischiano di aggravare ulteriormente una situazione già estremamente critica. Abbiamo la sensazione che il presidio venga progressivamente svuotato senza alcun atto formale, ma semplicemente lasciandolo spegnere per inerzia. Non possiamo accettare che venga depauperato un ospedale fondamentale per tutto il territorio cilentano". 

Così denuncia con forza Biagio Tomasco, segretario generale del NurSind Salerno, che richiama l'attenzione sulla necessità di invertire immediatamente la rotta.

L'organizzazione sindacale evidenzia inoltre come le difficoltà non riguardino esclusivamente le aree dell'emergenza-urgenza. Anche servizi essenziali quali ostetricia e laboratorio analisi rischiano di trovarsi presto senza figure apicali a causa dei pensionamenti imminenti, mentre altre unità operative strategiche, tra cui farmacia, neurologia, neuroradiologia, malattie infettive, medicina interna e urologia, potrebbero subire un ulteriore impoverimento degli organici senza che siano stati programmati adeguati ricambi.

Per il NurSind, a rendere ancora meno attrattivo il presidio contribuiscono anche il ritardo nell'espletamento dei concorsi per la direzione sanitaria e per i primariati, oltre a una riorganizzazione dei servizi che, secondo il sindacato, ha determinato accorpamenti poco funzionali e ridotto l'interesse dei giovani specialisti a scegliere Vallo della Lucania come sede lavorativa.

"Non è più tollerabile che non vengano adottate misure concrete per rendere competitivo questo ospedale. La posizione geografica non può essere utilizzata come giustificazione, perché in passato gli organici erano completi. Servono concorsi immediati per le figure direttive, bandi dedicati esclusivamente al presidio di Vallo della Lucania con un vincolo di permanenza di almeno cinque anni e un serio piano di ricostruzione delle équipe mediche. Continuare a ignorare questo grido d'allarme significa assumersi la responsabilità del progressivo declino della sanità pubblica nel Cilento".

Ribadisce Adriano Cirillo, segretario amministrativo del NurSind Salerno, indicando quelle che il sindacato considera le priorità non più rinviabili.

Per il NurSind Salerno, la salvaguardia dell'Ospedale San Luca rappresenta una questione strategica non soltanto per il personale sanitario, ma soprattutto per migliaia di cittadini che ogni giorno fanno affidamento sul presidio ospedaliero per ricevere cure tempestive e sicure. Il sindacato chiede quindi all'Asl un cambio di passo immediato affinché venga avviata una programmazione capace di garantire il futuro dell'ospedale e dell'intera rete assistenziale del territorio.