Ulss 9 Verona, NurSind: ''Attivare l'Organismo Paritetico per l'Innovazione ed Age Management''
Il sindacato denuncia il mancato avvio dell'OPI (Organismo Paritetico per l'Innovazione) e chiede l'applicazione dell'articolo 49 del CCNL per tutelare i professionisti sanitari più esperti
di Giuseppe Provinzano
"La sanità cambia continuamente, ma senza un confronto strutturato tra aziende e rappresentanze dei lavoratori ogni innovazione rischia di trasformarsi in un'occasione mancata. È proprio su questo terreno che si inserisce la presa di posizione del NurSind Verona, che richiama l'Azienda Ulss 9 Scaligera al rispetto del Contratto Collettivo Nazionale e all'attivazione di strumenti ritenuti indispensabili per migliorare l'organizzazione del lavoro, valorizzare il personale e affrontare una delle emergenze più sottovalutate del sistema sanitario: l'invecchiamento della forza lavoro".
NurSind: "Nove mesi di ritardo, attivare subito il tavolo previsto dal CCNL"
VERONA, 17/07/2026 - L'Organismo Paritetico per l'Innovazione continua a restare sulla carta e il NurSind Verona chiede che l'Azienda Ulss 9 Scaligera dia finalmente piena attuazione a quanto previsto dal CCNL Sanità 2022-2024. Per il sindacato si tratta di un ritardo ormai ingiustificabile che priva lavoratori e organizzazioni sindacali di uno spazio fondamentale di confronto sulle principali scelte organizzative che incidono ogni giorno sulla qualità dell'assistenza e sulle condizioni di lavoro.
Secondo il NurSind, l'OPI rappresenta uno strumento strategico previsto dal contratto nazionale per sviluppare relazioni sindacali moderne e partecipative, affrontando temi che spaziano dall'organizzazione dei servizi alla sicurezza degli operatori, dal benessere organizzativo alla prevenzione dello stress lavoro-correlato, fino alla gestione delle assenze improvvise e all'innovazione tecnologica.
L'assenza di questo organismo, evidenzia il sindacato, consente invece all'Azienda di assumere decisioni organizzative senza un reale confronto con le rappresentanze dei lavoratori, compromettendo quel modello partecipativo espressamente previsto dal contratto nazionale.
Tra le questioni considerate più urgenti emerge quella relativa all'applicazione dell'articolo 49 del CCNL, dedicato agli strumenti di Age Management, cioè alle politiche organizzative rivolte ai professionisti sanitari con maggiore anzianità di servizio.
Per il NurSind Verona, l'invecchiamento progressivo degli organici non può più essere affrontato con interventi occasionali. Al contrario, richiede una pianificazione condivisa che consenta di valorizzare l'esperienza degli operatori senior senza sottoporli a carichi di lavoro incompatibili con l'età e con le condizioni fisiche maturate dopo decenni trascorsi nei reparti.
"L'Organismo Paritetico per l'Innovazione avrebbe dovuto essere operativo da mesi. Il suo mancato avvio priva lavoratori e organizzazioni sindacali di uno strumento essenziale di partecipazione e confronto. È una situazione che non può più essere rinviata".
Il sindacato richiama quindi l'attenzione sulle misure previste dal contratto per il personale che ha superato i sessant'anni, tra cui la possibilità di ridurre o escludere i turni notturni e la pronta disponibilità, l'impiego in attività di tutoraggio e affiancamento ai nuovi assunti, la priorità nell'accesso al part-time e, quando compatibile con le mansioni svolte, anche al lavoro agile.
Secondo il NurSind, queste misure non rappresentano privilegi, ma strumenti di buona organizzazione, capaci di preservare competenze professionali di grande valore e, nello stesso tempo, garantire la sicurezza delle cure.
L'organizzazione sindacale avverte che l'assenza di una reale politica di Age Management rischia di aggravare ulteriormente la già nota carenza di personale infermieristico, favorendo pensionamenti anticipati, dimissioni volontarie e richieste di mobilità verso servizi meno gravosi, con inevitabili ripercussioni sull'intero sistema sanitario veronese.
"Continuare a ignorare l'Age Management significa perdere competenze preziose e aumentare il disagio organizzativo. Chi ha dedicato una vita alla sanità deve poter continuare a lavorare in condizioni sostenibili, mettendo la propria esperienza al servizio dei colleghi più giovani e dei cittadini".
Per il NurSind Verona, la Direzione dell'Ulss 9 è chiamata ad assumersi la responsabilità di avviare senza ulteriori ritardi l'Organismo Paritetico per l'Innovazione e aprire un confronto concreto sull'applicazione dell'articolo 49 del CCNL.
Il sindacato ricorda che sono ormai trascorsi circa nove mesi dall'entrata in vigore delle disposizioni contrattuali senza che l'OPI sia stato pienamente attivato. Un ritardo che, secondo il NurSind, non incide soltanto sui diritti dei lavoratori, ma rischia di riflettersi anche sulla qualità dell'organizzazione sanitaria e sulla sicurezza delle cure offerte ai cittadini veronesi.
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