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NurSind L’Aquila, scontro sul 118: ''La ASL chiarisca costi, affidamenti e personale''

Giuseppe Provinzanodi
Giuseppe Provinzano
Pubblicato il: 24/08/2026

AbruzzoNurSind dal territorio

Il sindacato delle professioni infermieristiche replica al dg della ASL 1 Abruzzo Paolo Costanzi e contesta la gestione del servizio: nel mirino direttive regionali, affidamenti alle associazioni e costi sostenuti per gli infermieri. Santilli (NurSind): "Si risponda nel merito".


di Giuseppe Provinzano

"Si alza ulteriormente il livello dello scontro sulla gestione dell’emergenza-urgenza nella ASL 1 Abruzzo. Il NurSind L’Aquila torna all’attacco dopo le dichiarazioni del direttore generale Paolo Costanzi e mette sul tavolo norme, delibere e cifre, chiedendo all’Azienda di chiarire le scelte compiute nell’affidamento del servizio 118 e, soprattutto, nella disponibilità del personale infermieristico".


NurSind sfida Costanzi sul 118: "Smentisca con atti e numeri le nostre contestazioni"

L'AQUILA, 24/08/2026 - La polemica sulla gestione del 118 nella ASL 1 Abruzzo entra in una nuova fase. A intervenire è la Segreteria territoriale NurSind L’Aquila, guidata da Antonio Santilli, che replica alle dichiarazioni rese alla stampa dal direttore generale Paolo Costanzi in merito all'affidamento di parte dei servizi di emergenza-urgenza alle associazioni di volontariato.

Al centro della contestazione c’è un punto preciso: secondo il sindacato, occorre distinguere il servizio di trasporto in ambulanza dalla disponibilità del personale sanitario chiamato a operare nell’emergenza territoriale.

Il NurSind richiama in particolare la deliberazione della Giunta regionale d’Abruzzo n. 696/2023 e il relativo allegato. Secondo la ricostruzione sindacale, l’articolo 7, comma 2, prevede che, nei servizi svolti per conto del Servizio sanitario regionale, il personale medico e infermieristico debba essere messo a disposizione dalle ASL.

"Se le direttive regionali stabiliscono che il personale medico e infermieristico deve essere messo a disposizione dalle ASL, non comprendiamo perché venga richiamata la difficoltà delle associazioni nel reclutare infermieri. È su questo punto che chiediamo una risposta chiara nel merito", sostiene Santilli.

Il nodo della responsabilità e della formazione

Per il sindacato non si tratterebbe soltanto di una questione formale. Dietro la disposizione regionale ci sarebbe la necessità di assicurare nell’emergenza territoriale professionisti adeguatamente formati e aggiornati per operare in un settore ad elevata complessità assistenziale.

Il 118, sottolinea il NurSind, rappresenta una funzione essenziale del sistema sanitario e richiede competenze specifiche, aggiornamento continuo e una chiara definizione delle responsabilità organizzative.

"Parliamo di un servizio salva-vita nel quale la qualificazione professionale e la formazione continua non possono essere considerate aspetti secondari. Le ASL, in quanto titolari dei servizi emergenziali, hanno precise responsabilità organizzative", rimarca il segretario territoriale Santilli.

NurSind: "Come sono cambiati i costi in pochi mesi?"

La seconda contestazione riguarda l'aspetto economico. Il sindacato mette a confronto due provvedimenti aziendali e chiede spiegazioni sull'incremento delle somme riconosciute.

Secondo quanto riportato dal NurSind, con la deliberazione n. 2731 del dicembre 2025 sarebbe stato ritenuto congruo un rimborso di 4.600 euro mensili per un turno di 12 ore. A distanza di pochi mesi, con la deliberazione n. 2127/2026, la cifra sarebbe salita a 8.600 euro mensili.

Un incremento di circa l’87% che il sindacato considera meritevole di un chiarimento puntuale da parte dell’Azienda.

"Chiediamo al direttore generale di spiegare quali elementi abbiano determinato, nell’arco di pochi mesi, il passaggio da 4.600 a 8.600 euro mensili. È una differenza rilevante e riteniamo necessario comprenderne le ragioni", afferma il segretario.

Il confronto con il costo delle assunzioni

Santilli contesta inoltre la tesi secondo cui l'assunzione diretta di infermieri comporterebbe costi eccessivi per l'Azienda. Il sindacato propone una propria comparazione economica, sostenendo che il costo lordo annuo di un infermiere neoassunto sarebbe nell'ordine dei 38 mila euro.

Sulla base dei propri calcoli, il NurSind ritiene che le risorse attualmente destinate agli affidamenti consentirebbero, se utilizzate diversamente, di procedere a un significativo rafforzamento dell'organico aziendale.

"Con le risorse impiegate attraverso questo sistema, secondo i nostri conteggi, sarebbe possibile assumere fino a 96 infermieri, un numero che riteniamo più che sufficiente per garantire la copertura delle postazioni del 118 interessate", sostiene la Segreteria territoriale.

Il sindacato chiama in causa anche il ricorso alle agenzie interinali, ritenendo necessario privilegiare progressivamente forme di reclutamento stabile attraverso procedure pubbliche.

Il NurSind L’Aquila ricorda, a questo proposito, l'esistenza di una procedura aziendale che, secondo quanto riferito dalla stessa organizzazione, conterebbe 820 infermieri candidati risultati idonei.

Santilli: "Il confronto sia sui fatti"

La replica si chiude con un messaggio diretto alla Direzione generale. Il NurSind rivendica il diritto di sottoporre a verifica le scelte aziendali e chiede che il confronto si concentri sugli atti amministrativi e sui dati economici.

"Non intendiamo spostare il confronto sul piano personale. Abbiamo posto questioni precise sulle direttive regionali, sulle modalità di gestione del personale infermieristico e sui costi sostenuti dall'Azienda. Se i nostri rilievi sono infondati, chiediamo che vengano smentiti attraverso atti, norme e numeri",

conclude Antonio Santilli, segretario territoriale NurSind L’Aquila.